Arte-Cultura

Piovra, tentacoli globali

Piovra, tentacoli globali
0

di Christian Stocchi

Chiamatela cosa nostra. Oppure camorra. O, se vi pare, 'ndrangheta. Non importa. Non importano più queste distinzioni, che pure hanno un senso e una storia. Oggi la Mafia Spa è diventata un unico grande mostro dalle cento teste e dai mille artigli: divora i frutti un tempo incontaminati dell’economia, devasta senza pudore le praterie della democrazia. Se pensate alla mafia di un tempo, con quel fascino un po' romantico e sinistro, siete fuori strada. Perché oggi la mafia è una grande azienda, con un esercito di dirigenti, dipendenti e consulenti. Un’azienda che ha imparato a coniugare tradizione e modernità, legata al suo territorio e proiettata verso la globalizzazione. Pensate a Bernardo Provenzano, che «è stato trovato in una stalla mentre mangiava ricotta di capra, ma in quel periodo gestiva una delle più grandi ricchezze del pianeta». La mafia non parla più (solo) il dialetto delle sue terre. Riesce a introdursi nei salotti della finanza internazionale. Spesso non ha nemmeno bisogno di uccidere. Le basta comprare. E ormai può comprarsi davvero tutto: sa come corrompere poliziotti e funzionari pubblici, acquista televisioni e giornali, si introduce in banche, asl e comuni, assolda politici.E' allarmante l’analisi che l’ex parlamentare dell’Ulivo Elio Veltri e il magistrato Antonio Laudati propongono in un libro, «Mafia pulita» (Longanesi, 14,60 euro), documentato e coraggioso, che parte da alcuni personaggi-chiave per raccontare i meccanismi perversi e sottovalutati della criminalità organizzata.  L’Africano di Terrasini, classe 1947, sarebbe in realtà Vito Roberto Palazzolo. Sarebbe, perché si è «trasformato» in Robert Von Palace Kolbatschenko e oggi vive in Sudafrica. Finanziere nei primi anni Ottanta, legato a Riina e Provenzano, è stato condannato a nove anni per associazione mafiosa. Palazzolo, considerato «uno dei soggetti in libertà più pericolosi della comunità internazionale» (il ministro Castelli ne chiese l’estradizione nel 2001, la questione è ancora aperta), costituì per almeno vent'anni, secondo gli autori, una sorta di «cerniera tra il mondo imprenditoriale internazionale e Cosa Nostra nel settore del riciclaggio e del reinvestimento del denaro sporco». Il Nostro parla un inglese perfetto, ma, quando serve, usa il dialetto stretto delle sue terre; sapendo navigare assai bene nel mare magnum dell’economia, ha diversificato gli investimenti: dalle acque minerali ai diamanti, dall’alta finanza al traffico d’armi. In una parola: un professionista, un personaggio-simbolo della Mafia Spa. Ma Veltri e Laudati ci portano alla scoperta di altre figure significative, come «la pasionaria» Maria Licciardi «'a piccirella», cervello economico del suo clan, o Salvatore Morabito, il «facchino» che ogni giorno arrivava all’Ortomercato di Milano con una Ferrari 360...  Punto primo: «il patrimonio e i capitali accumulati fanno della Mafia Spa la prima azienda italiana per fatturato utile netto e una delle più grandi per addetti e servizi». Punto secondo: il villaggio globale non spaventa le organizzazioni criminali, perché hanno capito che, in un mondo in cui l’unico valore condiviso è il denaro, possono corrompere chiunque. Conclusione? Nemmeno la crisi internazionale è un problema, anzi: la mafia dispone di grandi liquidità. E approfitta delle difficoltà degli altri. La droga resta il cuore dei suoi affari. Poi ci sono la prostituzione, l’usura, le estorsioni, il gioco d’azzardo, gli appalti, il contrabbando. E non mancano nuove ghiotte occasioni, dall’immigrazione clandestina al traffico dei rifiuti. I clan italiani si specializzano, tengono contatti con l’estero, lasciando peraltro il lavoro più rischioso a mafie straniere (ad esempio, la prostituzione agli albanesi). L’organizzazione è articolata e consistente. «Siamo di fronte - spiegano gli autori - a un’industria criminale nella quale [...] lavorano addirittura il 27% degli abitanti della Calabria, il 12% dei campani, il 10% dei siciliani e il 2% dei pugliesi» (dati Direzione investigativa antimafia). La «Mafia pulita» sa investire con grande abilità nell’economia legale, inquinando così le aziende sane, anche nel Nord Italia. Soprattutto cerca di imporre nuovi modelli di organizzazione sociale: «La globalizzazione del crimine  più che una rivoluzione è un golpe strisciante».  Il male forse non è incurabile. La ricetta, anzi, sembra semplice. Attenzione: sembra. Innanzitutto occorre colpire le organizzazioni criminali nel cuore dei loro interessi, confiscandone i beni. Quindi, le parole d’ordine devono essere prevenzione e repressione. Per sconfiggere la mafia, dobbiamo toglierle qualsiasi forma di connivenza, anche indiretta. Perché se sai che «a Milano 120-130.000 persone fanno uso di cocaina» o se leggi che «sono oltre 50.000 le donne ridotte in schiavitù nel nostro Paese», non puoi non pensare a chi alimenta questi mercati. E allora servono buone leggi, certo. Servono istituzioni forti, non c'è dubbio. Ma serve soprattutto la «chiamata alle armi»  di ognuno di noi. Perché, come spiegava Indro Montanelli, ricordato dagli autori, «anche quando avremo messo a punto tutte le regole, ne rimarrà sempre una: quella che fa obbligo a ogni cittadino di regolarsi secondo coscienza».
Mafia pulita
Longanesi, pag. 251, 14,60

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Aniston rifila un "due di picche" a Pitt

invito a cena

Aniston rifila un "due di picche" a Pitt

Marito e moglie si incontrano per caso in villa di scambisti: scoppia rissa

ARICCIA

Marito e moglie si incontrano per caso in villa di scambisti: scoppia rissa

Bertolucci, Maria sapeva tutto tranne uso del burro

giallo "Ultimo tango"

Bertolucci: "Maria sapeva tutto tranne del burro"

Notiziepiùlette

Ultime notizie

autovelox

CONTROLLI

Autovelox e autodetector: la mappa della settimana

Lealtrenotizie

Rianimato dall'amico dopo essere stato investito

Dramma

Rianimato dall'amico dopo essere stato investito

PARTITI

La resa dei conti nel Pd e le elezioni

Psicologia

Bebè, il buon sonno incomincia dal lettone

ACCADEMIA

Maria Luigia e la fucina delle arti

Io parlo parmigiano

Un calendario tutto da ridere

Lutto

Borgotaro piange il maresciallo Bernardi

Cassazione

Omicidio Guarino, le motivazioni dell'ergastolo

collecchio-noceto

Truffa-furto del finto soccorso stradale: nuove segnalazioni

il fatto del giorno

Referendum e dimissioni: "Non è la fine politica di Renzi"

parma calcio

Vagnati Ds: lo "accoglie" D'Aversa: "Felice di averlo al mio fianco"

AL REGIO

Virginia Raffaele «ladra di facce»

traversetolo

Ucciso da forma di Parmigiano: condannato il produttore della "spazzolatrice"

Galà e premiazioni

Cus: parata di campioni e di sorrisi Fotogallery

BASSA

Lutto a Sorbolo per la morte di Ilaria, uccisa da una malattia a 30 anni

Analogie

Il Parma sulle orme del "miracolo" Fiorentina 2002?

Cambio d'allenatore, innesti di mercato: da metà classifica alla B. Era il 2002. E c'era Evacuo

Incidente

Scontro auto-camion in tangenziale a Collecchio: ferita un'anziana

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Ci sarebbe, magari, un "grazie" da dire

di Michele Brambilla

8commenti

IL DIRETTORE RISPONDE

La verità può nascondersi ma c'è

ITALIA/MONDO

Governo

Mattarella chiede a Renzi di congelare le dimissioni: "Bilancio da approvare"

cagliari

Uccise i genitori adottivi, 28enne si impicca in carcere

SOCIETA'

televisione

Belen e Cuccarini, il sexy tango infiamma la tv

musica

La canzone di Natale di Radio Dj. Torna Elio e...c'è Valentino Video

SPORT

16a giornata

Parma - Bassano 1-1 Gli highlights

secondo allenamento

D'Aversa, subito alle prese con le assenze in difesa Video

MOTORI

GRUGLIASCO

Prodotta la Maserati numero centomila

NOVITA'

Q2, l'Audi che farà strage di cuori (femminili)