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Bodoni, grande designer ante litteram

Omaggio al grande tipografo a 200 anni dalla morte

Busto di Bodoni

Mostra del Bodoni in Palatina

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Tra storia e modernità. Una sorta di passeggiata a cavallo di due secoli, per trovare le origini dell’eccellenza italiana e capire quanto - su arte, ingegno, idee e scoperte - si possa ancora costruire il futuro.
L'Osservatorio permanente giovani-editori e Fondazione Cariparma  presentano i protagonisti del convegno «Il Segno italiano: moderno per tradizione» che si terrà a Parma, nella splendida cornice del Teatro Regio, venerdì 29 e sabato 30 novembre.
Una due giorni di incontri promossa in occasione della celebrazione del 200° anniversario dalla morte del grande stampatore, editore, disegnatore, incisore e designer di font tipografici Giambattista Bodoni (nato a Saluzzo il 26 febbraio 1740 e morto a Parma il 30 novembre 1813). 
Un programma di altissimo livello con ospiti nazionali ed internazionali del mondo dell’impresa, dell’informazione e del design.
Tra tutti spicca Marcus Brauchli,  vicepresidente ed ex direttore del «The Washington Post», quotidiano da sempre simbolo della democrazia nel mondo la cui testata è rappresentata da un carattere Bodoni che ha preso il nome nel campo tipografico di «Postoni». 
Brauchli parlerà della storica svolta grafica, digitale e organizzativa sotto la sua direzione.
Sarà una video intervista, da parte del corrispondente de «La Stampa» dagli Stati Uniti Maurizio Molinari, invece, ad aprire i lavori del primo giorno di convegno. Protagonista, il famoso architetto e designer mondiale Massimo Vignelli, che parlerà della figura di Bodoni tracciando un ponte immaginario tra la figura di Bodoni ed il suo segno ai giorni nostri. Segno che ha rappresentato una delle prime forme di eccellenze: una sorta di antesignano del made in Italy attuale. A parlare di questo tema interverrà Paolo Barilla, vicepresidente dell’omonimo gruppo emblema di uno dei più importanti aspetti dell’italian-style nel mondo: il cibo. Al suo fianco una giovane designer, Marta Bernstein. Chiuderà i lavori della prima giornata appunto Marcus Brauchli intervistato dal vicedirettore de «La Stampa», Massimo Gramellini.
Il secondo giorno a parlare del legame tra Bodoni, Parma e i giornali saranno prima l’amministratore delegato della Gazzetta di Parma, Matteo Montan, e poi il suo direttore, Giuliano Molossi. A seguire, l’intervista a Ferruccio de Bortoli, direttore del «Corriere della Sera», uno dei più autorevoli quotidiani italiani, che parlerà dell’importanza dell’informazione di qualità. 
Sarà infine il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, a chiudere il convegno parlando di come il servizio pubblico, grazie al suo ruolo e attraverso le sue reti televisive,  possa aiutare a far conoscere sia in Italia che all’estero il segno e le eccellenze del nostro Paese. Giambattista Bodoni, nel duecentesimo anniversario dalla scomparsa, sarà il filo conduttore del convegno. Una figura, quella dello stampatore per eccellenza, che continua ancora oggi a lasciare la sua impronta nel segno della modernità. Un esempio di come l’Italia sia stata, in passato, culla della cultura e del saper fare. 
Ma, anche, di come questi elementi possano rappresentare - oggi più che mai, in un periodo di crisi e sfiducia - solide fondamenta dalle quali ripartire.
Il convegno, che si inserisce nel contesto delle celebrazioni bodoniane, è stato fortemente voluto dallo scomparso presidente della Fondazione Cariparma, Carlo Gabbi e portato avanti con la stessa volontà e orgoglio dal suo successore, Paolo Andrei. 
Una manifestazione che rappresenta per Parma un vero e proprio evento di altissimo livello, che farà assumere alla città emiliana, per due giorni, il ruolo di capitale internazionale della cultura. 
Come sempre i protagonisti della manifestazione saranno soprattutto gli studenti, oltre 450 provenienti da tutta Italia, che partecipano al progetto «Il quotidiano in classe» promosso dall’Osservatorio permanente giovani-editori.
Per gli studenti sarà un’opportunità unica, un’occasione   di dialogare a tu per tu con i diretti protagonisti del convegno. Per loro una vera e propria iniezione di fiducia per ripartire di slancio nella costruzione di un Paese che, oggi più che mai, conta sulle nuove generazioni. 
A condurre la due giorni di lavori sarà l’editorialista del «Corriere della Sera», Dario Di Vico. r.c.
Tra storia e modernità. Una sorta di passeggiata a cavallo di due secoli, per trovare le origini dell’eccellenza italiana e capire quanto - su arte, ingegno, idee e scoperte - si possa ancora costruire il futuro.L'Osservatorio permanente giovani-editori e Fondazione Cariparma  presentano i protagonisti del convegno «Il Segno italiano: moderno per tradizione» che si terrà a Parma, nella splendida cornice del Teatro Regio, venerdì 29 e sabato 30 novembre.Una due giorni di incontri promossa in occasione della celebrazione del 200° anniversario dalla morte del grande stampatore, editore, disegnatore, incisore e designer di font tipografici Giambattista Bodoni (nato a Saluzzo il 26 febbraio 1740 e morto a Parma il 30 novembre 1813). Un programma di altissimo livello con ospiti nazionali ed internazionali del mondo dell’impresa, dell’informazione e del design.Tra tutti spicca Marcus Brauchli,  vicepresidente ed ex direttore del «The Washington Post», quotidiano da sempre simbolo della democrazia nel mondo la cui testata è rappresentata da un carattere Bodoni che ha preso il nome nel campo tipografico di «Postoni». 

 

Brauchli parlerà della storica svolta grafica, digitale e organizzativa sotto la sua direzione.Sarà una video intervista, da parte del corrispondente de «La Stampa» dagli Stati Uniti Maurizio Molinari, invece, ad aprire i lavori del primo giorno di convegno. Protagonista, il famoso architetto e designer mondiale Massimo Vignelli, che parlerà della figura di Bodoni tracciando un ponte immaginario tra la figura di Bodoni ed il suo segno ai giorni nostri. Segno che ha rappresentato una delle prime forme di eccellenze: una sorta di antesignano del made in Italy attuale. A parlare di questo tema interverrà Paolo Barilla, vicepresidente dell’omonimo gruppo emblema di uno dei più importanti aspetti dell’italian-style nel mondo: il cibo. Al suo fianco una giovane designer, Marta Bernstein. Chiuderà i lavori della prima giornata appunto Marcus Brauchli intervistato dal vicedirettore de «La Stampa», Massimo Gramellini.Il secondo giorno a parlare del legame tra Bodoni, Parma e i giornali saranno prima l’amministratore delegato della Gazzetta di Parma, Matteo Montan, e poi il suo direttore, Giuliano Molossi. A seguire, l’intervista a Ferruccio de Bortoli, direttore del «Corriere della Sera», uno dei più autorevoli quotidiani italiani, che parlerà dell’importanza dell’informazione di qualità. Sarà infine il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, a chiudere il convegno parlando di come il servizio pubblico, grazie al suo ruolo e attraverso le sue reti televisive,  possa aiutare a far conoscere sia in Italia che all’estero il segno e le eccellenze del nostro Paese. Giambattista Bodoni, nel duecentesimo anniversario dalla scomparsa, sarà il filo conduttore del convegno. Una figura, quella dello stampatore per eccellenza, che continua ancora oggi a lasciare la sua impronta nel segno della modernità. Un esempio di come l’Italia sia stata, in passato, culla della cultura e del saper fare. Ma, anche, di come questi elementi possano rappresentare - oggi più che mai, in un periodo di crisi e sfiducia - solide fondamenta dalle quali ripartire.Il convegno, che si inserisce nel contesto delle celebrazioni bodoniane, è stato fortemente voluto dallo scomparso presidente della Fondazione Cariparma, Carlo Gabbi e portato avanti con la stessa volontà e orgoglio dal suo successore, Paolo Andrei. 

Una manifestazione che rappresenta per Parma un vero e proprio evento di altissimo livello, che farà assumere alla città emiliana, per due giorni, il ruolo di capitale internazionale della cultura. Come sempre i protagonisti della manifestazione saranno soprattutto gli studenti, oltre 450 provenienti da tutta Italia, che partecipano al progetto «Il quotidiano in classe» promosso dall’Osservatorio permanente giovani-editori.Per gli studenti sarà un’opportunità unica, un’occasione   di dialogare a tu per tu con i diretti protagonisti del convegno. Per loro una vera e propria iniezione di fiducia per ripartire di slancio nella costruzione di un Paese che, oggi più che mai, conta sulle nuove generazioni. A condurre la due giorni di lavori sarà l’editorialista del «Corriere della Sera», Dario Di Vico. r.c.

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