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COLLECCHIO

Strage del 904: ricordati Susanna e Francesco

Commemorati la ragazza di Gaiano e il fidanzato uccisi dalla bomba sul treno

Susanna Cavalli e Pier Francesco Leoni

Susanna Cavalli e Pier Francesco Leoni

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«Facciamo dolce memoria di coloro che ci hanno lasciato in modo traumatico»: queste le prime parole pronunciate dal parroco di Gaiano, monsignor Sergio Sacchi, all’inizio della messa celebrata per ricordare la strage del rapido 904 avvenuta il 23 dicembre 1984 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, che ha vista la giovane gaianese, Susanna Cavalli, e il suo fidanzato, Pier Francesco Leoni, tra le vittime. Monsignor Sacchi ha poi aggiunto: «Oggi siamo qui per pregare per questi nostri cari giovani sacrificati alla malvagità degli uomini».
La comunità di Gaiano, e non solo, ha ricordato l’evento, «un ricordo - come ha detto il sindaco Paolo Bianchi al termine della messa - ancora presente nonostante siano passati trent’anni. Un progetto di vita è stato strappato alla famiglia e alla nostra comunità dal terrorismo mafioso lasciando una ferita che non si rimarginerà mai. Noi dobbiamo impegnarci a non dimenticare mai questa strage che ha portato tanto dolore nelle famiglie di Susanna e Pier Francesco».
Quindi, la visita al cimitero di Gaiano davanti al famedio che raccoglie le spoglie dei due giovani: monsignor Sacchi ha officiato la benedizione alla presenza delle autorità cittadine, attorniate dai labari del comune di Collecchio e dai vessilli del gruppo alpini di Gaiano e di Collecchio, dell’Anpi e della sezione Avis di Collecchio. Dopo la deposizione di una corona, il presidente dell’Anpi collecchiese, Paola Bergonzi, ha sottolineato: «Da anni ci ritroviamo qui per ricordare questo fatto doloroso per tutti noi, ma è un ricordo che noi non possiamo non fare, è un dovere per questi due giovani e per i loro familiari. Non dobbiamo mai dimenticare quello che è successo».
Il trentesimo anniversario della strage sul treno rapido 904 è stato rivissuto anche durante la rappresentazione teatrale «Panni sporchi, case da fimmini», prodotta dall’associazione di promozione sociale «Zonafranca Parma», in collaborazione con il coordinamento di Parma dell’associazione «Libera» e con adattamento drammaturgico e regia di Franca Tragni. Lo spettacolo è stato messo in scena al teatro Crystal due volte: in mattinata per gli alunni della scuola media Domenico Galaverna e in serata aperto a tutti. Come in un'aula di tribunale, voci di donne coinvolte in fatti di mafia (Angela Russo, Serafina Battaglia, Giusy Vitale, Ninetta Cagarella, Rita Atria) gridano dalla platea le loro verità.
Quindi, due quadri sulle tematiche più attuali dell’ecomafia e della contraffazione degli alimenti attraverso due metafore: la discarica di Palermo (una montagna di rifiuti sulla quale due gabbiani sembrano trovare più cibo che nel mare) e la tavola imbandita. A presentare l'iniziativa, l’assessore alla Cultura Elisa Amadasi, che ha fatto presente che si tratta di «uno spettacolo di donne di mafia che hanno fatto scelte: alcune hanno tenuto la propria strada per tutta la vita, altre hanno cambiato strada». Presente anche il referente di Parma di «Libera», Carlo Cantini, che ha annunciato che si sta realizzando un video sulla strage del rapido 904 e che prossimamente sarà aperto a Salsomaggiore un presidio di «Libera» intestato a Susanna Cavalli e Pier Francesco Leoni.

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