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Cronaca nera

Due rapine in banca in poco più di un'ora: tre in carcere

Nel 2012 tre catanesi avevano preso di mira le filiali Montepaschi di Colorno e Corcagnano

Due rapine in banca in poco più di un'ora: tre in carcere

Le immagini della videosorveglianza diffuse dalle forze dell'ordine

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Hanno raggiunto il Parmense da Catania per rapinare due filiali del Monte dei Paschi di Siena, l'undici settembre 2012: alle 11,15 hanno preso di mira quella di Colorno, alle 12,40 quella di Corcagnano. In tutto, un bottino di più di 31mila euro. Uno dei malviventi era a volto scoperto, l'altro aveva un berretto: armati di cutter, hanno minacciato gli impiegati e i clienti e si sono fatti consegnare il denaro. Ora sono agli arresti. In seguito alle indagini della Mobile e dei carabinieri di Colornoi sono stati identificati Mauro Panè, classe 1975, e Mario Cavallaro, nato nel 1974. Dalle indagini è emerso che hanno agito con la complicità di Ignazio Giuseppe Grasso, classe 1965, già noto alle forze dell'ordine come "manager dei rapinatori". Il gip Cristina Sarli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. I tre sono in carcere a Catania, Caltagirone e Vicenza, dove erano già reclusi per analoghi episodi. 
Entrando nella filiale di Colorno, uno dei rapinatori aveva messo il dito nel lettore "biodigit", che aveva rilevato l'impronta digitale. Fino a quel momento, però, l'uomo non era schedato e i primi controlli non hanno portato a risultati. Una svolta alle indagini è avvenuta il 29 settembre 2012, quando la Squadra Mobile di Vibo Valentia ha fatto sapere alla questura di Parma che i carabinieri della località calabrese avevano fermato quattro persone (di cui due donne) sospettati di rapine in tre agenzie del Monte dei Paschi di Siena e in una gioielleria. Si trattava di Panè e Cavallaro, poi riconosciuti in foto dai testimoni delle rapine di Colorno e Corcagnano e dagli inquirenti, che avevano analizzato le immagini della videosorveglianza. 
Le indagini non si sono fermate lì. Essendo passata poco più di un'ora fra una rapina e l'altra, nel settembre 2012, appariva logico che i due malviventi avessero usato un'auto. Non quella usata per la rapina di Colorno (la vettura di un cittadino di Sissa, rubata la stessa mattina del "colpo" e ritrovata poco dopo dai carabinieri a Colorno): doveva trattarsi di una macchina "pulita", guidata da un complice. La sezione antirapine della Mobile è risalita a Ignazio Giuseppe Grasso, già definito "manager dei rapinatori": aveva il ruolo di individuare gli obiettivi e fare i sopralluoghi, per poi tornare a Catania. Da lì ripartiva in auto con i complici, in varie occasioni incensurati, che entravano in banca e commettevano le rapine. I tabulati telefonici hanno rivelato che il 10 settembre 2012 Grasso partì da Catania e si recò nell'area delle due banche rapinate, per poi rientrare in Sicilia. Inizialmente i tre uomini sono stati denunciati. Il pubblico ministero Lucia Russo ha chiesto un provvedimento cautelare, emesso nei giorni scorsi dal gip Cristina Sarli. 

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