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Vangelo e giustizia sociale

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«Quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il dena-ro diventa un idolo, allora gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico con profondi squilibri». «I mercati e le speculazioni finanziarie non possono godere di una autonomia assoluta». «Il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza». Sono queste alcune affermazioni di Papa Francesco nell’intervista su capitalismo e giustizia sociale che costituisce la parte centrale del volume «Papa Francesco. Questa economia uccide» di Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi (Piemme, pag. 221, euro 16,90). Senza una soluzione ai problemi dei poveri non risolveremo i problemi del mondo, dice ancora Francesco nell'intervista con i due vaticanisti. Servono programmi, meccanismi, e processi orientati ad una migliore distribuzione delle risorse, alla creazione del lavoro, alla promozione integrale di chi è escluso. Come in altre occasioni, Francesco, parlando del sistema economico mondiale, afferma che tale sistema si mantiene con la cultura dello scarto. La logica dello scarto comincia dai bambini non ancora nati: «Mi colpiscono i tassi di natalità così bassi qui in Italia. Così si perde il legame con il futuro». E si scartano poi i giovani con la disoccupazione che in alcuni paesi europei supera il 50%: «Noi scartiamo tutta una generazione per mantenere un sistema economico che non regge più». E lo scarto giunge fino agli anziani, con l’eutanasia nascosta delle persone in età avanzata che vengono abbandonate, invece di essere considerate come la nostra memoria, il legame con il passato e una risorsa di saggezza per il presente. Un esempio di questi abbandoni «nascosti» viene dalla recente intervista dell’infermiere di Firenze, riportata con risalto da molti giornali nazionali, e che ha avuto il plauso e l’encomio su un grande giornale persino di un medico famoso, anche lui anziano e… immemore del Giuramento di Ippocrate. «Senza amore per gli anziani non c’è futuro per i giovani» ci ammonisce invece Papa Francesco. Quale sarà il prossimo scarto? Fermiamoci, per favore, dice ancora Francesco. Occorre costruire una società, una economia dove al centro siano l’uomo e il bene comune, e non il denaro. Occorre un'etica nell'economia, come nella politica. Francesco ricorda che come aveva scritto nella «Evangelii gaudium» la radice di tutti i mali è l’iniquità e che per agire sulle cause strutturali un primo passo fondamentale è la rinuncia alla autonomia assoluta dei mercati e alla speculazione finanziaria. Un capitolo del volume si intitola «Una voce dalle Villas Miserias» e parla di Padre Charly, un prete impegnato nelle baraccopoli inserite nel tessuto urbano di Buenos Aires. Le Villas Miserias appunto. Padre Charly è uno dei sacerdoti descritti nel volume di Silvina Premat «Preti dalla fine del mondo» pubblicato con la prefazione di Don Luigi Ciotti. Un libro fondamentale, scrive Don Ciotti per capire il retroterra di Papa Francesco. Per conoscere il retroterra di Papa Francesco e le sue posizioni in materia di economia e di giustizia sociale è fondamentale anche uno studio condotto da un docente nord-americano, Alexander Wilde, visiting scarff professor della American University. Alex Wilde e una dozzina di studenti della stessa Università hanno investigato per circa due anni l’argomento (poi titolo del loro scritto): «Where is Pope Francis coming from?». Qual è il retroterra ambientale, culturale, sociale, teologale da cui proviene e in cui si è formato Jorge Bergoglio prima di divenire Papa Francesco? La conclusione della loro ricerca è stata che la sua attività e la sua presenza negli slums, le Villas Miserias delle periferie di Buenos Aires, è stato il segno caratterizzante di tutto il suo ministero di Vescovo di Buenos Aires dal 1998 al 2013. Il ministero pastorale è la prima interfaccia tra la Chiesa e il mondo. E’ dove la Chiesa annuncia il Vangelo, ma anche dove lo vive, e nel vivere il Vangelo è essa stessa trasformata. L’opzione per i poveri era stata fatta nel Concilio Vaticano II e in seguito dai Vescovi Latino Americani a Medellin nel 1968. L’annuncio della difesa dei Diritti Umani e della opzione per i poveri in America latina non è rimasto sulla carta come in tante altre parti del mondo. E’ diventato Ministero Pastorale. Nel Salvador del Vescovo Romero, nel Cile del Cardinal Silva, in Brasile dove era Cardinale Arns e in tante altre parti. E a Buenos Aires con il Vescovo Bergoglio! Come hanno riconosciuto Alex Wilde e i suoi allievi, l’aspetto più sorprendente della loro ricerca è stato trovare così numerosi gruppi di preti, suore, laici, giovani, contadini, indigeni, impegnati e dedicati agli ideali del Vaticano II e alla difesa dei diritti dei poveri. L’esperienza di Jorge Bergoglio come vescovo di Buenos Aires lo ha portato come Vescovo di Roma e come Papa a continuare ad operare per l’opzione dei poveri e la difesa dei Diritti Umani. Sull’esempio luminoso dell’Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, che nei prossimi mesi sarà Santo: «A voi desidero ripetere quanto ho già scritto nella ''Evangelii gaudium'': no ad una economia della esclusione e della inequità. Questa economia uccide!».

Papa Francesco. Questa economia uccide

di Andrea Tornielli e Giacomo
Galeazzi

Piemme, pag. 221, 16,90

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