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Giannelli, matita pungente per un Paese nel caos

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Gabriele Grasselli
C'è Berlusconi nei panni di Re Visione che declama «Il mio regno per un cavillo», c'è San Pietro che chiede ad Andreotti appena arrivato in cielo se si è «portato dietro la scatola nera» (e il dietro è la gobba), ci sono Ratzinger e Bergoglio che ballano un tango sotto la scritta «La Chiesa cambia passo», c'è l'Alfetta, auto dell'anno (Alfano-Letta), guidata da Napolitano, al quale hanno rinnovato la patente nonostante l'età. Si sa, una vignetta azzeccata a volte è più efficace di un editoriale e quelle di Giannelli, tutti i giorni in prima pagina sul Corriere della Sera, sono da tempo le più temute e rispettate. Quindi per un ripasso di quanto successo, soprattutto in politica, negli ultimi dodici mesi e per potersi gustare disegni e battute uno dietro l'altra in ordine cronologico è appena uscita l'ultima raccolta, «Diversamente Italia» (Marsilio) in cui l'autore, in una premessa, si confessa preoccupato: «La cosa più grave in questo disastrato Paese è che sembra finito il ventennio berlusconiano e nella satira un ''grande'' come Silvio è impossibile che rinasca». Pare però che possa stare tranquillo: nonostante i recentissimi rovesci, Silvio non risulta intenzionato a lasciare caricaturisti e comici senza lavoro. Il campionario esibisce protagonisti più o meno nuovi come Grillo, Renzi, Grasso e la Boldrini, persino Razzi, o eterni come appunto il Cavaliere o presto tramontati come Monti (e Oscar Giannino, impallinato subito a causa della finta laurea). Ma sul palcoscenico nostrano il succedersi velocissimo di eventi, colpi di scena, ribaltamenti, dichiarazioni, smentite, gaffe, annunci, apparizioni tv disgraziate, votazioni, decadenze, resurrezioni è talmente rutilante e sorprendente che rivedendo le vignette a distanza di tempo si percepisce in alcune un senso di sopravvalutazione di alcuni episodi apparsi rilevanti e imprescindibili al momento e in seguito quasi dimenticati perché superati da decine di altri ben più clamorosi. 
Inoltre, in questa Italia «che tutti vorrebbero diversa e invece ci si deve accontentare di una Diversamente Italia» la campagna elettorale è ininterrotta praticamente da anni e la realtà sorpassa talmente tanto la fantasia - e succede ormai da molto tempo - da rendere sempre più complicato il lavoro di chi fa satira nonché quello del lettore che stenta a ricordarsi tutto e a tenere focalizzato nella memoria un dato passaggio. 
Molto spazio comunque è dedicato, nella prima parte dell'anno, a Bersani alle prese con il giaguaro che poi alla fine lo morde e lo fa scomparire dalla ribalta. Ma non c'è stato solo Berlusconi a rendere difficile la vita all'ex segretario Pd: cosa dire di Renzi? Ecco che, sotto la scritta «Il tempo passa», nella parte superiore di una clessidra Bersani si sfarina e i granelli vanno a costruire, in quella sotto, un Renzi sornionissimo e scalpitante. Il secondo mandato al Quirinale per Napolitano viene suggellato da un ritratto di Re Giorgio incorniciato dal motto «L'età c'est moi». Grillo evidentemente non ispira troppo Giannelli, a differenza del leader di Bettola che è titolare di alcune fra le battute più velenose. Pochissimi gli sconfinamenti all'estero, ma quando scoppia lo scandalo Datagate Giannelli disegna una bandiera americana che al posto delle stelle reca 50 orecchie. E Letta? In molte vignette il riferimento è allo zio Gianni, nume tutelare del Cavaliere. E in una gli appare in sogno Andreotti: «Ricordati che il potere logora chi non ce l'ha». «Questo è il problema», risponde il neoeletto premier costantemente traballante. 
● Diversamente Italia
    Marsilio, pag. 204, € 15,00
Gabriele Grasselli

C'è Berlusconi nei panni di Re Visione che declama «Il mio regno per un cavillo», c'è San Pietro che chiede ad Andreotti appena arrivato in cielo se si è «portato dietro la scatola nera» (e il dietro è la gobba), ci sono Ratzinger e Bergoglio che ballano un tango sotto la scritta «La Chiesa cambia passo», c'è l'Alfetta, auto dell'anno (Alfano-Letta), guidata da Napolitano, al quale hanno rinnovato la patente nonostante l'età. Si sa, una vignetta azzeccata a volte è più efficace di un editoriale e quelle di Giannelli, tutti i giorni in prima pagina sul Corriere della Sera, sono da tempo le più temute e rispettate. Quindi per un ripasso di quanto successo, soprattutto in politica, negli ultimi dodici mesi e per potersi gustare disegni e battute uno dietro l'altra in ordine cronologico è appena uscita l'ultima raccolta, «Diversamente Italia» (Marsilio) in cui l'autore, in una premessa, si confessa preoccupato: «La cosa più grave in questo disastrato Paese è che sembra finito il ventennio berlusconiano e nella satira un ''grande'' come Silvio è impossibile che rinasca». Pare però che possa stare tranquillo: nonostante i recentissimi rovesci, Silvio non risulta intenzionato a lasciare caricaturisti e comici senza lavoro. Il campionario esibisce protagonisti più o meno nuovi come Grillo, Renzi, Grasso e la Boldrini, persino Razzi, o eterni come appunto il Cavaliere o presto tramontati come Monti (e Oscar Giannino, impallinato subito a causa della finta laurea). Ma sul palcoscenico nostrano il succedersi velocissimo di eventi, colpi di scena, ribaltamenti, dichiarazioni, smentite, gaffe, annunci, apparizioni tv disgraziate, votazioni, decadenze, resurrezioni è talmente rutilante e sorprendente che rivedendo le vignette a distanza di tempo si percepisce in alcune un senso di sopravvalutazione di alcuni episodi apparsi rilevanti e imprescindibili al momento e in seguito quasi dimenticati perché superati da decine di altri ben più clamorosi. Inoltre, in questa Italia «che tutti vorrebbero diversa e invece ci si deve accontentare di una Diversamente Italia» la campagna elettorale è ininterrotta praticamente da anni e la realtà sorpassa talmente tanto la fantasia - e succede ormai da molto tempo - da rendere sempre più complicato il lavoro di chi fa satira nonché quello del lettore che stenta a ricordarsi tutto e a tenere focalizzato nella memoria un dato passaggio. Molto spazio comunque è dedicato, nella prima parte dell'anno, a Bersani alle prese con il giaguaro che poi alla fine lo morde e lo fa scomparire dalla ribalta. Ma non c'è stato solo Berlusconi a rendere difficile la vita all'ex segretario Pd: cosa dire di Renzi? Ecco che, sotto la scritta «Il tempo passa», nella parte superiore di una clessidra Bersani si sfarina e i granelli vanno a costruire, in quella sotto, un Renzi sornionissimo e scalpitante. Il secondo mandato al Quirinale per Napolitano viene suggellato da un ritratto di Re Giorgio incorniciato dal motto «L'età c'est moi». Grillo evidentemente non ispira troppo Giannelli, a differenza del leader di Bettola che è titolare di alcune fra le battute più velenose. Pochissimi gli sconfinamenti all'estero, ma quando scoppia lo scandalo Datagate Giannelli disegna una bandiera americana che al posto delle stelle reca 50 orecchie. E Letta? In molte vignette il riferimento è allo zio Gianni, nume tutelare del Cavaliere. E in una gli appare in sogno Andreotti: «Ricordati che il potere logora chi non ce l'ha». «Questo è il problema», risponde il neoeletto premier costantemente traballante. 

Diversamente Italia
   Marsilio, pag. 204, € 15,00

 

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