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IL CASO

Calendario su Mussolini: polemiche a Collecchio

Calendario su Mussolini: polemiche a Collecchio
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Calendario di Mussolini in vendita in un esercizio commerciale di Collecchio, esposto come in tante altre edicole o tabaccherie; e sui social scoppia la polemica infuocata che vede nel gruppo «Non sei di Collecchio se» un centinaio di prese di posizione.
Tutto è partito dalle dichiarazioni di un giovane collecchiese scandalizzato dal fatto che venga messo in vendita un calendario dedicato per intero al Duce. Una cosa sconcertante, per chi ha vissuto la Resistenza, per chi ha combattuto per la libertà e per il riscatto nella Nazione.
Ma non tutti la pensano così. E c’è chi ricorda che esiste anche, proprio di fianco a calendario di Mussolini, quello con l’effige di Che Guevara.
I commenti si inseguono e si rincorrono chiamando in causa prima di tutto chi ha «osato» esporre una cosa del genere, cioè il commerciante, che, però, viene dai più scagionato: «se lo espone e lo vende – dice uno dei commenti – vuol dire che è legale, altrimenti verrebbe sequestrato».
Il gerente dell’edicola e tabaccheria, dal canto suo, ha risposto che «si tratta di uno dei tanti gadget che gli editori pubblicano con l’avvio dell’anno e che vengono legittimamente venduti come tanti altri. Anzi – ha sottolineato – dopo la polemica esplosa sulla pagine Facebook di Collecchio, abbiamo venduto gli ultimi calendari sia di Mussolini che di Che Guevara».
E poi partono gli insulti, le foto e le considerazioni anche di carattere storico: se c’è Che Guevara ci può stare anche Mussolini, e cosi di seguito: comunismo contro fascismo.
E c’è anche chi se la prende con chi ha postato foto e riferimenti alla questione storico – politica, adducendo che il gruppo di Facebook «Non sei di Collecchio se» ha altre finalità legate alla storia del paese ed ai suoi personaggi e che non è corretto parlare di politica.
Botta e risposta si susseguono, nel paese, Collecchio, dove la conclusione del secondo conflitto mondiale è avvenuta due giorni dopo la fine ufficiale delle ostilità, il 27 aprile, anziché i 25.
Detrattori e sostenitori si sono sfidati a colpi di post: «Sperare nel ritorno di un dittatore perché non si è soddisfatti della condotta dei nostri rappresentanti politici che comunque sono stati liberamente eletti liberamente, è sbagliato», dice qualcuno.
Altri rincarano la dose: «se in questo momento ci fosse Mussolini sicuramente andrebbe meglio, ricordiamoci anche di quello di positivo che ha fatto, Inps, casse popolari, scuola».
In un tempo di forte disaffezione politica, sembra che un calendario possa riaccendere la passione ed il dibattito, pur se anche con toni sopra le righe, su una serie di questioni che vanno oltre il significato stretto del calendario in sé e che riguardano i temi della dittatura, della libertà, della democrazia sui quali apparentemente sembra calato l’oblio ma che riemergono con prepotenza in certi contesti e circostanze.
Qualcuno si spinge a dire: «purtroppo il tempo cancella la memoria storica, tra 20 anni diranno che Mussolini era un pacifista e che la seconda guerra mondiale non c’è mai stata. Io non mi stupisco che un'edicola venda un calendario simile, mi stupisco che ci sia gente che lo compra e che lo inneggi con le solite frasi ah se ci fosse lui». E c’è chi chiosa: «Basta con i gadget del fascismo».

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  • Luca

    11 Gennaio @ 13.28

    evviva,cancelliamo 20 anni della nostra storia! Dopo lo smantellamento dello Stato Sociale,abbattiamo tutte le opere del regime! Strade, edifici, acquedotti,scuole, monumenti e intere città, scordiamoci e cancelliamo che Parma è stata una delle città più fasciste dell'Emilia ,che è si medaglia d'oro della resistenza ma ha anche fornito migliaia di volontari per le guerre coloniali e ha avuto centinaia di caduti in camicia nera,e, per qualche centinaia di nonni partigiani ci sono stati migliaia di nonni iscritti al fascio che hanno convissuto e sostenuto il regime ma si sa che la storia la scrive chi "vince" ed è triste leggere oggi il resoconto del "viaggio" organizzato dall'Istituto storico della resistenza fatto da alcuni nostri studenti guidati ed istruiti da "qualificati" accompagnatori che parlano degli orrori della guerra di occupazione italiana in Slovenia ma non fanno nessun cenno al dramma degli italiani infoibati dai comunisti di Tito.

    Rispondi

  • 1999NA

    11 Gennaio @ 12.10

    Spero che in qualche mese, ci sia la foto a testa in giù, di piazzale Loreto.

    Rispondi

  • cavalcanicholas

    11 Gennaio @ 11.48

    odioreggio@gmail.com

    mi da piu fastidio il calendario del papa....

    Rispondi

  • Francesco

    11 Gennaio @ 07.37

    brundofrancesco@libero.it

    Possono vendere quel che gli pare, anche il calendario di Stalin che ha fatto 60 milioni di morti e nessuno se ne ricorda, in giro in qualche paese dell'Emilia ci sono ancora le strade a lui dedicate. Chi ha paura dei calendari ha la cosa di paglia.

    Rispondi

  • patti

    10 Gennaio @ 23.36

    Partigiano sempre!

    Rispondi

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