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Cultura

Quei libri compagni di una vita

Il professore Guido Erluison ha lasciato alla Deputazione di storia patria il ricco patrimonio librario. Ora gli oltre duemila volumi sono stati catalogati e resi accessibili al pubblico

Quei libri compagni di una vita

Libri donati alla Deputazione Parmense

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La Deputazione di Storia Patria parmense sotto la presidenza di Marco Pellegri (1993-2012), oggi presidente emerito, ha acquisito diverse raccolte bibliografiche, tra le quali va ricordata la biblioteca del prof. Guido Erluison, i volumi della quale sono stati recentemente catalogati nel Servizio bibliotecario nazionale e gli estremi bibliografici resi disponibili sull’Opac locale. A conclusione di questo lavoro riteniamo utile agli studiosi presentare la raccolta nel suo valore bibliografico e storiografico, nonché accennare alla personalità del suo raccoglitore.
Della vita di Guido Erluison e dei suoi libri c’è molto da dire. Riporteremo qui solamente le tappe fondamentali della vita, mentre per una più esaustiva analisi dell’operato di Erluison rimandiamo il lettore a quanto scritto da Vincenzo Banzola e dal prof. Luigi Benassi, ginecologo, in un contributo pubblicato dall’Archivio storico delle province parmensi, v. LXIV (2012). Nato a Parma nel 1914 da famiglia francese ivi giunta a seguito di Filippo di Borbone, nell’ex capitale ducale frequentò le scuole elementari, medie e superiori e si laureò nel 1941 con pieni voti assoluti e lode. Specializzatosi a Modena, diviene professore di clinica ostetrica e ginecologica nello stesso ateneo e, a seguito di concorso, è nominato primario ostetrico-ginecologo presso l’ospedale di Gallarate. Giunto alla pensione, decise di stabilirsi a Parma, vivendo con assiduità la vita del Club Rotary Parma. Dopo la sua scomparsa, nel marzo 2003, il ricco patrimonio librario raccolto durante la vita viene donato, per volere del prof. Erluison stesso, alla Deputazione di storia patria parmense.
Ad una prima e generica osservazione la biblioteca Erluison, oltre duemila volumi, rappresenta la vita culturale e gli interessi di un uomo del suo tempo, attento osservatore del mondo che lo circonda e orientato, per gusto personale, verso la cultura mitteleuropea. Tuttavia, scorrendo l’indice tra i dorsi delle copertine e tentando un approccio meno immediato e più profondo, traspare, in primis, un’attenzione particolare verso la storia europea tra le due guerre mondiali. Non siamo di fronte ad un accorto bibliomane, un collezionista, non vi è interesse per il pezzo in quanto tale, si notano testi estrapolati da collane di argomento storiografico e le stesse collane, quando presenti in più esemplari, non sono mai complete. Il testo è quindi scelto per il suo contenuto, per il suo ripercorrere un periodo storico che fu anche quello della gioventù del prof. Erluison. Sono volumi che affrontano la storia da una prospettiva di destra, lontana dalla storiografia ufficiale del secondo Novecento. Un filone, quello politico di destra, che partendo dal ventennio fascista e nutrendosi di storiografia tedesca e francese, si allunga nei decenni successivi al secondo conflitto e giunge a ridosso dei nostri anni, con l’adesione alla Lega Nord delle origini.
Un rapporto emotivo, legato alla memoria della gioventù, sembra alla base della scelta dei libri. Quest’idea si rafforza estraendo qualche volume dagli scaffali, scorrendone le pagine e leggendo le annotazioni, spesso a dir poco veementi, vergate a mano a bordo del testo. E poi i ritagli di giornale, le recensioni, fogli di carta con appunti dattiloscritti infilati tra le pagine. Gli stessi romanzi, non in grande numero a dire il vero, riportano, anche quando pubblicazioni recenti, ad anni lontani, forse volontariamente idealizzati. Il passato è il grande protagonista della biblioteca Erluison, un passato che troviamo ovunque, dagli annuari scolastici, gelosamente custoditi, ai classici latini del liceo fino ai testi universitari su cui è avvenuta la formazione di medico.
Che la cultura tedesca fosse al centro degli interessi del prof. Erluison è fuor di dubbio. Una passione, quella verso il mondo germanico, che non si limita alla storiografia, ma si nutre anche della filosofia, specialmente quella politica e della linguistica. Germania, quindi, ma anche Francia e non potrebbe essere diversamente, essendo la famiglia Erluison di origine transalpina. Anche questa è memoria, anche l’attento lavoro di ricerca delle origini famigliari fa parte di quel percorso a ritroso, dalla pianta alle radici, tanto caro all’Erluison.
Difficile però quantificare gli interessi di chi ha raccolto questi volumi. Scorrendo gli scaffali della biblioteca notiamo, ad esempio, libri sulla fotografia, passione che attraversò interi decenni della vita del professore. E poi la bicicletta, presente anch’essa nella biblioteca sotto forma di manuali e almanacchi di ciclismo. Da non dimenticare è il materiale riguardante il turismo, raccolto durante i viaggi e conservato accuratamente, come, appunto, si fa con i ricordi.
Una raccolta, quindi, che se da una parte si distingue per una precisa caratterizzazione culturale e politica, dall’altra, sebbene in misura minore, non disdegna il generale, dal romanzo di appendice alla guida turistica, dal catalogo di mostra al dizionario linguistico. Il filo conduttore che percorre gli scaffali della biblioteca è la memoria: che si parli di storia o di filosofia, letteratura o fotografia, emergono reminiscenze del passato, commenti e ritagli di giornali fungono da tramite fra l’esperienza personale e la grande storia. Ora questo patrimonio personale è disponibile al pubblico presso la Deputazione di storia patria. Una raccolta di grande interesse per gli studiosi, certo, ma anche per chi è solamente curioso di capire come una biblioteca possa rappresentare l’indole e il temperamento di chi l’ha composta.

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