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Arte-Cultura

Premio Strega: stasera il vincitore

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Stasera, attorno a mezzanotte, sarà proclamato il vincitore del 63/mo Premio Strega, al termine dello spoglio dei circa 400 voti dei giurati 'Amici della domenica' a Villa Giulia. I cinque libri che si contendono la vittoria sono:

- 'L'ISTINTO DEL LUPO' di Massimo Lugli (Newton Compton): Un ritratto della Roma ai margini negli anni Settanta, attraverso la storia di Lapo, ragazzo di buona famiglia, che si tramuterà in Lupo nel corso della sua mutazione, frequentando le borgate della città, gli sbandati della periferia, i campi nomadi. Una voglia di libertà che è ribellione al suo mondo e alla sua famiglia, un’educazione a un mondo violento in cui è necessario sapersi difendere, come apprende da Tamoa, che in quelle realtà gli fa da guida. Lugli, con piglio da cronista di razza quale è (lavora a la Repubblica), ricostruisce atmosfere e un mondo andando agli anni della formazione del suo personaggio, di cui aveva raccontato la maturità in La legge di Lupo solitario.

- 'STABAT MATER' di Tiziano Scarpa (Einaudi): lunga lettera alla madre di una sedicenne, Cecilia, abbandonata nell’Ospedale della Pietà di Venezia da bambina, dove ha imparato a suonare il violino senza passione, in chiesa, dietro una grata che protegge le giovani dagli sguardi dei fedeli, finchè arriva un insegnante prete dai capelli rossi, Antonio Vivaldi. Cecilia scioglie il proprio profondo dolore nella scrittura che pratica di nascosto, la notte, cercando di capire cosa sia una madre, che non ha mai avuto. Una lettera senza un vero destinatario, un monologare, più che un dialogo, che resta sempre sospeso. «Sono rimasto sopraffatto dalla capacità di Scarpa di sentire una solitudine così lontana e di avercela restituita con tanta forza e pietà», ha scritto Niccolò Ammaniti di questo libro.

- 'IL BAMBINO CHE SOGNAVA LA FINE DEL MONDO' di Antonio Scurati (Bompiani): Prima un adulto accusa un prelato di averlo molestato quando da bambino frequentava il seminario, poi alcune mamme denunciano due maestre venute da fuori per abusi nei confronti dei loro bambini. Un pò caso Don Gelmini e un pò scandalo di Rignano: quel che racconta Scurati in questo libro è tutto vero e assieme inventato. L’importante è, che più che la realtà, a coinvolgerci sia la sua rappresentazione, i suoi fantasmi. Così il professore universitario protagonista della narrazione finirà coinvolto innocente, acquiescente per speranze catartiche, in un’accusa infamante. Parallelamente a queste vicende, dai toni apparentemente paradossali, Scurati racconta in capitoli alternati in corsivo il percorso intimo del bambino che sognava la fine del mondo, dell’io narrante la cui infanzia nasconde un segreto opprimente, il sospetto di una violenza subita, comunque di un radicale rifiuto genitoriale.

- 'L'ULTIMA ESTATE' di Cesarina Vighy (Fazi): «Un’opera prima in perfetto equilibrio tra romanzo, diario e autobiografia, ridisegnata da un sorprendente ingegno narrativo – scrive di quest’opera prima Dacia Maraini – L'ironia e la vitalità riservate al mondo esterno sono le armi che Vighy rivolge verso se stessa». Ma il tutto scritto partendo dal proprio letto dove l'autrice, settantenne, è immobilizzata dalla Sla e può solo guardarsi intorno nella sua camera o volgesi indietro e raccontare la sua vita senza alcun pietismo.

- 'ALMENO IL CAPPELLO' di Andrea Vitali: ultimo capitolo della saga provinciale di Bellano, cittadina vista lago che Vitali racconta facendo, di piccole storie, condite di pettegolezzi, invidie, arroganze, amori, furbizie, gelosie, cattiverie, una metafora molto umana di una certa Italia. Qui il pretesto è la banda comunale e un problematico e grottesco passaggio di mano tra Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore, e Onorato Geminazzi, dopo che il secondo matrimonio di Evelindo Nasazzi ha messo in crisi il complesso. La novella sposa Noemi infatti impedisce al marito di suonare nella fanfara, perchè ogni volta torna tardi la notte e in genere anche ubriaco. Risvolti saporosi e colpi di scena condiscono questo coinvolgente romanzo, in finale anche al Campiello.

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