14°

25°

libri

Michele Serra racconta la storia di un uomo

...e del suo indisciplinato figlio adolescente

Michele Serra

Michele Serra

0

Paolo Ferrandi

 

 In principio era lo scarpone. E la pedula era il padre ed era presso il padre.  Prometteva, come in «Lessico famigliare» di Natalia Ginzburg, lunghe passeggiate silenziose sul crinale, la fatica dell’ascesa con il basto dello zaino che ti spacca le spalle, distanti dai sentieri tranquilli dei «sempi»  – gli stupidi, cioè, a uno sguardo meno arcigno, la gente normale – quelli che «vanno in montagna con le Superga solo per  fare colazione al rifugio». 
Allora il passaggio di consegne tra padre e figlio era una cerimonia semplice come il regalo dell’iscrizione al Club alpino o, nei casi più gravi, della doppietta (non del fucile automatico, però, perché «mica siamo bresciani che sparano agli uccellini»). 
Poi vennero le sneaker, le scarpe da ginnastica, e l’ordine del mondo crollò, assieme alla gerarchia padre-figlio, lasciando posto al Grande Arconte del caos, dei tatuaggi, degli stravaccamenti sul divano, dei posacenere pieni di cicche, dei lavelli con i piatti non rigovernati e delle cuffiette sempre attaccate alle orecchie. 
Una cosa capace di far uscire dai gangheri non solo il padre archetipico del «ti mando alla Nunziatella, così ti raddrizzano la schiena», ma pure il papà più mollemente accondiscendente che siamo diventati un po’ tutti.  
Ma il padre, voce narrante di «Gli sdraiati» di Michele Serra, non si rassegna.
 E tenta inutilmente – in un basso continuo che accompagna la storia – di attirare il figlio sul sentiero che porta al mitico – di una mitologia minore, però, familiare – Colle della Nasca dove nel blu del cielo è nascosto il nero dell’universo e dove le cose, ovviamente, si mostrano nella luce della creazione. 
Lo blandisce, questo figlio, lo implora, lo scongiura; arriva a pensare di pagarlo o di spezzargli la schiena a bastonate (la schiena e la spina dorsale sono parte del principio di autorità e appartengono al padre). 
In attesa che il miracolo si compia Serra descrive il mondo del figlio, il suo affacendarsi distratto in mille cose contemporaneamente (possibilmente da sdraiato); il suo lasciare le porte aperte, le luci accese, l’acqua del cesso non tirata con la maestria del demone dell’imperfezione; il suo modo di vestire sciatto, metodicamente – e costosamente – sciatto pieno di felpe informi, ma firmate. Magistrale nel suo sarcasmo è la descrizione dei negozi di Polan&Doompy (vabbè, avete capito) con i modelli bellissimi  che stazionano tra i clienti e le ventate di profumo dolciastro spruzzate addosso a tutti. In mezzo anche un intermezzo distopico – che, purtroppo, assomiglia all’ultimo Benni – con la narrazione della guerra tra i giovani e i vecchi. 
Però la bellezza del libro non è tanto nelle parole spese per circoscrivere l’entropia esistenziale del figlio, ma  nel non detto in cui si mostra la paranoia classificatrice del padre. E proprio  quando questo ordine paterno stereotipato cede nell’acido dei dubbi arriva la riconciliazione. 
In questo ritorno a casa del figlio che è anche un allontanarsi del padre dalla sua vita – «Finalmente potevo diventare vecchio», è la frase finale – sta il senso dell’eredità più autentica, quella che non si può svendere per un piatto di lenticchie perché, appunto, immateriale. 
Gli sdraiati
Feltrinelli, pag. 108, 12,00
 In principio era lo scarpone. E la pedula era il padre ed era presso il padre.  Prometteva, come in «Lessico famigliare» di Natalia Ginzburg, lunghe passeggiate silenziose sul crinale, la fatica dell’ascesa con il basto dello zaino che ti spacca le spalle, distanti dai sentieri tranquilli dei «sempi»  – gli stupidi, cioè, a uno sguardo meno arcigno, la gente normale – quelli che «vanno in montagna con le Superga solo per  fare colazione al rifugio». Allora il passaggio di consegne tra padre e figlio era una cerimonia semplice come il regalo dell’iscrizione al Club alpino o, nei casi più gravi, della doppietta (non del fucile automatico, però, perché «mica siamo bresciani che sparano agli uccellini»). Poi vennero le sneaker, le scarpe da ginnastica, e l’ordine del mondo crollò, assieme alla gerarchia padre-figlio, lasciando posto al Grande Arconte del caos, dei tatuaggi, degli stravaccamenti sul divano, dei posacenere pieni di cicche, dei lavelli con i piatti non rigovernati e delle cuffiette sempre attaccate alle orecchie. Una cosa capace di far uscire dai gangheri non solo il padre archetipico del «ti mando alla Nunziatella, così ti raddrizzano la schiena», ma pure il papà più mollemente accondiscendente che siamo diventati un po’ tutti.  Ma il padre, voce narrante di «Gli sdraiati» di Michele Serra, non si rassegna. E tenta inutilmente – in un basso continuo che accompagna la storia – di attirare il figlio sul sentiero che porta al mitico – di una mitologia minore, però, familiare – Colle della Nasca dove nel blu del cielo è nascosto il nero dell’universo e dove le cose, ovviamente, si mostrano nella luce della creazione. Lo blandisce, questo figlio, lo implora, lo scongiura; arriva a pensare di pagarlo o di spezzargli la schiena a bastonate (la schiena e la spina dorsale sono parte del principio di autorità e appartengono al padre). In attesa che il miracolo si compia Serra descrive il mondo del figlio, il suo affacendarsi distratto in mille cose contemporaneamente (possibilmente da sdraiato); il suo lasciare le porte aperte, le luci accese, l’acqua del cesso non tirata con la maestria del demone dell’imperfezione; il suo modo di vestire sciatto, metodicamente – e costosamente – sciatto pieno di felpe informi, ma firmate. Magistrale nel suo sarcasmo è la descrizione dei negozi di Polan&Doompy (vabbè, avete capito) con i modelli bellissimi  che stazionano tra i clienti e le ventate di profumo dolciastro spruzzate addosso a tutti. In mezzo anche un intermezzo distopico – che, purtroppo, assomiglia all’ultimo Benni – con la narrazione della guerra tra i giovani e i vecchi. Però la bellezza del libro non è tanto nelle parole spese per circoscrivere l’entropia esistenziale del figlio, ma  nel non detto in cui si mostra la paranoia classificatrice del padre. E proprio  quando questo ordine paterno stereotipato cede nell’acido dei dubbi arriva la riconciliazione. In questo ritorno a casa del figlio che è anche un allontanarsi del padre dalla sua vita – «Finalmente potevo diventare vecchio», è la frase finale – sta il senso dell’eredità più autentica, quella che non si può svendere per un piatto di lenticchie perché, appunto, immateriale. 
Gli sdraiati - Feltrinelli, pag. 108, 12,00

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Prometteva la vittoria a Miss Mondo in cambio di sesso: smascherato da "Striscia la notizia"

MISS MONDO

Chiedeva sesso in cambio della vittoria: smascherato da "Striscia la notizia" Foto

Cannes, tris di bionde per la Coppola

cinefilo

Cannes, tris di bionde per la Coppola Video

Esauriti ultimi 20mila biglietti per Vasco a Modena

MUSICA

Esauriti gli ultimi 20mila biglietti per Vasco a Modena

Notiziepiùlette

Ultime notizie

A Parigi, per dodici mesi tra paesaggi e ritratti

VIAGGI

Parigi val bene un weekend. Ecco i nostri consigli

di Luca Pelagatti

Lealtrenotizie

Colpiscono il gestore del supermercato con una catena: due donne arrestate per rapina

VIA COSTITUENTE

Colpiscono il gestore del supermercato con una catena: due donne arrestate per rapina

POLITICA

Il senatore Pagliari: "Dal 5 giugno arriveranno nuovi 15 vigili del fuoco a Parma"

play-off

Parma qualificato ai quarti: alle 15,30 il sorteggio della prossima avversaria dei crociati

play-off

Sondaggio: chi vorreste incontrare ai quarti? (Guarda la griglia)

CARABINIERI

Tre falsi Morandi scoperti a Bologna. Furti d'arte: Parma fra le città più colpite

TRAVERSETOLO

I ragazzini fanno i vandali. E il sindaco li «denuncia» sui social

PARMA

Scontro auto-moto in via Colorno: un ferito

Criminalità

Successo per le «ronde elettroniche»

1commento

Salsomaggiore

Lo struggente addio a Monia Lusignani

VERSO IL VOTO

Amministrative, i sondaggi nazionali sul «caso Parma». In testa Pizzarotti 

Gazzareporter

Le foto di una lettrice: "Neviano de Rossi, una strada praticamente abbandonata..."

1commento

Lutto

San Polo piange Eva Meldi, storica cuoca dell'asilo

Viabilità

Cominciati i lavori sulla provinciale Monchio-Corniglio

PGN

Cinque nuovi dischi delle band di Parma

Torna Parmagiornoenotte: eventi, appuntamenti, concerti, aperitivi, teatro e feste

LA STORIA

Radio Deejay: love story autista bus - passeggera, impazza il gossip parmigiano

3commenti

via trento

Alcol a chi era già ubriaco: negozio "punito" fino a fine ottobre

9commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

La balla dei soldi pubblici ai giornali

di Michele Brambilla

1commento

EDITORIALE

Loro criminali paranoici. Noi troppo deboli e divisi

di Paolo Ferrandi

ITALIA/MONDO

gran bretagna

Caccia ai complici di Manchester Video

LA SPEZIA

Due ragazzi trovati morti in una cava dismessa: hanno fatto un volo di 40 metri

SOCIETA'

PARMA

"Nasi Rossi" sabato in piazza Garibaldi fra gag e solidarietà Video

cinema

A Cannes il ritorno di Irina (splendida e sexy) a due mesi dal parto

SPORT

playoff ritorno

Parma - Piacenza 2 - 0: gli highlights del match Video

CALCIO

Due a zero all'Ajax: il Manchester United vince l'Europa League

MOTORI

MOTORI

Nuova Volvo XC60, ancora più qualità e sicurezza

CAMBIO

L'automatico manda in pensione il manuale? I 5 miti da sfatare