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Consiglio comunale

L'edilizia sociale passa ad Acer: delibera approvata all'unanimità

Polemiche sull'accordo fra Comune e Pasubio Sviluppo - La nuova Racagni: alunni fra i banchi nel 2015-16 - Permesso chiesto nel 1989 e rilasciato dopo anni: il Comune risarcirà 590mila euro

L'edilizia sociale passa ad Acer: delibera approvata all'unanimità
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La cronaca del Consiglio 

AD ACER L'EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE DEL COMUNE. L'assessore al Welfare Laura Rossi spiega la delibera in base alla quale Acer subentra nella gestione dei 4mila alloggi Erp del Comune, insieme a una piccola fetta di patrimonio definito Edilizia residenziale sociale (Ers): attualmente 200 alloggi fra ParmAbitare e CasAdesso ma potranno aumentare in futuro. Una seconda delibera in calendario oggi stabilisce le modalità tecniche del passaggio. 
Pellacini critica l'assessore Rossi per la chiusura del Punto Casa, che da temporanea sembra diventata definitiva; il capogruppo Udc è comunque favorevole alla delibera che conferisce ad Acer la gestione dell'edilizia sociale perché così si snelliscono procedure delicate. Volta esprime il parere favorevole del Pd. Ageno (M5S) annuncia il voto favorevole della maggioranza. Sul Punto Casa, la Rossi replica che non è una priorità; c'è anche carenza di personale. Pellacini ribatte che a suo parere la Rossi ha fatto "minimi aggiustamenti" a decisioni e iniziative già prese in passate. "Punto Casa costava zero euro, con un computer di riciclo, proveniente da un altro ufficio - dice il consigliere - con una persona in aiuto degli uffici". Anche Ghiretti pensa che il Punto Casa non dovrebbe essere chiuso. 
La delibera è approvata all'unanimità con 23 voti. 

Si apre a questo punto la discussione sulla delibera con la parte più tecnica. L'assessore Rossi ribatte a Pellacini che le scelte di oggi sono diverse da quelle del passato, quando si poteva affidare il servizio ad Acer ma non è stato fatto. Il regolamento vuole andare incontro a un particolare tipo di famiglie: chi paga un affitto troppo alto rispetto alla sua situazione reddituale ma guadagna troppo poco per poter stare sul mercato degli affitti. "Con Acer siamo riusciti a concordare canoni calmierati". Facilitazioni anche per i genitori single, famiglie con disabili e anziani. 

Tutti i dettagli sulla Gazzetta di Parma in edicola mercoledì 26 febbraio 

ANIMATA DISCUSSIONE E POLEMICHE SULL'ACCORDO FRA COMUNE E PASUBIO SVILUPPO SPA PER IL COMPARTO B DEL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA "PASUBIO". L'assessore Michele Alinovi spiega che non si tratta dell'attesa variante urbanistica legata all'accordo transattivo della vendita delle quote della Pasubio: "è un atto minore ma di grande importanza" perché dimostra che "stimao portando la nave in porto". Insomma, "il comparto non è abbandonato a se stesso ma è accompagnato dall'amministrazoine per riuscire a diventare un pezzo di città rigenerata". La delibera in discusione serve per dare la possibilità alla Pasubio Spa di vendere appartamenti che sono stati opzionati da parte degli acquirenti. La società non può farlo perché servono la cessione delle aree e parcheggi pubblici. In base all'accordo, quindi, potranno essere venduti appartamenti (e potrà essere data l'agibilità) anche se i parcheggi interrati non sono stati completati (manca l'impiantistica). Prevista inoltre una fideiussione di un milione e mezzo di euro a favore dell'amministrazione. Se l'accordo non fosse rispettato, l'abilitabilità sarebbe revocata. L'accordo contempla anche la possibilità dell'uso per il Comune di un parcheggio da 2.600 metri quadrati, finché l'altro non sarà pronto. 
Critico Iotti (Pd): con la vendita delle quote c'è una "retrocessione del ruolo pubblico" e parla di "delibera alquanto raffazzonata, complicata". Gli immobili "erano invendibili", dice Iotti: "Quando abbiamo deciso di vendere le quote queste valutazioni non sono state fatte? Abbiamo ceduto il ruolo pubblico: il privato realizza il parcheggio. Stu Pasubio è una bruttissima pagina di questa città". Per Iotti, la pratica urbanistica "non sta facendo passi in avanti", nemmeno sul piano della trasparenza. 
Maria Teresa Guarnieri (Altra Politica) critica la cessione delle quote di Stu Pasubio e l'accordo di questa delibera, che non porta utilità maggiore al Comune ma concede alla società ciò che avrebbe già dovuto fare: "Si rischia di fare l'interesse del privato". La delibera prevede la possibilità che il Comune ritiri l'abitabilità nel caso che la società non ottemperasse agli obblighi; per la Guarnieri questa eventualità è grave perché, se accadesse, chi avesse comprato un appartamento sarebbe "cornuto e mazziato due volte". 
Riferendosi alla critica di Iotti, Paolo Buzzi (capogruppo di Forza Italia) sottolinea che la Stu Pasubio rappresenta "una bellissima pagina per questo Comune" perché c'è stata riqualificazione del territorio: "nel suo complesso, creati 14 o 15 milioni di opere di urbanizzazione che diventeranno di proprietà del Comune di Parma. Un parcheggio interrato e scoperto, una piazza pubblica... E l'ex Csac, vogliamo che rimanga a destinazione di attività pubbliche". 
Furfaro (M5S): "Soluzione perfettibile ma dà la possibilità a un quartiere di vedere nascere una vita, si rischia di creare degrado. L'interesse pubblico nel comparto è presente: senza riqualificazione e residenti si rischia ulteriore degrado". Lucio De Lorenzi (M5S) bolla le polemiche arrivate dall'opposizione come "strumentali".
Ghiretti esprime perplessità sulla fideiussione: nella convenzione, dice, bisogna specificare di che tipo sia. Pellacini (Udc) chiede modifiche al testo nella parte sull'agibilità: "Non esiste che sia rilasciata un'agibilità temporanea, senza garanzie per i cittadini". Inoltre, "prima di accettare la fideiussione ci si faccia inviare il testo e sia certificato chi è l'emittente, per capire la solvibilità o meno". 
Nuzzo (M5S) ammette che, in commissione, alcuni rilievi sollevati oggi dall'opposizione gli erano sfuggiti: "Anche a me l'agibilità temporanea appare qualcosa di anomalo". Sulla fideiussione: "Dev'essere escutibile. Che sia bancaria è il minimo". 
L'assessore Michele Alinovi risponde ai consiglieri: "Brutta pagina? Questa amministrazione è estranea al passato. La riqualificazione urbana di fatto è di interesse pubblico, non stiamo perseguendo solo l'interesse privato". 
Si inizia a scrivere un emendamento, per fare alcune correzioni al testo emerse dal dibattito. Maria Teresa Guarnieri chiede a Vagnozzi che, essendo una delibera delicata, si porti la delibera con una versione rivista al prossimo Consiglio comunale, anziché scrivere "un emendamento di corsa" con termini che magari rischino di essere inappropriati. Pellacini (Udc) avanza la stessa richiesta. 
Dopo un po' di discussione sulle procedure, la maggioranza presenta un emendamento al testo della dellibera, poi firmato anche da Ghiretti (Parma Unita). Si va quindi verso il voto: il Pd annuncia il suo "no", mentre Maria Teresa Guarnieri non parteciperà al voto perché contesta il modo in cui la delibera è arrivata in Consiglio, "non sarebbe costato nulla da parte degli uffici riprenderla e verificarla". Ghiretti voterà "sì" soltanto all'emendamento. 
Il voto. La delibera è approvata con 16 sì, 4 no e 3 astenuti. Approvato anche l'emendamento. 


CAMBIANO LE DEFINIZIONI URBANISTICHE: OBIETTIVO SEMPLIFICAZIONE. La Regione ha approvato la legge 15/2013 per una semplificazione della disciplina edilizia. I Comuni devono recepirla. Saranno rivisti il regolamento urbanistico edilizio e il Poc: la decisione generale, spiega l'assessore Alinovi, è stata quella di recepire la legge regionale salvaguardando i diritti acquisiti degli operatori economici (come il concetto di superficie lorda utile). Il Comune si è confrontato con imprese e professionisti su questo tema. Per quanto riguarda distanze e altezze, resta aperto il tema dei balconi: nel Rue non facevano distanza, mentre nella nuova norma sì.
La normativa regionale permette di avere gli stessi parametri per tutti i Comuni, con i vantaggi che ne derivano. 
La delibera è approvata all'unanimità con 25 voti. 

PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO DOPO 7 ANNI: COMUNE CONDANNATO A RISARCIRE 590MILA EURO. Nel 1989 è stata chiesta la concessione edilizia per costruire un magazzino di stagionatura del formaggio a Malandriano. Il permesso di costruire però è arrivato nell'ottobre 1996, ben 7 anni dopo. Il titolare del permesso, Piergiorgio Torelli, ha fatto ricorso fra Tar e Consiglio di Stato. Alla fine, il Comune è stato condannato a pagare quasi 294mila euro, che diventano 590mila in virtù della rivalutazione a far data dal 1996. La delibera illustrata dall'assessore Michele Alinovi prevede quindi un debito fuori bilancio di 590mila euro.
Savani (M5S) pala di "situazione un po' indecorosa" e di "gravi carenze": "è una brutta pagina di procedure amministrative". "Mi sento di dover porgere le mie scuse come politico al cittadino Torelli - dice Savani - perché c'è stata una violazione nel suo diritto di avere una pubblica amministrazione che sia giusta, efficiente e veloce". Il consigliere chiede cosa farà il Comune per individuare chi abbia la responsabilità dell'accaduto all'interno della macchina comunale; non "con intento persecutorio" ma per capire "dove sta l'errore". Buzzi (Forza Italia): "Esempio macroscopico del peso della burocrazia in questo Stato". Buzzi parla anche di "burocrazia giudiziaria, che impiega 10 anni a dare giustizia a un cittadino che la chiede". Iotti (Pd) chiede se ci siano altre situazioni come questa:"Mettiamoci mano alla svelta, perché i costi stanno diventando pesanti". Ghiretti (Parma Unita): "L'origine del problema non è spiegato. Il Consiglio dovrebbe valutare un'azione sui responsabili. Capiamo quante situazioni siano pendenti. Resta emblematico che, alla fine, voteremo una cosa in cui non abbiamo ben capito cos'è successo". 

Sulla possibilità di un'azione per recuperare questa somma ora a carico dei cittadini, l'assessore Alinovi chiarisce che sarà compito della giunta verificare: "E' doveroso avere una risposta certa sui dubbi". Si cercherà di capire se ci fosse un'assicurazione che poteva coprire problemi come quello al centro del dibattito. 
La delibera è approvata con 21 voti a favore (5 astenuti, il gruppo del Pd; nessun contrario). 

Prima delle delibere: interrogazioni e comunicazioni urgenti

Marco Bosi (M5S) esprime "forte preoccupazione" sulle notizie relative al "colpo di mano" sull'adozione del piano regionale dei rifiuti senza discussione in Assemblea. In realtà una discussione ci sarà, dice Bosi, che però accusa: ai cittadini di Parma "sono state dette balle". "Non è tollerabile" importare rifiuti da fuori regione. Il licenziamento dell'assessore regionale Sabrina Freda secondo Bosi "era una scelta mirata a mettere il silenziatore su un tema di cui non si doveva parlare. La Regione ha dimostrato in tutti i modi la sua lontananza dal territorio". 
Bosi critica la Regione e il partito che la amministra (cioè il Pd). Dall'Olio vorrebbe intervenire: "E' un comizio!". Battibecco con il presidente del Consiglio Marco Vagnozzi, che non gli dà la parola perché non è possibile rispondere a comunicazioni urgenti. Furfaro (M5S) chiede che Dall'Olio sia richiamato formalmente. "Smettetela, un po' di serietà, siamo in Consiglio comunale!", sbotta Vagnozzi. Alla fine della discussione, l'assessore Folli spiega che il Comune proporrà di calibrare i parametri dell'inceneritore sulla base della raccolta differenziata. 

Giuseppe Pellacini (Udc) fa una comunicazione urgente sui lavori programmati in via Trento. Sollecita il presidente della Commissione lavori pubblici per discutere con i tecnici comunali e di Iren le problematiche legate agli interventi previsti, che potranno causare disagi. 
Folli spiega che è stato fatto un incontro molto partecipato con i commercianti di via Trento, che hanno manifestato le loro preoccupazioni. Si cercherà di minimizzare i disagi, dice l'assessore: si sta valutando di non chiudere completamente la strada; a breve il Comune dovrebbe ricevere l'esito dell'indagine sulla fattibilità. 

Paolo Buzzi polemizza con il sindaco perché non gradirebbe "alcune comunicazioni urgenti di alcuni consiglieri". Le comunicazioni urgenti del capogruppo di Forza Italia riguardano la segnalazione di aria maleodorante nella zona sud della città ("c'era la preoccupazione che potessero essere pericolose; non mi è dato sapere l'esito delle analisi") e il caos nella viabilità in occasione della partita Parma-Fiorentina di ieri. Buzzi: "I cittadini non possono tollerare che la città sia ostaggio di una partita di calcio". Buzzi auspica che si possa concordare con la Lega Calcio un calendario che eviti problemi come quello di ieri, in giorni feriali. 
Risponde l'assessore Gabriele Folli. Sugli odori, l'Arpa ha concluso che non si è riusciti a individuare la fonte: fatte diverse ispezioni, anche nei canali; non c'è stato spandimento di sostanze organiche. Controlli a Fontanini, via Montanara, via Raimondi e in un'azienda alimentare della zona ma Arpa - dice Folli - non ha individuato la fonte. Per quanto riguarda il caos viabilistico, Folli concorda con Buzzi: non è opportuno disputare partite di calcio in orari come quello di ieri, creando congestioni del traffico. Il Comune lo segnalerà al Parma calcio e alla Lega calcio.

Comunicazione di Maurizio Vescovi (Pd) sul camposanto islamico di Valera, in preda al degrado e "trasformata in parziale discarica da persone che non riconoscono il cimitero come luogo di raccoglimento e preghiera". Il sindaco: "Si sta lavorando per confermare la specificità all'interno del cimitero di Valera".  

Comunicazioni urgenti di Ghiretti alla giunta sul regolamento sul comportamento dei dipendenti (il consigliere critica le osservazioni che il sindaco fa nel suo libro relativamente ai dipendenti). Sui dirigenti, Ghiretti fa una comunicazione urgente "per evitare di contattare Chi l'ha visto?". Mancano tre nomine, a partire dal direttore generale ("dovrebbe essere Marina Ristori"): "Arriva o no? Il bando è scaduto da tempo". "Più sconcertante la situazione del comandante della polizia municipale: abbiamo un nome e cognome ma una sedia vuota in via del Taglio". Sul direttore del personale, c'è un bando "che ha prodotto due graduatorie per l'orale". 
Risponde il sindaco Federico Pizzarotti. Per quanto riguarda il regolamento, "è stato un percorso che ha visto la condivisione" sul contenuto, c'era anche una casella di posta per mandare segnalazioni. 
Sui dirigenti: il comandante "firmerà il contratto questa settimana", per gli altri Pizzarotti ricorda che con l'esercizio provvisorio queste figure non pososno essere assunte. Pizzarotti fa una riflessione: "Se invece di parlare delle pozzanghere o del cignoide ci confrontassimo sulle esigenze dei cittadini, faremmo un servizio migliore tutti".  

Ghiretti presenta un'interrogazione sui problemi del laghetto del Parco Ducale. L'assessore Folli al capogruppo di Parma Unita: "Il degrado che lei evidenzia non lo vedo così grave come lei lo prospetta". Sul fondo del lago è stato trovato "pochissimo materiale". Folli invita i cittadini a controllare di persona. Anche sulla fontana del Trianon, nessun allarme, aggiunge l'assessore. Ghiretti ribatte che la situazione su animali morti, foglie, "intasamenti vari" è stata evidenziata "da diversi mesi", anche sui social network. Va da merito ai sub e al consigliere Savani "che ha portato una nuova oca cignoide" ma Ghiretti sottolinea che fra breve la situazione tornerà come prima perché un discorso di questo tipo "non si può risolvere con il volontariato". 

Interrogazione di Scarpino (Pd) sulla mensa della scuola di Baganzola. Risponde l'assessore Alinovi: "La precedente amministrazione ha fatto promesse, noi i fatti" cioè la mensa è stata realizzata. La palestra ha orari e modalità di accesso regolati dal settore Sport, assieme alla dirigenza scolastica. Alinovi dice che la palestra è conforme per la pallavolo, anche ai massimi livelli, e per il basket (con l'unica eccezione dei campionati di federazione, comunque mai disputati in questa palestra). 

Paolo Buzzi (Forza Italia) chiede spiegazioni sullo stato di avanzamento della costruzione della nuova Racagni e quali sono i motivi che ostacolano i lavori. L'assessore all'Urbanistica Michele Alinovi: "Si parlava del settembre 2014 quando era stato bandito l'appalto integrato di progettazione e costruzione. In realtà le domande sono state 16, vado a memoria. Si parlava di un edificio all'avanguardia" per le tecniche costruttive: la commissione di gara ha ritardato per analizzare i progetti. L'impresa arrivata seconda ha fatto ricorso: questo ha ritardato di "almeno trenta giorni, se non quarantacinque" le demolizioni iniziali. Il Tar ha dato ragione all'amministrazione: altri 20 giorni di ritardo. I lavori di demolizione sono iniziati in ottobre, ultimati fra Natale e gennaio. Il parere dei vigili del fuoco è arrivato l'undici febbraio; quello dell'Ausl, il 13 febbraio. La prossima settimana sarà fatta una conferenza stampa, "aperta al dirigente d'istituto" (oggi presente in aula) e si detteranno "tempi certi per una conclusione". 

L'anno scolastico 2014-2015 non è più praticabile: si tornerà in aula nel 2015-2016. 
Buzzi ribatte: "Non voglio rovinarle lo scoop della conferenza stampa... ma il Consiglio comunale merita un rispetto diverso. E' ridicolo rimandare la risposta a una conferenza stampa fra una settimana". 

Nicola Dall'Olio (capogruppo Pd) ricorda che ne 2000 la fornitura di energia elettrica era stata affidata ad Amps fino al 31 dicembre 2015. Nel 2010 è stata decisa una proroga al 2021. L'anno scorso è stato dato indirizzo a Parma Infrastrutture di ridefinire il contratto, la cui proroga - dice Dall'Olio - è stata decisa senza gara. Il capogruppo del Pd chiede se la proroga sia legittima e se è vero che il contratto di servizio non è stato firmato. 
L'assessore Alinovi spiega che a gennaio è stato formato un gruppo di lavoro per valutare se l'affidamento sia conforme alle norme europee. Il gruppo non ha ancora terminato l'analisi. L'ingegner Dante Bertolini è il capofila del gruppo di lavoro. Per prima cosa - spiega Bertolini - è stata ricostruita la situazione contrattuale relativa al global service. Il contratto del 24 luglio 2001 prevedeva un canone annuale come sommatoria dei costi dell'elettricità, la manutenzione ordinaria e quella straordinaria. 
I regolatori di flusso, è stato previsto nel 2009, doveva costare 1,5 milioni, con una riduzione di 350mila euro sul canone di esercizio a favore del Comune. Il progetto però di fatto non è stato portato a compimento, a parte un inizio sperimentale. 
Alinovi aggiunge che, in futuro, inviterà il gruppo di lavoro in commissione consiliare per illustrare le conclusioni. Dall'Olio ribatte: "Non è chiaro se l'affidamento sia valido o no. Chiederò un accesso agli atti". Dall'Olio auspica un affidamento del servizio su basi nuove. Al momento, il contratto "è uno dei più esosi d'Italia" con 180 euro di costo a punto luce. 

Interrogazione di Roberto Ghiretti (Parma Unita) sul regolamento per estetiste e parrucchieri. E' stato annunciato per settembre, fa notare Ghiretti, ma non è ancora stato presentato in Consiglio. Il regolamento è atteso da "diverse categorie di artigiani", "fondamentale soprattutto in chiave di lotta all'abusivismo". Risponde. l'assessore Cristiano Casa: il regolamento del 2004 non è stato aggiornato in base a una norma sovraordinata del 2012, che comunque è pienamente vigente e dev'essere rispettata dagli operatori, a prescindere dal fatto che sia recepito dal Comune o no. La modulistica è stata messa subito a disposizione. Da tempo è aperto un confronto sui massaggi "naturali" e rilassanti, perché la normativa riconosce solo quelli di carattere sanitario. A metà dicembre, in un incontro con Cna, il Comune ha comunicato l'impossibilità di ricondurre questi massaggi ad "attività estetica". E' stata confermata la volontà di proseguire con il recepimento della norma sovraordinata, dice Casa. "La lotta all'abusivismo - aggiunge - nasce spesso da ex dipendenti titolari o da dipendenti che lavorano in nero a casa propria". 

Polemica di Ghiretti con l'assessore Casa sui tempi della risposta, che ha oltrepassato il tempo limite. 
Il capogruppo di Parma Unita non è soddisfatto: si aspettava una risposta politica anziché tecnica. "Dal novembre 2012 non è cambiato niente. Forse a maggio ne saremo a capo. Perché dover aspettare? Barbieri e acconciatori chiedono il regolamento. Due anni sono un po' troppi". 

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