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"Vogliamo la cassa di espansione per Calestano"

Al via l'iniziativa "Il sindaco risponde"

"Vogliamo la cassa di espansione per Calestano"
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Prende il via oggi una nuova iniziativa della Gazzetta: i forum con i sindaci dei comuni del Parmense. Uno spazio in cui, attraverso un’intervista al sindaco, si parlerà a ruota libera dei problemi e delle prospettive dei vari comuni del territorio. Il primo approfondimento riguarda il comune di Calestano: il sindaco Francesco Peschiera risponde alle nostre domande e a quelle inviate dai cittadini e dai lettori.

Non possiamo non partire dalla situazione, sempre problematica, della viabilità nel comune di Calestano e in particolare sulla provinciale 15 Calestano-Berceto.

Il nostro territorio è tutto fragile e abbiamo problemi su varie strade, ma i più gravi sono sulla sp 15: si tratta di una strada disastrata, per lunghi anni quasi abbandonata, ma devo dire che, dopo l’alluvione in particolare, abbiamo trovato grande collaborazione da parte degli enti competenti.

Sono stati effettuati più di 20 interventi, soprattutto grazie agli 1,4 milioni di euro avanzati dalla costruzione della tangenziale di Felino che, per fortuna, si è riusciti a dirottare sulla Calestano-Berceto. Ora il nodo cruciale è il ponte di Armorano, che a giorni verrà chiuso e praticamente rifatto. Il traffico verrà deviato sulla strada Vigolone-Linara (unico collegamento alternativo possibile per raggiungere l’alta valle), sulla quale in questo momento si stanno facendo lavori proprio per prepararla a un transito più intenso. Verosimilmente entro l’inizio del 2016 la viabilità sul ponte sarà ripristinata. Piano piano cerchiamo anche di sistemare i problemi delle altre strade comunali, vicinali, forestali, interessando gli enti competenti: anche i privati e i consorzi di privati possono partecipare a bandi Psr per ottenere fondi per opere di ripristino.

Sono stati risolti i gravi problemi nella distribuzione dell’acqua emersi con l’alluvione dello scorso anno?

In paese ovviamente tutto è ripristinato, ma a monte i problemi rimangono, soprattutto a livello delle captazioni, dove i danni sono stati importanti e permangono sistemazioni provvisorie e gravi criticità. Il Comune ha interessato il Servizio tecnico di bacino per studiare la situazione e Iren ha intenzione di intervenire e investire per sanare i problemi.

Sempre in tema di acqua e dissesto: qual è la posizione del Comune nel recente dibattito sulla cassa di espansione del Baganza?

In tutte le sedi opportune, abbiamo sottolineato come il Baganza lo scorso anno abbia esondato a partire da Calestano e Marzolara, per cui è evidente che non ci possiamo accontentare di una cassa costruita a Felino. Siamo favorevoli al progetto delle tre piccole casse di espansione presentato dalla Provincia: meno costoso, di più rapida esecuzione e capace di mettere in sicurezza diversi paesi, oltre che la città.

Altri lavori pubblici previsti nei prossimi mesi?

Sono in corso i lavori per sistemare un dissesto sulla sp15 in località fonte dell’Amore, appena più a valle del paese. A breve partiranno i lavori sulle scuole elementari che riguarderanno serramenti, impiantistica e scala di emergenza. Mentre a Marzolara inizieranno gli interventi finanziati con i fondi Fas: consolidamento della ex scuola (ora circolo ricreativo) e ampliamento del parcheggio associato, realizzazione della nuova strada di accesso al cimitero e riqualificazione delle limitrofe aree verdi. Altrettanto importante, rispetto alla comunicazione «stradale», oggi è la comunicazione attraverso la rete.

Qual è la situazione della banda larga a Calestano?

Garantire la banda larga è sicuramente fondamentale per mantenere i giovani sul territorio, tanto più che oggi sempre più si parla di telelavoro. A Calestano c’è storicamente un problema con le centraline dell’adsl, che possono servire un numero di utenti limitato. Negli anni si è sviluppato un servizio di internet via radio e c’era un progetto per farlo crescere ulteriormente, ma con le ultime novità del governo, che ha agevolato l’arrivo della fibra ottica, le prospettive sono cambiate. Nel capoluogo entro fine anno arriverà la fibra ottica, da qui il segnale verrà propagato via radio anche nelle frazioni, in modo tale che tutti coloro che ne hanno bisogno possano avere un servizio efficiente.

Dati demografici alla mano, Calestano è un paese con molti anziani, ma anche con molti bambini: quali politiche state facendo per queste due categorie? È presente un 20% di immigrati regolari, come si integrano?

Per i bambini avevamo nel programma elettorale l’agevolazione della nascita di servizi di tagesmutter e doposcuola per la materna. Ma a fronte della richiesta che pareva esserci, quando abbiamo messo in campo i servizi, abbiamo riscontrato di fatto un’adesione abbastanza scarsa. A Marzolara una ragazza, autonomamente, ha iniziato a offrire servizio di tagesmutter e questo è bastato a coprire la richiesta; mentre il servizio di doposcuola, pur avendo un costo molto limitato per i genitori, ha raccolto lo scorso anno pochissime adesioni, ragion per cui quest’anno non è stato riproposto. A livello di strutture c’è necessità di lavorare sugli edifici scolastici. A breve partiranno dei lavori di miglioramento per le scuole elementari per 130mila euro, ottenuti tramite un bando lo scorso inverno; dopo questo intervento si ragionerà sulla palestra, che deve essere rifatta perché è fuori norma sismica (attualmente in deroga). Ma sulle scuole abbiamo in mente una riorganizzazione generale: vogliamo aggregare i tre poli attuali in due soli poli, con una visione d’insieme che fino ad ora è mancata. Abbiamo pronto il progetto in tre stralci che consentirà di non incidere sull’attività scolastica. I tempi di realizzazione dipenderanno molto dal patto di stabilità nei prossimi anni. Per quanto riguarda gli anziani, stiamo lavorando per realizzare il centro diurno che dovrebbe nascere come una sorta di servizio aggiuntivo della casa protetta: è l’unica maniera per renderlo economicamente sostenibile. Si prevedono un totale di 5-6 posti che, secondo i servizi sociali, sono quelli necessari. Parlando infine di immigrati, il grosso è costituito dalla comunità cingalese di Marzolara, ma ci sono anche albanesi, romeni e marocchini: il livello di integrazione è abbastanza soddisfacente. Sicuramente è la scuola lo strumento in grado di agevolare al meglio questo processo, ma ci piace notare che, per esempio nell’Assistenza pubblica, inizia a entrare anche qualche volontario straniero.

Calestano è un paese che vuole puntare sul turismo verde? Cosa ne pensa l’Amministrazione delle recenti polemiche sulla fruizione dei sentieri da parte di «escursionisti a piedi» e «motorizzati»?

Vogliamo dare slancio alla vocazione verde dell’economia di Calestano e per questo abbiamo iniziato organizzando d’estate un mercatino bio, che i produttori ci propongono di far diventare un appuntamento fisso. Ci rallegra il fatto che stiano nascendo realtà di agricoltura biologica, come successo per esempio a Ravarano. Per quanto riguarda l’utilizzo dei sentieri, il Comune deve cercare di far coesistere tutti i fruitori. È chiaro che tutti devono avere riguardo per un territorio che, purtroppo, è già di per sé fragile. Chi si muove sul territorio con mezzi impattanti deve in qualche modo offrire qualcosa in più, come ad esempio fa il Motoclub di Marzolara, che collabora nella pulizia dei sentieri e in altre attività.

È riuscito a conciliare il lavoro di sindaco con il suo lavoro?

Certamente è difficile conciliare gli impegni amministrativi con il lavoro, ma sto cercando di farlo perché voglio rimanere quello che ero prima di essere eletto, lasciare il lavoro penso mi farebbe invece cambiare prospettiva. Questo chiaramente comporta un grande sacrificio dal punto di vista personale: il mio tempo libero praticamente è ridotto a zero.

Se non avesse vincoli economici quale sarebbe il suo primo progetto per Calestano?

Se non avessi problemi di bilancio sicuramente il primo progetto che manderei avanti sarebbe quello della riorganizzazione del plesso scolastico, come descritto prima, per il futuro di Calestano.

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