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Un «Giocattolo» per i bambini della Romania

Gianluca Farina nel 1990 con gli amici ha dato il via alla missione umanitaria e ora cerca nuovi volontari

Un «Giocattolo» per i bambini della Romania
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L'esempio silenzioso vale più di mille parole. E la storia di Gianluca Farina, di sua moglie Rosa e di un centinaio di amici lo racconta. Dal 1990 quella che oggi è diventata la onlus «Il Giocattolo» hanno pensato di darsi da fare per aiutare i bimbi della Romania. Il dittatore Nicolae Ceausescu era stato deposto e fucilato un anno prima per i crimini contro lo stato, genocidio e distruzione dell'economia. Ma nel terribile teatro lasciato dal comunista, una scoperta aveva sconvolto il mondo: gli orfanotrofi-lager creati dal dittatore. E qui Farina e il suo gruppo hanno iniziato a operare, per portare un giocattolo a piccoli dai 2 ai 12 anni, la maggior parte malati, che vivevano in condizioni miserabili e nel completo abbandono: «La prima volta sono entrato lì con un furgone - racconta Farina -. Quando si incontrano certe realtà non puoi far finta niente. E quei bambini avevano bisogno di tante cose, ma anche di un giocattolo. Così ho cominciato a coinvolgere i miei amici e la mia casa in breve tempo era diventata la bottega di Babbo Natale: tutti portavano giocattoli usati, molti da aggiustare. Giocattoli che sarebbero finiti in discarica e invece, una volta rimessi a nuovo, avrebbero portato tanta felicità ai bambini romeni». Sta di fatto che dal 1990 a oggi, la onlus ha passato il confine della Romania, moltissime volte con ben 14 tir: giocattoli, vestiti e tutto quello che poteva servire a quei piccoli che non erano mai stati bambini. «In questi ultimi anni poi ho ridotto la mia attività professionale - confessa Farina, commercialista - per dedicarmi ancora di più alla missione: abbiamo fatto felici i bambini ma anche tante famiglie. Perchè finalmente qualcuno pensava a loro. Così abbiamo individuato un paese dimenticato dal mondo di 400 anime, Bradet, che si trova in una delle zone più arretrate e isolate della Romania. Anche la strada per arrivarci è completamente distrutta: ci vogliono 40 minuti in macchina per percorrere sette chilometri. E con il coinvolgimento della popolazione abbiamo ristrutturato completamente la scuola: sono stati gli stessi romeni a lavorare. Poi abbiamo organizzato i doposcuola, con i corsi di musica, sport e diverse attività, per aiutare questi bambini a trovare un futuro migliore. Diversamente certi posti possono solo diventare un vivaio di delinquenza. Mi sono chiesto anch'io cosa sarei diventato se fossi nato e cresciuto in quelle condizioni». Scuola e educazione: sì, perché la onlus «Il giocattolo» è andata oltre. «I paesi sono sommersi dai rifiuti - continua - e non esiste nessuna raccolta. Così abbiamo insegnato agli studenti l'educazione ambientale con l'iniziativa pulisci il mondo. E ora c'è più pulito che a Parma. Insomma, possiamo dire di aver insegnato il rispetto per l'ambiente». La onlus ha anche una segreteria che si trova proprio in Romania, anche se i fondatori e gli attivisti sono oggi quasi tutti parmigiani. E la missione prosegue con un nuovo progetto: una casa di riposo con un asilo, in una zona non lontana da Bradet. «Ci è venuta l'idea - sottolinea Farina - che i vecchi devono stare con i bambini e viceversa, perchè gli uni aiuterebbero gli altri. Attualmente stiamo cercando collegamenti con altre organizzazioni e abbiamo ottenuto dalla Provincia di Bradet la possibilità di rifare la strada».
Per cui, ora è venuto il momento di allargare il gruppo, che non ha mai cercato pubblicità, e di fare un appello per trovare altri volontari e simpatizzanti per questa missione umanitaria: «Il nostro desiderio è trovare volontari che, condividendo il nostro principio di lavorare perché i bambini che crescono in ambienti degradati (in Europa!) possano uscire da una strada praticamente obbligata di devianza sociale (con conseguenti costi sociali per tutti noi) - conclude Farina -. Volontari che vogliano con noi progettare, ideare, proporre e realizzare metodi e sistemi per il nostro obiettivo sociale. Abbiamo infatti bisogno di ampliare la nostra piccola base con il confronto costante, che deve essere piacevole e rilassato; ci siamo accorti che il piacere di stare insieme è ben maggiore quando lo si fa per uno scopo più alto (è come un distillato di alta qualità rispetto al normale vinacciolo dello stare in compagnia). Ovviamente dobbiamo operare sempre con attento rispetto delle diverse culture in cui agiamo e senza imporre modelli ma solo esempi positivi di crescita sociale. Peraltro, ci siamo accorti che "fare felici, rende felici". E chi vuole affiancarci può consultare il nostro sito:
www.ilgiocattolo.org».

 

 

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