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I luoghi del Medioevo

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Fra tutti i periodi storici il Medioevo è quello che più ha sollecitato e solleticato l’immaginario collettivo per le leggende in cui si intrecciano realtà e fantasia, per i pochi ma suggestivi edifici rimasti, spesso largamente modificati con soggettive reinterpretazioni. Si calcola che nel Parmense fossero tremila i luoghi fortificati, di cui mille rimasti fino all’Ottocento. Anche il paesaggio è notevolmente cambiato per l'esplosione edilizia del secolo scorso, spesso disordinata e caotica, per le nuove strade destinate a velocizzare il traffico, per il mutare delle coltivazioni, delle zone boschive. Ma è soprattutto cambiata la dimensione del tempo e dello spazio che ha subito una violenta accelerazione con gravi ripercussioni esistenziali.
Un gruppo di studiosi, guidato da Mario Calidoni, si è proposto di ricercare quanto è rimasto nella nostra provincia di quei «luoghi» che contrassegnano le radici della nostra cultura, della nostra specificità parmigiana: un progetto che, grazie all’intelligente sostegno dato dalla editrice Mup, ha potuto concretizzarsi in pubblicazioni, brillantemente illustrate,  sulle Pievi romaniche e sui Monasteri nel loro radicamento territoriale che hanno riscosso un notevole successo.
A queste si aggiunge ora il volume dedicato ai «Castelli e Borghi» con approfonditi testi di Mario Calidoni, Maria Cristina Basteri, Gianluca Bottazzi, Caterina Rapetti, Sauro Rossi, con le suggestive foto di Marco Fallini e gli appropriati e puntuali disegni di Loreno Confortini.
Sono una settantina gli insediamenti presi in esame ai quali si aggiunge un capitolo su Parma e le due piazze significative del potere civile e del potere religioso. Alla base della ricerca c'è un accurato studio delle fonti documentarie e cartografiche che conferisce ad ogni scritto una rigorosa scientificità che ha il pregio di essere esposta in termini divulgativi così da renderne la lettura piacevole e interessante.
Castelli e borghi segnano il «paesaggio storico» medievale caratterizzato da una rete complessa di fortificazioni e diversi di questi luoghi conservano ancora importanti presenze emblematiche. «Ogni collettività - scrive Mario Calidoni - possiede i suoi luoghi che la storia ha reso fondatori di realtà, luoghi da sentire in una rete che rende appartenenti. Con questo atteggiamento i luoghi del Medioevo di Parma si possono presentare, se conosciuti e percorsi, come possibili alternative alla perdita di spazialità e prospettiva storica dell’uomo di oggi». E questo volume, che così brillantemente stampato dall'Artegrafica Silva ci propone i luoghi ricchi di storia, è anche un invito ad andarli visitare, a scoprirli o riscoprirli. Infatti insieme ai castelli più famosi vi è tutta una serie di località meno note ma non prive di suggestioni.
Pensiamo, ad esempio, alla torre del castello di Pietramogolana che spunta alla sommità di un cucuzzolo verde e roccioso lungo la Parma - Mare, sollecitando la fantasia di migliaia di automobilisti; ai ruderi aspri della torre del castello di Bosco, riscoperti dalla nuova strada di collegamento con l’alta val Parma; allo stupendo paesino di Corchia, patria del pittore Martino Jasoni, ristrutturato con intelligente sensibilità; alle strutture medievali, integrate in altri edifici, del castello di Costamezzana.
 L’elenco è lungo e vario. Molti castelli sono pubblici o aperti al pubblico in determinati orari, ma ve ne sono pure dei privati non visitabili come Castelguelfo e Guardasone, qui «accessibili» fotograficamente. Oltre agli edifici, del Medioevo si sono conservati alcuni ponti, quello splendido di Lugagnano (da tutelare gelosamente) o quello difficilmente raggiungibile e semidiroccato di Sesta, mentre altri sono stati assai modificati.
Descrizioni e immagini si integrano accompagnandoci in un percorso di grande fascino poiché ci fa rivivere la storia nella ricchezza piena di un passato recuperato nella sua più autentica identità attraverso i restauri, che hanno ridato dignità e bellezza alle architetture e alle decorazioni pittoriche, e attraverso gli studi che hanno illuminato i protagonisti, positivi e negativi, di tanti eventi che hanno segnato la politica, l’economia, la cultura, e soprattutto la vita quotidiana della popolazione parmense.
Indubbiamente il richiamo più allettante è costituito dai castelli più prestigiosi, legati ai nomi delle grandi famiglie nobiliari dei Rossi, Meli Lupi, Pallavicino, Torelli, che nel tramonto del Medioevo hanno trasformato i loro manieri in favolose residenze. Ma anche la città - Parma coi suoi straordinari monumenti - e i borghi hanno conservato delle pregevoli testimonianze che ci fanno comprendere le nostre radici, basate sulla solidità dei valori umani e religiosi, e che dovrebbero aiutarci nelle scelte che la società è chiamata a compiere nei diversi settori.
PIER PAOLO MENDOGNI
 

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