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CORNIGLIO

E la squadra del preside sconfisse il black out

E la squadra del preside sconfisse  il black out
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Ultimamente non si sono fatti mancare niente dal punto di vista delle emergenze naturali. Andando in ordine cronologico: Corniglio e il terremoto. Corniglio e le frane (da paura), Corniglio e l'alluvione (da paura bis). E poi, pochi giorni fa, Corniglio e big snow. Una nevicata che per i montanari non ha niente di eccezionale: altre e peggiori se ne sono viste e altre se ne vedranno. E' l'inverno, bellezza. Ma questa resterà comunque a pieno titolo nella storia locale.
La ricorderanno soprattutto a Signatico, Favet, Roccaferrara: per il buio spettrale, per il freddo tra le mura - le proprie mura -, per i telefoni muti e l'attesa interminabile di tornare alla normalità. Colpa delle linee Enel finite al tappeto, travolte da alberi e rami caduti e ripristinate con grande (evitabile?) ritardo.
Le abbiamo di volta in volta raccontate tutte, le odissee di Corniglio: frana, terremoto, alluvione, big snow, appunto. E ancora una volta colpisce come ci si ritrovi a scrivere di danni, sì, ma anche di ciò che dalle «macerie» si alza con ancor più (pre)potenza: la buona volontà, il senso di comunità, le piccole grandi storie di generosità che arrivano anche da questo spicchio di Valparma. E ancora una volta ci sono nomi, gesti, azioni silenziose che meritano di avere voce.
Un primo nome, dunque. Luigi Ughetti. Lo conoscono bene tanti genitori, alunni, ed ex alunni, per la sua carriera di dirigente scolastico tra Langhirano e l'Appennino. Abita a Signatico, il preside Ughetti. Lì dove la famiglia della moglie possiede una stalla; lì dove il black-out è stato più pesante. E Ughetti ha deciso di non attendere con le mani in mano. Insieme ad alcuni compaesani e al figlio ha preso pale e «marass» e ha iniziato a riarrotolari i fili del disagio. E non solo metaforicamente: è partito dalla sua abitazione ed ha seguito passo dopo passo il cammino dei cavi dell'elettricità, liberandoli con pazienza e determinazione dai rami caduti. In alcuni casi ciò ha permesso di riportare la luce nelle abitazioni; in altri ha consentito a Enel di avere segnalazioni precise e tempestive.
Altre storie, altri nomi: di chi a Signatico aveva bisogno e di chi a Signatico è arrivato a dare un aiuto prezioso. La famiglia Iattoni, due anziani e la badante, ha aspettato 24 ore per «disturbare». «Poi ci hanno telefonato: erano senza luce da troppe ore, al freddo. Solo la loro casa: quelle vicine non avevano più problemi . - racconta il vicesindaco Matteo Cattani – E ci siamo attivati per trovare una soluzione». La soluzione è arrivata dalla vicina (e spesso compagna di sventure e di solidarietà) Tizzano: il Nip, il gruppo di protezione civile, ha prestato un provvidenziale generatore. Così come un generatore è giunto come dono insperato all'azienda agricola Botti Dante, dove tutto, per andare avanti e per garantire la salute degli animali (e del lavoro), aveva bisogno di corrente elettrica. La generosità è firmata in questo caso impresa Arrigoni e per montare le due attrezzature si sono rimboccati le maniche anche il sindaco, il consigliere Sergio Moretti e il responsabile della Protezione civile Paolo Magri.
«Questo è l'esempio di come ha reagito Signatico, è come reagisce l'Appennino», spiega Cattani, sempre in prima linea, anche a far passare informazioni e aggiornamenti sui social network. «Sono state 48 ore di pazzia – ricorda - . Le nevicate sono di stagione, di quello non possiamo lamentarci. Ma di Enel sì: se dimentica di fare manutenzione lungo le linee, i problemi a volte vengono amplificati». C'è però la parte bella da raccontare, quella che poi a emergenza finita resta e aiuta a guardare il futuro con ottimismo: «I residenti si sono rimboccati le maniche, come la montagna è abituata a fare. C'è una comunità viva, c'è senso civico e senso di appartenenza: nessuno ha aspettato che l'aiuto piovesse dal cielo». L'aiuto più prezioso è arrivato significativamente da vicino, molto vicino.

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  • danila

    22 Febbraio @ 13.52

    però è meraviglioso sapere che la gente (di corniglio in questione) di montagna è altruista, buona d'animo,e capace, doti che si trovano sempre meno: BRAVI , BRAVI, BRAVI, GRAZIE DI ESISTERE

    Rispondi

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