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Pizzarotti: “Parma chiede più sicurezza. Vogliamo strumenti per garantirla”

Rainieri (Lega): "Rafforzare il piano Strade sicure"

Il sindaco Pizzarotti

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Se e quanti militari arriveranno a Milano ad aggiungersi ai 650 già presenti in città in funzione sicurezza lo deciderà il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dopo un incontro, sabato, con il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala che aveva lanciato la proposta. Sul tema, il sindaco di Parma, Pizzarotti, ha scritto una lettera aperta alla città. Una proposta su cui è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Nord, Fabio Rainieri, in un'interrogazione specifica.

“E’ cronaca di questi giorni la volontà del sindaco Giuseppe Sala di dotarsi dell’esercito, per arginare la violenza e la microcriminalità che agiscono nelle periferie di Milano. Sono contento che sabato pomeriggio, presso la Camera di Commercio, assieme ad altri importanti sindaci italiani, il sindaco Sala sarà a Parma in un incontro pubblico per discutere assieme a noi del fenomeno dell’insicurezza che serpeggia nelle nostre città. Anche a Parma, da anni, i parmigiani chiedono alle proprie istituzioni più sicurezza, e hanno ragione. In determinate zone di Parma persistono situazioni diventate francamente insopportabili, in particolare mi riferisco ai quartieri San Leonardo e Pablo, dove la microcriminalità esaspera la vita dei nostri concittadini, i quali chiedono a gran voce una sola cosa: porre rimedio ad atteggiamenti e gesti di pura prepotenza e strafottenza.
Adottando tutti i poteri di cui dispone il sindaco, in questi anni abbiamo fatto il massimo per assicurare più sicurezza e vivibilità: assunzione di nuovi vigili, aumento del parco macchine in dotazione al Comando, aumento delle telecamere di videosorveglianza - proprio una di queste è stata determinante per risalire al presunto omicida di via Gobetti -, intensificazione di controlli in sinergia con le forze dell’ordine, approvazione del nuovo regolamento di polizia urbana – il vecchio era fermo al 1982! -. Molte situazioni sono migliorate, come ad esempio in Oltretorrente e in Borgo Fiore, oltre a via Savani e via Lanfranco, grazie anche al supporto di cittadini attivi nel quartiere. Nonostante ciò ci si chiede: tutto questo basta per rendere la città più sicura? No, purtroppo non basta. Giustamente i parmigiani pretendono di più.
È del tutto inconcepibile, infatti, che nonostante gli sforzi quotidiani e l’impegno delle forze dell’ordine e della polizia municipale in contrasto alla microcriminalità, ogni volta che si arresta qualche spacciatore, questi dopo poche ore venga rilasciato come se nulla fosse accaduto. In un Paese normale un delinquente dovrebbe essere assicurato alla giustizia e scontare la propria pena, oppure dovrebbero essere cambiate le leggi per normare molti fenomeni che adesso sfuggono. Invece molto spesso ci troviamo ad agire in una situazione in cui gli spacciatori si sentono liberi di fare tutto ciò che è in loro potere, perché sanno che la legge italiana è talvolta blanda e inefficace. Giustamente, poi, i parmigiani scrivono esasperati al sindaco. E il sindaco, per quanto può e con i mezzi a sua disposizione, cerca di sopperire a una totale mancanza di pugno duro da parte dello Stato.
In passato ho già avuto modo di ribadire la problematica al ministro dell’Interno Angelino Alfano - tramite missiva - e al vice ministro Filippo Bubbico in occasione di un incontro istituzionale: o si cambiano le leggi italiane adottando maggior repressività, oppure si dotano le amministrazioni locali di strumenti e poteri efficaci per assicurare ai propri concittadini attenzione, sicurezza e prevenzione. Lo dico con estrema sincerità: oggi i regolamenti per le polizie locali non sono adeguati al cambio di epoca che stiamo vivendo.
Parma, in sostanza, non chiede la presenza dell’esercito come ha fatto il sindaco di Milano. Parma chiede più forze dell’ordine e la possibilità di assumere più vigili, maggiori risorse economiche da investire in prevenzione e controllo, e leggi adeguate al contesto sociale. Attenzione però: non lo chiediamo da oggi, ma da anni. Ecco, sabato, come già detto, in un incontro pubblico avremo a Parma i sindaci di Milano, Verona, Venezia, Bergamo, Napoli, Malegno e Valdengo: sarà probabilmente l’ennesima occasione per ribadire con forza che i sindaci sono già pronti per fare la loro parte, ma che anche lo Stato si deve rendere conto che la sicurezza è un diritto.

Rainieri: "Rafforzare il piano Strade sicure"

Rafforzare l’operazione "Strade sicure" attraverso la richiesta al Governo, da parte della Regione, dell’"invio di militari a presidio di periferie e zone urbane colpite dalla criminalità». E’ quanto sostiene, in una interrogazione presentata alla Giunta dell’Emilia-Romagna, il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rainieri.
«La Giunta - osserva - chieda al Governo, nel solco di quanto fatto dal sindaco dem di Milano, che anche in Emilia-Romagna sia potenziata, quando richiesta dalle amministrazioni comunali, l'operazione "Strade sicure" mediante l’invio di militari a presidio delle periferie e delle zone urbane in cui si è registrato un aumento degli episodi di criminalità».
A giudizio dell’esponente del Carroccio in alcune città come Bologna, Modena, Parma e Rimini, i militari a rinforzo del presidio del territorio per l’operazione 'Strade sicurè sono già presenti e questo contingente «dal gennaio 2015, pur avendo raggiunto brillanti risultati in termini di riduzione degli atti criminali, ha cominciato ad occuparsi esclusivamente della vigilanza dei siti e degli obiettivi più sensibili a possibili attacchi terroristici. L’azione di controllo del territorio e degli obiettivi sensibili da parte dei militari - aggiunge Rainieri - ha il vantaggio di scaricare in parte da tali incombenze Polizia e Carabinieri, che possono maggiormente occuparsi dell’attività investigativa».
Quindi, visto che «in Emilia-Romagna alcune amministrazioni comunali, di fronte all’aumento degli episodi di criminalità, hanno fatto richiesta di invio dell’esercito», Rainieri domanda all’esecutivo regionale «se ritenga opportuno rafforzare la presenza dei militari a presidio della sicurezza dei cittadini nelle città che ne facciano richiesta, chiedendo al Governo di potenziare l’operazione "Strade sicure"».

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  • Stefano

    21 Novembre @ 19.00

    reinard.alfa@gmail.com

    Aggiungo che il sindaco come cavallo di battaglia aveva il dialogo diretto con la popolazione. Qualcuno conosce persone che sono riuscite a ottenere un dialogo con il Pizza? Dirette streaming dove sono? Risposte al popolo dove sono? Un Sindaco degno di questo nome non deve limitarsi a rilasciare comunicati dopo che si è consultato con chi ne sa più di lui, ma DEVE dialogare con la popolazione visto che è per merito del popolo che ha ottenuto il 18%. Ha tradito le promesse e stia sicuro che anche chi come me pur non avendola votata farà di tutto per farla ritornare a casa Sua, e possibilmente con i suoi protetti immigrati.

    Rispondi

    • 21 Novembre @ 19.14

      (dalla redazione) Non si vince il ballottaggio con il 18%.

      Rispondi

      • Stefano

        21 Novembre @ 19.19

        reinard.alfa@gmail.com

        Redazione non ricorda come ha vinto le elezioni? eravate in ferie? Ditelo voi quanto aveva.

        Rispondi

        • 21 Novembre @ 19.25

          (dalla redazione) Ha vinto il ballottaggio con il 60,23 per cento per essere precisi. Dobbiamo farle uno specchietto per mostrarle come funziona la legge elettorale dei Comuni?

          Rispondi

        • Stefano

          21 Novembre @ 19.33

          reinard.alfa@gmail.com

          Si ok . Io mi ricordo le elezioni con Pizzarotti al 18, poi siccome destra e sinistra erano tutte divise al ballottaggio hanno votato "chiunque" meno che il loro avversario diretto. Il primo turno diceva così, e secondo me esprimeva la volontà del popolo.

          Rispondi

        • 21 Novembre @ 19.38

          (dalla redazione) La giri come vuole, ma diventa sindaco chi vince il ballottaggio e Pizzarotti il ballottaggio l'ha vinto con il 60%, non con il 18%. Al primo turno, per dire, aveva più voti Bernazzoli.

          Rispondi

        • Stefano

          22 Novembre @ 19.20

          reinard.alfa@gmail.com

          Provo a riscrivere, forse non mi spiego bene. Non ho mai detto che non aveva il diritto di diventare Sindaco, ho detto che lo ha eletto il 18% della città, gli altri voti sono andati a diversi schieramenti. Poi per la legge elettorale che non condivido e che fa fare insulse alleanze ( questo vale anche per il governo quando ancora avevamo le elezioni ) i cittadini hanno eletto il meno peggio tra i due e quindi Pizzarotti è stato eletto. Ma non aveva il 60%, aveva il 18 di consensi, il 60 è arrivato con i voti di tutti, quelli di centro e di destra che non volevano ancora i comunisti a Parma.

          Rispondi

  • Daniela

    18 Novembre @ 09.02

    Signor Sindaco è cominciata la campagna elettorale?

    Rispondi

    • Stefano

      21 Novembre @ 18.46

      reinard.alfa@gmail.com

      si vede?

      Rispondi

  • the mari

    17 Novembre @ 21.49

    sei passato dalla democrazia diretta alla militarizzazione della città.... dimettiti.

    Rispondi

    • Stefano

      21 Novembre @ 18.54

      reinard.alfa@gmail.com

      Concordo sulle dimissioni ma è un incapace e non avrebbe altro da fare. Sta chiedendo aiuto perchè non sa cosa fare , sulla gestione di una città non ha capito nulla. Come TUTTI i politici indistintamente. Non bastano le ideologie, ci vogliono le competenze. Salvini con il suo intervento dell'altro giorno è un esempio. Signor ministro dell'economia: quanto costa un litro di latte? Sembra cosa da poco, ma siamo in mano a persone che non sanno come vive il popolo, i sacrifici che deve fare, le lotte quotidiane. A f.... le ideologie! Quello che conta è il bene di tutti !. Pizzarotti lo avete mai visto una sola volta rispondere a un commento sulla Gazzetta? no! non perchè è un vigliacco o un codardo, solo perchè è uno spaurito inconpetente che non sa che cosa fare di fronte a dei quesiti importanti e ha imparato dai politici, mai rispondere direttamente, rilasciare proclami. In questo è identico a Renzi.

      Rispondi

      • 21 Novembre @ 19.12

        (dalla redazione) Forse semplicemente non legge i commenti della Gazzetta.

        Rispondi

        • Stefano

          21 Novembre @ 19.29

          reinard.alfa@gmail.com

          Non solo non legge i commenti della gazzetta, non ascolta nessuno, come tutti i politici. Ed è questa la cosa preoccupante, la gente li vota, spera in loro.... e lo prende in quel posto. Tutti indistintamente quando si siedono su una poltrona si dimenticano di chi li ha eletti. Intanto la gente soffre e fatica a tirare " a campare ". La cosa triste è che a Parma purtroppo non c'e' nessun candidato a governare, tutti concorrono contro tutti e noi aspettiamo, e aspettiamo.... Ma alla fine nessuno è al SERVIZIO della popolazione, la popolazione è al loro servizion.

          Rispondi

  • Michele

    17 Novembre @ 20.04

    mandra_sala@libero.it

    Anche se arrivassero 1000 militari a Parma... non accadrebbe nulla. Questa giunta non saprebbe gestirli, li manderebbe a multare chi lascia la scatoletta del tonno nel sacchetto infame senza prima lavarla con il sapone. In 5 anni non si è mai visto nemmeno un piano di prevenzione alla sicurezza. Casa non sapete Cosa far fare ai militari !!!!! Pizzarotti come sempre cerca di giocare a scaricabarile. Ma tra qualche mese lo scaricheranno i parmigiani stanchi.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    17 Novembre @ 19.58

    Si , Rainieri , vabbè . Guardi che , al momento , abbiamo reparti militari in Bosnia ( a protezione dei Bosniaci albanesi dalla Serbia , per conto dell' ONU ), in Libano , ad interposizione tra hezbollah libanesi ed israeliani ( per conto dell' ONU) , in Iraq , ad addestrare Forze dell' Ordine ed Esercito locale ed a protezione del cantiere ( italiano) che sta restaurando la diga di Mossul ( pericolante ) , a Tripoli , a protezione di un Ospedale Militare italiano , gli Stati Uniti vorrebbero che mandassimo nientepopodimenoche 5000 ( ! ) soldati a combattere l' ISIS in Libia . Tenga conto che anche al bilancio della Difesa sono stati fati tagli , e che l' Esercito italiano non è quello cinese , né quello russo , né quello americano . Cerchiamo di essere realisti !

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