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Piattaforma Parma: cibo per chi ha più bisogno

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COMUNICATO

Raccogliere generi alimentari donati dalle imprese e ridistribuirli alle mense, agli Empori e luoghi solidali, soprattutto farli arrivare alle 2.500 famiglie che sempre più spesso si misurano con l’impossibilità di consumare un pasto vero. Da oggi in poi, alle strutture già operative nella provincia di Parma, si aggiungerà Piattaforma Parma, struttura logistica e organizzativa creata per far fronte a una emergenza divenuta via via più acuta anche in territori come questo. 
Frutto di un accordo promosso lo scorso giugno da Fondazione Cariparma con Comune e Provincia di Parma, Fondazione Caritas “S. Ilario”, Forum Solidarietà, Consorzio Solidarietà Sociale, Forum Provinciale del Terzo Settore di Parma, Piattaforma Parma si rivolge alle aziende locali, in particolare a quelle del settore agroalimentare. L’appello corale rivolto a loro è aumentare le donazioni di generi alimentari, unirsi e fare rete per contrastare il difficile momento di crisi. 
Oggi in Provincia alla presentazione di Piattaforma Parma, erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella nuova iniziativa: Emporio, Forum Solidarietà, Caritas, Consorzio solidarietà Sociale, Provincia e Comune di Parma, Fondazione Cariparma e le associazioni di categoria che hanno aderito.
“Questa è una chiamata alla responsabilità anche del mondo produttivo per un progetto di cui c’era un gran bisogno” ha affermato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, “un nuovo importante strumento frutto di un dialogo diretto fra imprese e terzo settore” secondo l’assessore provinciale  alle Politiche sociali Marcella Saccani, “il messaggio di fare tutti insieme quello che serve davvero” ha proseguito Laura Rossi assessore all’Welfare del Comune di Parma. 
“Per Fondazione è naturale partecipare a una iniziativa di questo tipo ed è importante far crescere la consapevolezza che i fenomeni legati alla povertà possono avere ricadute anche sulla coesione – ha spiegato il segretario generale Luigi Amore.  
“Uno degli aspetti positivi di questa crisi, che non sta finendo, è l’idea che da questa situazione difficile non se ne esce da soli” - ha detto Cecilia Scaffardi di Caritas Parma, organizzazione che insieme a Caritas Fidenza, l’Emporio Parma e quello della Valtaro agisce quotidianamente contro povertà. 
Con Piattaforma Parma gli organizzatori si propongono il ritiro dei generi alimentari e non alimentari, dei prodotti in scadenza o non conformi, del "fresco" e di prodotti deperibili, entro 48 ore, con possibilità di concordare ritiri straordinari e urgenti oltre alla offrire garanzia di allocazione anche di grandi quantità di prodotto. Lo stoccaggio della merce avviene presso il magazzino che si trova al Cepim di Fontevivo (PR). La distribuzione  alle famiglie in difficoltà viene effettuata da Emporio Parma, Caritas diocesana di Parma e Caritas diocesana Fidenza, Emporio Valtaro.
“Si tratta di una iniziativa complessa che richiedeva una messa in rete perché non è semplice decidere la destinazione dei prodotti, senza sprechi e facendo in modo che il maggior numero di persone abbia il giusto” – ha spiegato Roberto Berselli presidente di Emporio Parma sottolineando i vantaggi per le aziende che aderiranno e che si traducono in benefici fiscali in quanto la cessione gratuita di beni prodotti o commercializzati dall’impresa non è considerata reddito ed è esente da IVA.  Inoltre non esistono limiti di importo per la donazione di derrate alimentari. Va anche precisato che le aziende donatrici non sono responsabili del corretto stato di conservazione, del trasporto, del deposito e dell’utilizzo degli alimenti.
Piattaforma Parma garantisce inoltre la completa ricaduta delle donazioni  sul territorio, la tracciabilità dei prodotti donati e la rendicontazione periodica ai donatori.
“Il mondo imprenditoriale ha sempre fatto la sua parte. Quello che sta accadendo è un problema di comunità che va affrontato con la sussidiarietà perché ognuno metta a disposizione ciò che ha” - ha osservato Maurizio Caprari segretario generale Gruppo Imprese Artigiane intervenuto a nome delle associazioni d’impresa che collaborano a Piattaforma Parma e che sono:  Ascom, CNA, Coldiretti, Apla Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Gruppo Imprese artigiane, Legacoop e Unione parmense degli Industriali.
 
Le strutture
Emporio Parma, vero e proprio supermercato rivolto a nuclei famiglia e persone in temporanea difficoltà economica che, dopo aver fatto richiesta di accreditamento, possono fare la spesa con una tessera a punti, rifornendosi di prodotti alimentari di prima necessità. 
Caritas diocesana di Parma, attiva sul territorio comunale di Parma con diversi servizi tra i quali: i dormitori, il servizio mensa, distribuzione pacchi viveri, doccia, vestiario e mobili, scuola di italiano, orientamento lavoro, consulenze legali e burocratiche, gruppo carcere, protezione civile.
Caritas diocesana Fidenza, attiva con il proprio Centro di Ascolto dove le persone vengono accolte e possono portare i loro bisogni e con il servizio mensa in convenzione con il distretto socio-sanitario di Fidenza.
Emporio Valtaro, inaugurato recentemente a Borgo Val di Taro, rappresenta un vero e proprio servizio quotidiano di distribuzione di alimenti e generi di prima necessità basato su criteri oggettivi e documentabili e rivolto alle persone più bisognose.
 
Guarda il servizio del TgParma

 

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  • Puzzi

    08 Novembre @ 13.24

    Il progetto è molto bello. Pur tuttavia il Comune ha provveduto nello stesso tempo al rinnovo del contratto del servizio Informastranieri che ammonta a 385 MILA EURO ALL'ANNO e questo è un fatto molto grave, secondo me. Quelli sono soldi letteralmente gettati nella Parma poiché gli stranieri sono coccolati da tutte le altre Istituzioni, dai Sindacati, le cui sedi sono frequentate per l'80% da stranieri, dai Patronati, dalle Parrocchie, dalle Associazioni di Volontariato, assistiti dai servizi sociali di tutti i Comuni della provincia, letteralmente ingolfati da stranieri che chiedono informazioni e compilano domande di assistenza. Insomma, gli stranieri sono i più informati in assoluto su quali siano i loro diritti, e tutti ad aiutarli ad imparare la lingua, a trovar casa e quant'altro. Inoltre, gentilmente potete spiegarci cos'è esattamente questo ufficio Informastranieri? Non possono svolgere quel compito gli impiegati comunali o statali, come peraltro previsto dalla legge? Qual è la ditta che ha avuto l'appalto? Nella giornata della democrazia, fra i tanti punti interessanti che sono emersi, i cittadini avevano chiesto di sottoporre a referendum preventivo le eventuali iniziative che devolvessero soldi comunali agli stranieri. E' così che discutete le proposte dei vostri cittadini? La democrazia diretta consiste, di fatto, in una decisione presa "direttamente" dal Sindaco o dall'Assessore? ... Mi spiace ma questa volta cartellino rosso

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