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Quegli angeli del fango che asciugano le lacrime

Quegli angeli del fango che asciugano le lacrime
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Damiano Ferretti
Hanno spalato fango per entrare nelle case - sgretolate come castelli di carta dalla furia inesorabile dell'acqua - delle famiglie in lacrime. Hanno scavato tra le macerie trovandosi di fronte un «deserto spettrale»: giganteschi crateri, scheletri di palazzi, carcasse d’auto incredibilmente arrotolate una sopra l’altra, piante secolari sradicate. Hanno camminato - increduli - sopra le merci distrutte del fruttivendolo, sopra il banco del panettiere, sopra la serranda dell’idraulico. Nelle più grandi tragedie - come quella che ha devastato il Levante ligure lo scorso 25 ottobre - emergono, spesso, le azioni più nobili, solidali e altruiste.
E così è stato per i tanti «angeli del fango» parmigiani che, nelle scorse settimane, sono partiti alla volta di Borghetto Vara (la località divenuta simbolo dell’alluvione che ha colpito lo spezzino, ndr) e di Brugnato (il paese-gemello distante soltanto un pugno di metri) armati di stivali, pale e con tanta voglia di prodigarsi ed aiutare - in qualche modo - quelle persone che, in quei giorni di devastazione naturale, hanno perso tutto o quasi.
In questi luoghi segnati dalla più totale devastazione, sono arrivati anche i volontari delle «Brigate di solidarietà attiva» di Parma. «Il nostro moto di solidarietà - precisa subito Elena Francani, una delle volontarie - ha preso il via con la necessità di condividere i bisogni di queste persone, così sfortunate, che in quei giorni sembravano totalmente incapaci di reagire; il nostro intervento - puntualizza - è stato coordinato con le istituzioni locali, la Protezione civile e la Croce rossa italiana». Tra coloro che hanno mollato la quotidianità per recarsi in quell’«inferno di fango», troviamo anche Enrico Arillo, originario proprio della Val di Vara e parmigiano d’adozione: già noto per essere il referente cittadino del Popolo Viola ma anche per essere volontario nel corpo dei Vigili del Fuoco dal lontano 2003.
«E’ stato davvero emozionante - racconta Arillo - ritornare in quei luoghi, tanto cari a me e alla mia famiglia: i miei genitori, infatti, hanno la casa proprio lì e frequento quelle zone da quando sono nato. Brugnato e Borghetto Vara, in particolare, li conosco benissimo, o meglio - evidenzia con un nodo in gola - li conoscevo benissimo: tutto è cambiato, tutto è irriconoscibile perché, dove prima c’erano le case, gli orti, il bar o la pizzeria, ora invece c’è soltanto il letto del fiume».
Dallo scorso 28 ottobre ad oggi, sono circa un centinaio i volontari parmigiani delle «Brigate di solidarietà attiva» che hanno voluto dare sostegno attivo e concreto a quelle popolazioni inabissate dal fango e dall’acqua. Ed hanno raggiunto quelle località, che un tempo erano veri e propri paradisi per i turisti, con un intento preciso: riscoprirsi essere umani nella necessità.

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