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Legambiente: "In Cittadella lavori necessari, ma manca un progetto"

"Occorreva salvaguardare le mura. Ma prima di abbattere 500 alberi era giusto coinvolgere i cittadini"

L'ingresso della Cittadella

L'ingresso della Cittadella

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Secondo una stima di Legambiente gli alberi abbattuti in Cittadella sono circa 500. Un intervento cospicuo e di forte impatto ambientale che interroga sulla congruità e l'utilità di tale operazione, voluta dall'Amministrazione Comunale.
A nostro avviso ci sono tre punti di fondo da chiarire, prima di dare una valutazione sull'intervento compiuto in Cittadella.

Proviamo ad inquadrarli:
1) L'obiettivo principale dell'intervento era ed è condivisibile: mettere in sicurezza le mura della Cittadella, minate da piante infestanti, o a crescita spontanea, e incontrollate, nella loro globalità, da decenni. Va sottolineato che, a differenza di altri parchi, il valore della Cittadella è dato proprio dall'essere un monumento storico e quindi la "difesa" del manufatto è un aspetto imprescindibile, anche a scapito di un grosso sfoltimento della vegetazione.

2) L'intervento è stato eseguito bene o male? A nostro avviso è stato eseguito bene, dalle squadre di tecnici ed operai sulla base delle linee guida assegnate dal Comune e della sua direzione dei lavori. Lo diciamo per sgombrare il dubbio o il tentativo di uno scaricabarile sulle cooperative sociali che non sarebbero state all'altezza del compito.

3) Il progetto era giusto o sbagliato? Ecco, qui c'è il "vero" problema, a nostro avviso. Semplicemente il progetto non c'è. C'è solo una relazione tecnica di due paginette a cura del dirigente del Verde Pubblico del Comune. Una relazione puntuale ma che, normalmente, si fa per interventi di manutenzione ordinaria del verde in strade o piccole aree. Già il cittadino privato che vuole tagliare una singola pianta deve presentare pacchi di documenti. Per il consistente intervento programmato dall'Amministrazione Comunale nel parco della Cittadella, riteniamo andasse messo a punto un vero progetto, con un'analisi puntuale di tutte le alberature e gli arbusti, l'elencazione delle piante "malate" in base a controllo fito-sanitario, una planimetria che evidenziasse i punti su cui intervenire, quali specie di piante sostituire e con quali essenze. E poi prevedere eventuali compensazioni. Insomma un progetto strutturato secondo un prima - durante - dopo l'intervento. Tutto questo tuttora non c'è. Secondo noi è un errore.

Chiariti questi punti vediamo nel merito i lavori eseguiti e la loro congruità con la tutela naturalistica e ambientale della Cittadella, nei tre punti in cui erano previsti: sopra i bastioni, nelle bassure, sui rampari.
Sulla cima delle mura l'intervento non poteva che essere radicale, ritenendo condivisibile il valore di preservazione delle mura stesse. Certo, poteva essere qui e là risparmiata qualche alberatura, ma va precisato che, a quanto abbiamo capito, è prevista una piantumazione di nuove essenze in punti ritenuti non compromissibili dei bastioni.
Nelle bassure l'intervento finora non è stato eseguito e, benché sembri necessario tanto quanto quello sopra le mura, pare sia stato accantonato per esaurimento fondi.
Sui rampari invece è stato eseguito un intervento pesante con un cambio in corsa delle finalità: da un taglio selettivo, mirato per mettere ordine e pulizia, si è addivenuti ad un abbattimento indiscriminato degli arbusti e anche delle alberature. Non abbiamo capito a quale scopo. Non riteniamo tale scelta condivisibile, ed anzi è la più impattante sotto il profilo naturalistico.

Dato che sembra si sia a metà percorso chiediamo che l'Amministrazione Comunale rediga un progetto, degno di questo nome, per la seconda fase dei lavori e si apra al confronto coi cittadini e organizzi un'assemblea pubblica per presentarli. Quanto fatto finora, pur lodevole e significativo anche rispetto al passato, non è sufficiente; la Cittadella è un patrimonio della città, non un'area verde di quartiere. La comunicazione dei lavori (e del progetto ...) non andava limitata alla Consulta del verde e ad una conferenza stampa. Per molto meno si sono effettuate assemblee nei quartieri.

È importante, a questo punto, sapere in cosa consisterà la piantumazione di nuove essenze e la complessiva risistemazione dell'area. Quali risorse aggiuntive saranno destinate alla manutenzione ordinaria dalla primavera e per i prossimi anni che, specie sulle mura, sarà da curare con attenzione. Un'attenzione particolare dovrà essere anche dedicata ai nuovi arbustivi che saranno messi a dimora. Nei primi tempi, affinché venga garantito l'attecchimento, non sarà sufficiente una semplice manutenzione.

È opportuna, anche, una riflessione sulla Consulta del verde, un organismo importante che deve conservare una funzione da organo "consultivo", quindi discutere e "consigliare" i politici e i tecnici del Comune, senza essere strumentalizzata sul piano politico.

Infine facciamo autocritica per non essere riusciti a seguire con la dovuta attenzione e i tempi giusti l'intervento sulla Cittadella. Siamo volontari, con tempi limitati e compressi; inoltre, per metodo, facciamo verifiche accurate e ponderate, prima di prendere posizione. Per questi motivi, a volte, non riusciamo ad essere tempestivi.

 

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  • bastiano

    08 Febbraio @ 09.14

    E' stata fatta una azione pensando al monumento e non al parco pubblico. Se le mura erano in pericolo è evidente che il taglio andava fatto senza chiedere a destra e sinistra (approposito non è il M5S a sbandierare sondaggi on line od assemblearismo spontaneo?) . Altra cosa è il taglio indiscriminato anche dove le mura non c'entravano proprio. La mancanza di un piano è quello che distrurba di più. I cittadini come minimo si aspettano adesso un ripristino ed un restauro di mura e strutture. Per quanto riguarda il verde , beh, ci vediamo fra 30 anni ! Ci aspettano estati con la cittadella secca come un chiodo.

    Rispondi

  • michelepesci

    07 Febbraio @ 21.24

    MICHELE PESCI Abbiamo perso uno dei pochi microambienti naturali in ambito urbano della nostra città. La natura aveva gradualmente armonizzato un manufatto storico che comunque non presentava alcun segno di dissesto. È veramente un peccato. Più per la mancanza di consapevolezza e l’ignoranza ecologica che per il prezioso verde di cui siamo stati privati.

    Rispondi

  • salamandra

    07 Febbraio @ 17.14

    Capirei se le piante fossero state rimosse per motivazioni estetiche, ma in questo caso sono state rimosse per metter in sicurezza le mura. Coinvolgere i cittadini non avrebbe avuto senso.

    Rispondi

  • annamaria

    07 Febbraio @ 15.46

    Marco, invece di criticare il Comune, critichi le Associazioni ambientaliste, costituite da un manipolo di volontari (autentici perchè non prendono una lira neppure per ciò che pagano di tasca loro dato che Legaambiente non ha una lira neppure lei). Come fanno a occuparsi di tutto quando gente come te non fa che criticarli e basta, togliendo loro ogni potere? Tu, che da dietro un PC pretendi degli eroi che facciano il lavoro per te, perché invece non li aiuti con le tue conoscenze sull'Agovillaggio? E poi se questo è uno scempio, dove'eri per lo scempio della TI-BRE? In quanto al progetto per il taglio degli alberi, vedi, quando si distrugge qualcosa, bisogna sempre sapere prima dove si vuole arrivare e cosa si vuole raggiungere. Ma forse è tipico dei grillini prima distruggere e poi chissà chi lo sa. Tanto qualcuno sulle macerire ci dovrà pur guadagnare, no?

    Rispondi

  • Oberto

    07 Febbraio @ 13.31

    Marco:per avere più verde e più eco compatibilità scagliamo cemento su terreni agricoli ( con miriadi di appartamenti ancora vuoti a Vicofertile)! Mentre in cittadella se i lavori erano necessari va da se che andavano fatti, punto e basta che altro progetto occorre?

    Rispondi

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