Criminalità

Raid notturno alla scuola Ferrari: danni ingenti

Forzate numerose porte dell'istituto di via Galilei. La dirigente: "Il terzo colpo in un mese. Questi sono soldi dei contribuenti"

Raid notturno alla scuola Ferrari: danni ingenti

La scuola media Ferrari

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Difficile capire da dove siano passati. Così come avere una chiara idea di dove volessero andare a parare. Che cosa cercavano gli sconosciuti entrati un paio di notti fa nell'istituto comprensivo Giacomo Ferrari di via Galileo Galilei (nella zona di via Fleming)? D'accordo, hanno dedicato le loro attenzioni ai distributori automatici, ovviamente a caccia di monete, ma intanto hanno passato al setaccio un po' tutta la scuola. Seminando danni, senza raccogliere un centesimo di bottino.
Da dove siano passati lo si può solo immaginare: dalla porta dell'uscita di sicurezza sul lato più coperto dell'edificio. Ma non è certo che i segni lasciati sui bordi d'alluminio siano dell'ultimo raid. Potrebbero risalire alle altre due incursioni. «Questa è la terza nell'ultimo mese» allarga le braccia il dirigente scolastico Graziana Morini. La scorsa volta, rubarono un computer portatile. «Era legato con un cavo d'acciaio che dev'essere stato tagliato con una cesoia». Si legge esasperazione, nei suoi occhi. E delusione, perché lei e i suoi collaboratori non lesinano passione e impegno nella cura della scuola, punto di riferimento per quasi cinquecento alunni tra i dodici e i quattordici anni.
Chiaro, semmai, è il percorso interno seguito dagli aspiranti ladri. Un raid senza una logica precisa. Che ha riguardato il piano terra e il primo piano dell'edificio. Salendo le ultime rampe di scale, fino al secondo, non si trova nulla. Nemmeno le porte chiuse che invece abbondano ai piani sottostanti. E' soprattutto contro di esse che si sono sfogati gli sconosciuti autori del raid.
Al suo arrivo, l'altra mattina, vedendo le schegge di legno sul pavimento, la bidella s'è accorta che le porte erano state forzate. Tra queste, anche quella dei bagni delle ragazze. Come se fosse chiusa su chissà quali valori. «Visitate» anche le segreterie e così la presidenza. «Da dove non è stato portato via nulla - racconta Graziana Morini -. Non è nemmeno stato seminato il classico disordine di solito lasciato dietro di sé da chi cerca cose da rubare».
Anche la porta di alluminio di un ufficio è stata forzata (ora appare deformata). «Ma dall'interno non è stato rubato nulla» sottolinea la dirigente dell'istituto. Hanno invece resistito i due distributori automatici, nei quali qualche moneta di certo sarebbe stata trovata dai malviventi. «Ci troviamo a rincorrere questi danni con soldi che si fa sempre più fatica a trocvare e che servono per dare gli strumenti ormai fondamentali per l'insegnamento - scuote il capo la dirigente -. I geometri del Comune, proprietario della scuola, sono venuti subito a prendere visione della situazione. Ma hanno detto che non si può fare nulla per ora».

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  • sabcarrera

    18 Giugno @ 18.59

    Renzi, batti un colpo

    Rispondi

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