arte e musica

Burri in salsa wagneriana

L'artista realizzò la «nave», in plastica trasparente e il «castello» in cellotex

Burri in salsa wagneriana

«Tristano e Isotta» di Richard Wagner: bozzetto, Fondazione Burri, 1975

0

Fuoco nero», la mostra promossa dallo CSAC, allestita nel Salone delle Scuderie della Pilotta, - primo tributo alle celebrazioni del centenario della nascita del grande artista - quale originale riflessione sul grande «Cellotex» nero che Burri ha donato nel 1975 alla nostra fondazione, ha sollecitato la mia memoria rievocando come un anno dopo Burri avesse intrapreso la sua unica avventura verso il teatro d’opera, realizzando scene e costumi per «Tristano e Isotta» al Regio di Torino, allestimento poi ripreso nel 1981 dalla Fenice di Venezia e dal Teatro dell’Opera di Roma. Non era il primo confronto con il palcoscenico, avendo collaborato nel 1963 alla Scala alla realizzazione del balletto «Spirituals» su musiche di Morton Gould, nel 1969 alla messa in scena a San Miniato di «L’avventura di un povero cristiano» di Ignazio Silone e ancora nel 1972, all’Opera di Roma, a quella di «November steps» su musiche di Toru Takemitsu, coreografia di Minsa Craig, moglie di Burri. Ultimo approdo, dunque, quello con «Tristano», la sola opera, diceva, che lo aveva stimolato, nel modo più diretto, lui che con la consueta asciuttezza confessava «il teatro mi piace poco. Il teatro moderno, poi, non mi piace affatto: è tutto una forzatura, sfiora il ridicolo»; riguardo a quello d’opera precisava «mi piace più la musica che l’opera in sé, la recitazione», dichiarazione che lascia capire le ragioni per cui era stato conquistato da «Tristano», dove la musica «occupa fino all’orlo l’azione e lo spazio teatrale» (Brandi). Viene da pensare a come Wagner avesse definito la messa in scena, «visibile controfigura della musica», caricando la nozione di visibilità di sensi ben più complessi e forse contraddittori rispetto a quanto lo stesso compositore aveva fissato con scrupoloso dettaglio nelle didascalie relative alla rappresentazione delle sue opere. Inevitabile la curiosità quando si seppe di questo coinvolgimenti di Burri. Massimo Mila si chiedeva se «il famoso pittore dei sacchi e delle materie plastiche sarebbe venuto a patti con le necessità narrative dell’opera lirica, oppure sarebbe rimasto fedele al suo stile». Interrogativo risolto dal critico, in sede di recensione, in maniera netta: «Non ha rinnegato niente». Infatti l’unicità di quella realizzazione risultò dal modo con cui Burri si immedesimò nella rappresentazione, senza minimamente scostarsi dalla perentorietà del proprio linguaggio, proponendo per i tre atti tre atteggiamenti esemplari del suo percorso tecnico-stilistico. In una delle rare interviste Burri ha rievocato quella operazione con quel senso pragmatico che gli era proprio, un pittore Burri che non faceva «filosofia» ma parlava essenzialmente di lavoro, con un pragmatismo che poteva risultare persin sconcertante a ridosso della più fantasiosa fioritura critica che l’intervistatore riproponeva all’artista, a cercarne una convalida, quasi sempre crudamente smentita: «Robe da matti…non c’entra niente» oppure «Questa è una grossolana stupidaggine», commenti di questo tono anche di fronte a testimonianze di critici come Brandi che a Burri hanno dedicato un impegno intensissimo: «Ahi, Ahi, Brandi. Poverino anche lui. Non c’è niente da fare, questa è la dimostrazione che non capivano la realtà delle cose, che parlavano ancora per simboli». E su questo piano si muove il ricordo del «Tristano» torinese, partendo dall’osservazione più pratica: «Ricordo che per i tre atti la spesa di realizzazione complessiva non superò i dieci milioni. Una scena era ‘La nave’, in plastica trasparente; l’altra ‘La vaporesca’, in plastica nera e infine, l’ultima era ‘Il castello’ in cellotex». Scelte coerenti con le linee tracciate da Burri lungo un percorso creativo in cui si sono succeduti i vari materiali, dai catrami ai sacchi, dai ferri ai cretti, alle plastiche fino ai cellotex, passaggi che non hanno segnato fratture all’unità di visione perseguita dal pittore, con quella sicurezza che lo portava ad affermare: «Io vedo la bellezza e basta». Il mistero Burri sta proprio nel modo con cui la sua materia trova una reincarnazione nello straordinario equilibrio formale che regola l’impaginazione di ogni sua creazione e proprio da tale dialettica tra ordine e disordine - «occorre organizzare il delirio» ( Boulez) – esce quell’inconfondibile magia che si è rinnovata anche con la messa in scena di «Tristano». Quel sipario in plastica nera, intercalato poi tra ogni scena, che nella mobilità dei riflessi e nel travaglio delle lacerazioni sembrava evocare il motivo dominante, quello della notte che avvolge i due amanti da essi invocata come sublimazione dell’amore, di quell’amore fatalmente correlato alla morte. E’ sempre la plastica nera, coi suoi sinistri lucori, i crateri devastanti che faceva da sfondo al grande, infinito duetto del secondo atto, impressionante «controfigura della musica». Per i due atti estremi , più narrativi, Burri aveva trovato una soluzione altrettanto stringente: nel primo le allusioni alla tolda della nave come a quelle della vela apparivano come riassorbite entro il rigore compositivo dei «legni» e la suggestione luministica della plastica bianca. Il terzo atto, dopo l’incombenza della notte, pareva ritrovare la luce, fatalisticamente desolata come epilogo di amore e morte, la luce temperata di un grande cellotex , superficie ocracea attraversata da due scalfitture, traccia del dramma e forse, suggeriva Mila, del senso di cadente devastazione del vecchio castello di Kareol.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Malore alle prove del concerto: operato Al Bano

Roma

Al Bano operato dopo un malore: "Paura passata, il cuore sta ballando"

Poligoni

Polygons

Il cucchiaio del futuro da 1milione di $. Non ancora in vendita

3commenti

Chiara Ferragni regina Instagram 2016, in top Papa e Fedez

2016

La Ferragni regina di Instagram. Secondo? Vacchi. C'è il Papa

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Velluto rosso 6 dicembre

VELLUTO ROSSO

Da Shakespeare a Peter Pan: gli spettacoli da non perdere a teatro

di Mara Pedrabissi

Lealtrenotizie

Via Torelli: scippata, cade e si rompe un femore

CRIMINALITA'

Via Torelli: scippata, cade e si rompe un femore

OMICIDIO

Elisa accoltellata alle spalle

GASTRONOMIA

La sfida degli anolini: ecco chi ha vinto

A SALSO

Quella «Bisbetica» di Nancy Brilli

Traversetolo

Falso incaricato del Comune cerca di carpire dati ai residenti

Salsomaggiore

Greta Ampollini, 13enne promessa del karate Video

Salsomaggiore

Greta, promessa del karate

ROGO

Fidenza, scoppia un incendio:

Via D'Azeglio

Il nuovo supermercato? No del Comune a causa dei camion

via d'azeglio

Un coro di no per la chiusura del supermercato Videoinchiesta

In arrivo una sala slot? (Leggi)

1commento

Poviglio

Fanno esplodere il bancomat: filiale semidistrutta, caccia all'uomo fra Parma e Reggio  Video

2commenti

TRAVERSETOLO

Ladri in azione a colpi di mazza nel negozio. Poi la fuga

1commento

raccolta firme

La Cittadella si illumina con l'albero di Natale Video

Per ribadire il "no" alla chiusura del chiosco

Parma

Elvis e Raffaele hanno celebrato l'unione civile: "Ora siamo una famiglia"

Cerimonia nella Palazzina dei matrimoni con il vicesindaco

1commento

Traffico

Pericolo nebbia: visibilità 80 metri fino a Bologna in A1 Tempo reale

Scontro fra due auto: statale 63 chiusa per due ore nel Reggiano, 4 feriti

ospedale

Day hospital oncologico: nuova organizzazione

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Quando le notizie false diventano un'epidemia

di Paolo Ferrandi

IL DIRETTORE RISPONDE

Quelli che «Io? Mai stato renziano»

4commenti

ITALIA/MONDO

crisi

Mattarella: "Governo a breve. Prima del voto armonizzare le leggi"

cremona

Presepe negato, la diocesi: "E' tutto un malinteso"

WEEKEND

IL CINEFILO

Da "Captain Fantastic" a "Non c'è più religione": i film della settimana

45 ANNI DOPO

Tarkus, il capolavoro di Emerson Lake & Palmer

SPORT

Parma Calcio

D'Aversa: "Vinta una partita, non risolto i problemi". I convocati

sci cdm

Goggia 2ª in gigante Sestriere, vince Worley

MOTORI

AL VOLANTE

I consigli utili per guidare nella nebbia

4commenti

novità

Dal cilindro di Toyota esce C-HR, il Suv per tutti