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Nobiltà dello stampare

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Stefania Provinciali

Un grande progetto che affonda le radici nella storia della tipografia con riscontri nella contemporaneità. Ancora una volta Giambattista Bodoni è al centro di un evento dai diversi risvolti, conoscitivi e visivi, con la mostra «Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone» che resterà aperta nella Sala Dante della Palatina fino al 31 agosto, accompagnata dalla presentazione, domani in occasione dell'inaugurazione, alle  16, nel Salone Maria Luigia, di due volumi ed un documentario, il tutto organizzato dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano, in collaborazione con Enrico Tallone. Interverranno Andrea De Pasquale, direttore della Palatina e del Museo Bodoniano, Luigi Balsamo e Massimo Gatta. Sarà presente Enrico Tallone. L’idea che ha animato i promotori è quella di documentare le diverse fasi del progetto editoriale, evidenziando le affinità di progettazione ed elaborazione della pagina tra Giambattista Bodoni ed i Tallone, tipografi-editori eredi del grande saluzzese. Saranno esposti per la prima volta eccezionali documenti bodoniani ritrovati, ovvero prove di stampa con annotazioni manoscritte, accostati ad altrettanto inediti studi e progetti tipografici dei Tallone del periodo parigino ed italiano, relativi a frontespizi e impaginazioni, affiancati dai relativi esiti editoriali finali delle edizioni fra cui quelle di Dante, Petrarca, Kempis, Tasso, impresse sia da Bodoni che da Tallone.Verrà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone, dedicato all’impaginazione, ai caratteri da testo e ai formati, uscito a 190 anni da quello bodoniano, a 70 dall’inizio dell’attività in proprio di Alberto Tallone a Parigi e a 40 dalla sua scomparsa (Tallone Editore, Alpignano 2008). La giornata sarà inoltre l’occasione per proporre la visione del documentario «Il mestiere del libro» (Difgivi, Torino 2007), viaggio alla scoperta dell’affascinante mestiere del tipografo raccontato da Enrico Tallone all’interno della officina di famiglia. Per l’occasione è stato inoltre realizzato il quarto volume della collana Caratteri, edita dal Museo Bodoniano. Il volume, a cura di Andrea De Pasquale ed Enrico Tallone, presenta riproduzioni delle inedite prove di stampa e di composizione di frontespizi e pagine interne sia di Bodoni che di Alberto Tallone e dei suoi successori. «Questa iniziativa intende valorizzare non solo l’opera dello straordinario tipografo che operò a Parma, ma anche la tradizione bodoniana attraverso i Tallone, suoi ideali prosecutori. L’idea è stata quella di riprendere le linee programmatiche delle origini del Museo Bodoniano, in particolare i desideri del suo fondatore, Angelo Ciavarella, direttore della Biblioteca Palatina. Egli, nel 1966, promosse la realizzazione di una grandiosa mostra di edizioni talloniane: oggi siamo qui a ripercorrere l’iniziativa, esponendo per la prima volta inedite bozze di stampa bodoniane che illustrano le modalità di lavoro del grande maestro affiancandole a progetti di frontespizi e di testi dell’officina talloniana, insieme ad edizioni bodoniane e talloniane degli stessi autori - spiega Andrea De Pasquale -. L’iniziativa si inserisce in un ampio rilancio del Museo che vede da una parte la necessità di proseguire nella catalogazione e valorizzazione del patrimonio conservato così come si è fatto in questo anno, potenziando la struttura con laboratori didattici e con ricostruzioni di ambienti del mondo della tipografia. L’idea è quella di creare in prospettiva il primo Museo nazionale del libro in Italia». Enrico Tallone è oggi l’unico stampatore italiano, forse europeo, che usa ancora i caratteri mobili originali (insieme ai classici Caslon e Garamond c'è il Tallone, il carattere di famiglia disegnato dal padre nel 1949), pazientemente composti a mano. L’avo Alberto Tallone, erede di una dinastia di artisti, a trentaquattro anni aveva lasciato per passione un’avviata libreria antiquaria a Milano, scegliendo a Parigi il «mestiere faticosissimo dello stampatore su torchio». Già negli anni '50 è considerato tra i massimi stampatori del secolo e il suo atelier di rue des Tournelles è punto d’incontro di intellettuali e artisti. Maturata la decisione di rientrare in Italia, ad Alpignano, in provincia di Torino, il 15 ottobre 1960, viene inaugurata la nuova officina tipografica, alla presenza di Luigi Einaudi. Dopo la scomparsa di Alberto Tallone, nel 1968, la moglie Bianca decide di continuare l’attività, insieme ai figli Aldo, abile tipografo prematuramente scomparso, ed Enrico. E' quest’ultimo a sottolineare cosa significa continuare una scuola nel mondo contemporaneo: «Il primato della tipografia sta esclusività del segno originale, significa interpretare un testo, renderlo unico; il testo diventa allora qualitativamente imbattibile. Il valore di Bodoni e Tallone sta nella loro chiarezza e luminosità, nell’aver dato forma al pensiero» Un’alchimia straordinaria, questa, capace di mettere il lettore a contatto con l’autore, o meglio, col suo pensiero scritto.

 

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