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«Sagra della Croce? E' bella, proviamo a migliorarla»

I suggerimenti: ridurre i costi, migliorare la viabilità, dividere le bancarelle per settori

«Sagra della Croce? E' bella, proviamo a migliorarla»
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Sabato 13 settembre, alle 16, inizia la Sagra della Croce, con il tradizionale concerto del complesso musicale «Città di Collecchio» per le vie del centro.
La sagra affonda le proprie origini nel Medio Evo, quando un avo della nobile famiglie Dalla Rosa Prati, tornò dalla Terra Santa con un frammento della Croce di Cristo e da allora, in varie, forme l’adorazione della Croce viene celebrata a Collecchio come uno degli eventi clou dell’anno.
Sulla sagra i collecchiesi sono divisi: per qualcuno va bene l’attuale assetto con presenza di oltre un centinaio di bancarelle a partire dal quartiere «Il Viale», attraverso via Moro e il centro del capoluogo; per altri si potrebbe migliorare. Così come si potrebbe migliorare la viabilità proprio lungo i due viali tra cui vengono dislocati i baracconi, i viali Saragat e Pertini.
Pasquale De Pasquale è un libero professionista residente in via Madrid. «Durante la sagra via Saragat diventa a doppio senso. Bisognerebbe prevedere il divieto di sosta altrimenti diventa molto difficile percorrerla. Anche gli accessi ai viali Saragat e Pertini dovrebbero essere sottoposti ad uno controllo più rigoroso».
Ma ci sono anche aspetti positivi: «la sagra è sempre la sagra e ogni anno il Comune l’arricchisce anche di iniziative culturali che ne rappresentano un bel completamento. Si è perso, invece, il suo significato religioso».
Marisa Consigli è una collecchiese di mezza età. «Negli ultimi anni – rileva – i banchi della sagra sono diventati sempre più standard. Suggerirei la loro suddivisione in settori o ambiti: alimentare, moda, calzature. Un tempo il mercato era di maggiore qualità rispetto agli ultimi anni. Sulla viabilità penso che poco si possa fare di più dato l’altissimo numero di affluenze».
Pietro Ponzi è un pensionato che guarda ai costi. «In tempi di spending review – spiega – non sarebbe male prevedere minori costi per questa iniziativa».
Aimo Fantuzzi vive nelle campagne del collecchiese. Gran conoscitore di biciclette, ha fatto il meccanico per anni. «La sagra mi piace. E’ cambiata, d’accordo, ma è sempre una grande opportunità di svago per tutto il paese. Penso che l’Amministrazione comunale faccia un grande sforzo organizzativo per poterla tenere ogni anno».
Fausto Amadasi di Ozzano ripensa a quando la sagra era un po’ come il Natale, un’occasione per riunirsi con amici e parenti.
«Nel tempo – spiega – è venuto meno lo spirito di questa festa che significava prima di tutto accoglienza e non un mero fatto commerciale. Ricordo che arrivava gente da fuori per trascorrere un’intera giornata, fermandosi a pranzo o a cena, a casa di parenti ed amici».
I commercianti si dividono in due gruppi, quelli del centro lungo via Spezia e all’incrocio con viale Libertà e quelli del quartiere «Il Viale».
I primi sono soddisfatti, come Alessandra Mya titolare dell’omonimo negozio e Giulia Pomi del negozio di calzature del centro. «La sagra è un’occasione importante – spiega Giulia Pomi – e si vende di più».
Anche Alessandra Mya è contenta della dislocazione dei banchi e di come viene organizzata la sagra. Unico appunto: «si potrebbe migliorare la qualità delle bancarelle presenti».
Nel Viale l’edicolante Elisabetta Aristi, Fiorenzo Renzi titolare del Bar capriccio e Massimo Violi, pur considerando la sagra una bella occasione, rilevano che il quartiere è diventato adesso più un punto di transito e di passaggio che non di vera e propria sosta.
Infine Fiorenzo Renzi suggerisce di compattare la sagra in un solo fine settimana e non due come oggi.

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    01 Settembre @ 23.03

    Si può migliorare la fiera della croce? Forse si gli stendisti dovrebbero pagare meno,credo che in questo modo aumenterebbero le presenze,gli anni precedenti,tutti si lamentavano per l'alto costo delle piazzole,questo crea meno presenze e minore incasso per il comune,non so se spegnere le luci in paese questo comporti la possibilità di ridurre il costo dello spazio per le bancarelle,ma sicuramente ed é accertato da dati INCONFUTABILI,un aumento della criminalità,quindi una diminuzione dei costi per gli attendisti,in realtà la pagherebbero gli abitanti,con i furti nelle case,suppellettili,televisori compiuter,si può evitare questo,ma il cittadino deve rimanere in casa,ma questo significa limitare la libertà individuale,a lLei sig. Sindaco,signori assessori il mio voto lo avete già perso,mi auguro che altri cittadini facciano la stessa cosa per il bene del paese,ossequi Roberto Bergamaschi

    Rispondi

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