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Le segnalazioni dei lettori - "Alessandra, capitano dei Ris"

Le segnalazioni dei lettori - "Alessandra, capitano dei Ris"
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"Lo scaffale fatelo voi" - «Alessandra, capitano del Ris», di Francesca Padula - Libro segnalato da Mario Nardella.

Ci scrive il sig. Nardella:
«Alessandra De Bosis, biologa e mamma di un bambino di 9 anni, rimasta sola, diventa un ufficiale del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) dei carabinieri.
Il romanzo racconta cinque anni della sua vita, i suoi studi, le sue emozioni, le sue vicende tra famiglia, lavoro e amore, in un’atmosfera appassionante ed emozionante. Decisamente coinvolgente, tanto da “sembrare un film”, mentre lo si legge.
Dall’introduzione di Luciano Garofano, Comandante del Ris di Parma: «Non è facile scrivere di Carabinieri e, in questo libro, non solo lo si fa egregiamente, ma si introducono due novità nel panorama letterario italiano: si parla di una donna carabiniere che è per giunta un capitano del Ris… un racconto pieno di sentimento, di emozioni, di umanità, ma anche di contrarietà, di momenti di tristezza e di gioia, dove non mancano certo i colpi di scena… ti permette di immaginare e di vivere i personaggi con grande realismo ed altrettanta partecipazione emotiva…». Dalla prefazione di Leonardo Gori, scrittore: «… non manca certo la suspense, l’azione, l’inevitabile storia sentimentale… Non annoia mai. Non ha imperdonabili ingenuità di trama. Non cerca di prendere il lettore per il naso, raccontando senza crederci cose false…».

Ci scrive l'autrice, Francesca Padula:
Il volume è stato presentato domenica scorsa alla libreria Feltrinelli, con la partecipazione del colonnello Luciano Garofano. «Il Colonnello ha voluto sottolineare - ci scrive l'autrice, Francesca Padula - come i carabinieri di cui ho parlato nel romanzo sembrino proprio quelli con cui lui lavora ogni giorno: mi ha anche chiesto come ho fatto a descrivere così bene un Capitano del Ris,un Capitano donna del Ris, in special modo.
A me è venuto naturale descriverla così: una donna che ama e rispetta il suo lavoro e la divisa che indossa, ma che non è “nata” carabiniere, nel senso che non è che ha vissuto l’Arma come chi si arruola a diciotto, vent’anni; prima di tutto è una mamma, una donna che ha altre priorità e che per questo spesso “scalpita”, non condivide troppo certi rigidi formalismi che la divisa impone: dalla fusione di queste caratteristiche è nata la mia Alessandra, io l’ho sentita così e così l’ho descritta.

Abbiamo poi parlato di Parma, di questa città fatta a misura d’uomo, che incanta chi la vede già la prima volta. Io stessa che nella visita fatta quattro anni fa per documentarmi l’ho girata in lungo e in largo, fotografata e disegnata per poterla descrivere al meglio, non vedevo l’ora di ritornarci: ho voluto che i cittadini di Parma leggendo il romanzo si sentissero ancor più partecipi delle vicende dei personaggi dopo averli letti nelle stesse strade, piazze dove anche loro trascorrono le giornate.

Si è anche parlato di quella che è, in un certo qual modo, “storia recente”   per le Forze Armate Italiane e cioè la legge del 2000 che ne ha consentito l’accesso anche alle donne. Lui ha sottolineato come in un lavoro come il suo (nel RIS di Parma attualmente non ci sono donne, ma ci sono state) la precisione e l’intuito delle donne siano fondamentali per poterlo svolgere al meglio.

Io ho evidenziato che in un epoca in cui praticamente ogni professione è aperta alle donne, se hanno una famiglia, possono conciliare il doppio ruolo soltanto se hanno una rete molto forte di supporto intorno, così come l’ho creata nel romanzo per Alessandra: nuovi amici, alcuni appartenenti all’Arma o che con essa hanno a che fare, altri no, che vivendo in sinergia con lei le consentono di portare avanti una vita appassionante, ma non semplice.

Ed è questa “vita vera” dei carabinieri del romanzo che il colonnello vorrebbe entrasse sempre di più nell’immaginario collettivo di tutti noi, uomini e donne dell’Arma non arroccati nelle loro caserme, ma parte della vita delle città, con il loro lavoro, ma anche con le loro storie e i loro affetti».

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