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Ecco chi è il parmigiano accusato di omicidio

Ecco chi è l'uomo accusato di omicidio
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E' un giovane disoccupato parmigiano residente a Poviglio l'uomo chiamato a rispondere della tragica morte di Thankgod Omonkhegbele, il 21enne nigeriano trovato in una pozza di sangue in via Gobetti la notte del 1° novembre.

Si chiama Luca Vescovi, ha 36 anni e pare proprio che finora non avesse mai avuto un problema con la giustizia: i poliziotti sono andati a prenderlo nella casa dove abita, in via Paganini, e dall'altra notte si trova in stato di fermo chiuso nel carcere di Reggio Emilia.

Questa mattina si terrà l'udienza di convalida del fermo davanti al gip del tribunale di Reggio. E proprio perché quella convalida ancora non c'è, gli investigatori parmigiani della Squadra mobile mantengono ancora il riserbo sui dettagli dell'indagine.

Intanto qualcosa, anzi parecchio, trapela. Fatti e circostanze che rafforzano l'impressione di avere di fronte, più che un killer spietato, un uomo che, dopo una serie di azioni scellerate, è sprofondato in qualcosa di terribile. Una storia dove di sicuro c'entra la droga: un'ipotesi finora solo «sussurrata» visto che il giovane nigeriano non aveva precedenti. E però c'era quella strada defilata, in quel quartiere ogni notte infestato dai cavallini in bicicletta, che portava in quella direzione.

Luca Vescovi era venuto a Parma per comprare marijuana. Quella notte non era solo ma in compagnia di un amico (e proprio l'amico avrebbe «vuotato il sacco», dando una grossa spinta all'indagine: per lui nessuna accusa): al volante di una macchina presa in prestito e anche il proprietario dell'auto non c'entra nulla.

Il 36enne, dopo essersi inoltrato nelle viuzze dello spaccio, incontra Thankgod e cominciano a trattare per un sacchettino di marijuana. Acquirente e spacciatore non si accordano sul prezzo, finché il povigliese dice che non se ne fa niente e fa per andarsene. E' probabile che la «contrattazione» avvenga senza che nemmeno scenda dall'auto: con una mossa fulminea riesce a strappare dalle mani del nigeriano il «prezioso» sacchettino, mette in moto e parte a manetta. E lì succede il dramma.

Il pusher si sarebbe aggrappato alla portiera dell'auto in fuga, nel tentativo disperato di fermarla e riprendersi la sua roba. La macchina non si ferma: trascina il giovane per un tratto di strada finché lui perde l'equilibrio, stramazza a terra. Nel cadere batte la testa su un muretto e muore.

Questa la prima ricostruzione di quella notte buia. Vescovi sarebbe accusato di omicidio volontario e rapina. Accuse gravissime, ma i capi d'imputazione potrebbero cambiare nel momento in cui venissero fuori nuovi elementi. Il punto cruciale si giocherà ovviamente sulla volontarietà dell'azione omicida e qui diversi interrogativi restano spalancati. Non è affatto detto che nell'interrogatorio di questa mattina l'uomo voglia raccontare la sua verità su quella notte: potrebbe optare per tutt'altra scelta e non dire una parola, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

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  • Flux21

    05 Novembre @ 20.46

    Schifo... per la situazione di supermarket della droga (in mano a "risorse" africane) in cui Parma è sprofondata, e per questi italiani drogati e imbecilli.

    Rispondi

  • Berta

    05 Novembre @ 12.11

    In breve, Parma paradiso dello spaccio emiliano, visto che vengono anche dalle provincie limitrofe. Da Parma dubito che nessuno si prenda il disturbo di viaggiare fino a Modena o Mantova, voi ne avete a disposizione di tutti i tipi (maria, hashish, coca, eroina, meta e anfeta varie), consegnata a domicilio dai pony-express nigeriani riforniti dagli albanesi 24/24h. Parma caput mundi padana della droga. E sottoscrivo in toto il commento di Leoprimo.

    Rispondi

  • the mari

    05 Novembre @ 11.12

    mi viene da pensare che le indagini le abbia condotte il sig FILIPPO che dimostrava il suo infallibile fiuto investigativo commentando su queste pagine e sostenendo la pista " del regolamento di conti"...

    Rispondi

  • leoprimo

    05 Novembre @ 08.53

    Non è importante chiedersi chi è l'omicida, e il fatto che abbia o meno sottratto o non pagato la droga, quanto comprendere lo stato di degrado nel quale versano, le strade del nord della città. E' faccenda masticata e trita ma quel che spaventa è il silenzio assordante delle autorità. Mesi di sollecitazioni, di preoccupazioni, di proteste e camminate hanno prodotto come risposta scuse anche a volta un po' banali. Bianca o nera che sia la vittima, perché alla fine entrambi i protagonisti sono a loro modo vittime, qualcuno che doveva controllare e arginare il fenomeno garantendo sicurezza, oggi deve sentirsi responsabile. Lo Stato nella persona dei politici: ma sappiamo quanto latitino quando non si tratta di far chiacchiere vendendo fumo al solo scopo di arricchirsi; le Forze dell'ordine vittime anch'esse di uno Stato che le ha abbandonate; i giudici i quali, pur non essendo loro prerogativa, non sollecitino norme straordinarie per arginare il degrado; infine gli organi locali che hanno come unico fine il far cassa al solo scopo di rimpinguare le dissestate case comunali. I Vigili urbani appostati all'inizio di Via Palermo per multare gli automobilisti che svoltano nella via provenendo da Via Trento nord, sarebbe opportuno impiegarli in servizio di vigilanza sul territorio: lì sarebbe sufficiente un dissuasore posizionato sulla Via Trento appunto per impedire la svolta; l'accanimento contro i musicisti di strada, per quanto questi infrangano la legge, è probabilmente più remunerativo che intervenire contro " i cavalli " che percorrono in lungo e in largo i marciapiedi cittadini. Tutto sommato destra, sinistra, centro e penta stellati, sono tutti suonatori ma purtroppo, ala fine, la musica non cambia.

    Rispondi

    • marirhugo

      05 Novembre @ 12.49

      vedi che se il nigeriano ammazzava l'italiano questo signore scriveva che in fondo sono tutte due vittime. Uno e' vittima di sicuro. Va da se che qui sono raccontate un cumulo di banalità.

      Rispondi

    • Asterix

      05 Novembre @ 12.24

      un genio, riempiamo la città di vigili a combattere i cavallini e non facciamo più le multe agli abusivi e a chi viola il codice della strada e secondo costui i parmigiani non si drogano più

      Rispondi

    • 05 Novembre @ 10.30

      (Dalla redazione) In un caso di omicidio non solo è importante chiedersi chi è l'omicida, ma è essenziale scoprirlo. E questa volta pare che le forze dell'ordine ci siano riuscite.

      Rispondi

      • leoprimo

        05 Novembre @ 12.48

        E' pacifico che le indagini siano di primaria importanza ma la mia prima affermazione era di mero carattere anagrafico non certo per svilire il lavoro fondamentale svolto dalle forze dell'ordine. Se non sono stato chiaro me ne scuso.

        Rispondi

  • danila

    05 Novembre @ 08.03

    e chi è ?

    Rispondi

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