20°

Arte-Cultura

Addio a Pina Bausch

Addio a Pina Bausch
0

di Valentina Bonelli

Discreta e prepotente insieme com’era arrivata nel mondo del teatro, così Pina Bausch se ne va oggi, lasciando a una notizia di agenzia la rivelazione della sua morte: inaspettata e fragorosa, a 68 anni, causata da un cancro. Il mondo del teatro e della danza non è stato più lo stesso dopo la sua comparsa, oltre quarant’anni fa, sulle scene internazionali: a lei continuano a guardare attori, coreografi, registi, danzatori: tutti a cercare di carpire il segreto di un Tanztheater universale e miniato di storie quotidiane, senza tempo e perfettamente calato nel presente. Eppure lei non sembrava avere segreti: il suo modo fermo di sottrarsi alla stampa e di negare interviste, fotografie, filmati,  non appariva un vezzo da diva o una mania di grandezza, quanto un modo di rivendicare la sua normalità di donna e la sua indipendenza di artista. Il volto scavato e mobilissimo, Pina guardava il mondo e gli interlocutori con sardonico stupore, meravigliata di essere oggetto di tanta venerazione mentre si accendeva lentamente l’ennesima sigaretta. Forse perché aveva costruito passo dopo passo un successo che le esploso intorno senza apparentemente sorprenderla né cambiarla. Nella Germania ferita dalla guerra, la bellissima Philippine era cresciuta artisticamente riannodando i fili ancora vivi di quell’espressionismo tedesco che il nazismo aveva tentato di recidere. Ma non aveva voluto rinchiudersi in un paese tanto culturalmente connotato e dopo la Folkwang Hochschule di Essen diretta da Kurt Jooss aveva frequentato a New York anche la polivalente e universale Juillard School of Music, per ritornare nel cuore della Germania industriale e fondare, nel 1973, il suo Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. E’ ormai leggenda come i teatri si svuotassero ai suoi primi spettacoli, esteticamente e drammaturgicamente disturbanti o incomprensibili, fino al quel turning point che fu «Café Muller»: un interno scandito da sedie, languide canzonette belliche e il suo corpo emaciato da vestale della danza biancheggiare all’improvviso come una dolorosa visione. Walter Le Moli, che fu il primo a portare Pina Bausch in Italia, nel 1981, al Teatro Due di Parma, proprio con «Café Müller», sconvolto dall’improvvisa notizia della morte della coreografa, non vuole cadere in facili commemorazioni: «E’ molto difficile fare dichiarazioni adesso: la grandezza dell’artista è nota, ma per me era anche un’amica. La incontrai per la prima volta a Nancy, poi andai a vedere come lavorava a Wuppertal e volli portare il suo spettacolo a Parma. Per il suo debutto italiano lei avrebbe potuto scegliere la Scala o qualsiasi altro grande palcoscenico, ma preferì un teatro come il nostro: anche questa scelta ne racconta la personalità. Quelle sei sere, di tutto esaurito, furono uno spartiacque per tutti noi, segnarono un prima e un dopo». «La Sagra della primavera», «Nelken», «Bandoneon», «Palermo Palermo», «Danzon»: i suoi «Stück» (pezzi), prodotti a cadenza quasi annuale, entravano intanto contesi nei grandi teatri d’opera del mondo. Negli anni il suo metodo creativo era rimasto lo stesso: la costruzione dello spettacolo avveniva attraverso la partecipazione diretta dei suoi danzatori- attori, dei quali Pina esplorava le vite, i ricordi e i comportamenti con la curiosità di un’entomologa. Le interviste che quotidianamente raccoglieva con faticoso metodo maieutico confluivano rielaborate e trasfigurate nell’opera compiuta, animata da una gestualità coreografica e teatrale quotidiana, frammentaria, minuta, ossessiva fino alla nevrosi. Coloratasi sottilmente, a partire dalle creazioni degli anni Ottanta, di un nuovo piacere di danzare, di scoprire gioiosamente la propria corporeità, così come i temi di un tempo - la solitudine, l’incomunicabilità, la disperazione - avevano lasciato  il posto alla fascinazione della coreografa per i luoghi e le culture del mondo. Nell’ultimo decennio Pina Bausch preparava le sue creazioni lontano dal grigiore di Wuppertal: a Palermo, Roma, Madrid, Los Angeles, Lisbona, Buenos Aires, Hong Kong, Mumbai, dove si trasferiva con tutti i suoi danzatori - i vecchi che ora la piangono e i giovani che la rimpiangono - per fervide residenze creative, da cui nascevano spettacoli colorati come cartoline. Intanto non si contavano i premi, le lauree honoris causa, i titoli onorifici, che lei sembrava accettare con distaccata rassegnazione.
I camei di consacrazione cinematografica di Federico Fellini ne «La nave va» e di Pedro Almodóvar in «Parla con lei», per l’empatia tra artisti che li animava, la entusiasmavano evidentemente ben di più dei riconoscimenti accademici. Nella mole di Stück, che Pina Bausch lascia c’è forse un pezzo più degli altri che appare oggi il suo testamento spirituale, per quello sguardo profondo e lieve, amaro e affettuoso insieme con cui aveva saputo guardare alla fine della vita: «Kontakthof. Ein Stück mit Damen und Herren ab ‘65». Era il remake di un suo storico pezzo in versione crepuscolare, con interpreti anziani: per i corpi vissuti, i volti segnati, i decessi tra i danzatori il realismo era a tratti straziante, ma quando tutto è ormai perduto – sembrava dirci Pina - il desiderio egoisticamente infantile di felicità e di amore si risveglia magicamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

gazzarock

musica

Premio Gazzarock, la sfida comincia: vota il tuo artista preferito

David, Bruni Tedeschi: molta gratitudine per questo film

DAVID

La pazza gioia, Bruni Tedeschi: molta gratitudine per questo film Video

Belen in vestaglia in Qatar

Moto Gp

Belen in vestaglia in Qatar Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Il pane: domani uno speciale di otto pagine

DOMANI

Il pane: uno speciale di otto pagine

Lealtrenotizie

Consiglio:

Consiglio comunale

Spaccatura Pd, Torreggiani contro Dall'Olio: "Non lo riconosco più come capogruppo"

Non condivide la mail contro Costi. Dall'Olio replica: "Intervento inappropriato" - Segui la diretta della seduta

carabinieri

Maxi-sequestro di armi da guerra nel Parmense: volevano rubare anche la salma di Enzo Ferrari

I nomi dei sette parmigiani della banda

Londra

Gemellini borgotaresi salvano la vita alla mamma

1commento

Personaggi

Francesco Canali: "Il mio messaggio di speranza ai malati di Sla"

Il “maratoneta in carrozzina”, ha scritto un articolo per la Gazzetta, per la “sua” Gazzetta

5commenti

sos animali

Bocconi avvelenati: nuovo allarme in via Capelluti

politica

Elezioni 2017, tre gruppi si contendono il simbolo M5s

1commento

piazzale dalla chiesa

Al bar con la droga pronta per lo spaccio: fermato il pusher richiedente asilo

11commenti

Crisi

Copador, si apre la strada del risanamento

2commenti

saranno famosi

Langhirano: Ettore, 7 anni e la sua super batteria Video

corte dei conti

Interviste a pagamento, assolto Villani. Condannati 6 ex consiglieri regionali

2commenti

Incidente

Ubriaco travolge tre ciclisti

2commenti

Femminicidio

La madre di Alessia: «Oggi compirebbe 40 anni»

sondaggio

Le cose buone e belle di Parma? Boom di voti online

Il personaggio

Bassi: «Il Parma a Gubbio finalmente ha fatto il Parma»

Lavoro

Gli agricoltori contro l'abolizione dei voucher

paura

Rogo in un garage a Salso, distrutte 4 auto: matrice dolosa? Video

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Chi ha interesse a volere la realtà percepita

5commenti

LA BACHECA

Venti offerte per chi cerca lavoro

ITALIA/MONDO

processo

I clienti di Corona: "Pagavamo tanto per avere pubblicità"

pavia

Omicidio di Garlasco, archiviata l'inchiesta bis su Sempio

SOCIETA'

Inghilterra

L'auto che non entra nel cancello fa sorridere Video

manchester

"Ingombri la strada", il ciclista s'infuria e reagisce Video

SPORT

SPORT

Duathlon Kids: festa al Campus con 500 bambini e ragazzi Foto

MOTOGP

Moto: mondiale si apre all'insegna di Viñales, suo gp Qatar

MOTORI

innovazione

La Fiat 500? Adesso si può noleggiare su Amazon

Motori

Il lusso? Oggi veste il made in Italy di Alcantara