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Ribelle per sempre: i "giovani Holden" piangono Salinger

Ribelle per sempre: i "giovani Holden" piangono Salinger
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Paolo Petroni
 
Negli anni Ottanta, per impedire la pubblicazione di una sua biografia non autorizzata, J.D. Salinger, il celeberrimo autore de «Il giovane Holden», nato il primo gennaio 1919 e scomparso ieri a 91 anni appena compiuti, fu costretto a recarsi in tribunale. A domanda del giudice rispose: «mi occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro. Seguo i miei personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il mio punto di partenza». Essenziale sempre, anche in quell'occasione, che pure fece pensare a molti che, un giorno, si sarebbero potute trovare ulteriori avventure di Holden e di Seymour Glass, l’altro personaggio che compare in «Franny e Zoe» e in altri racconti. Oggi Holden, uscito nel 1951, è un classico e negli Usa lo si legge a scuola, da quando lo riscoprì ed esaltò la generazione bruciata del rock, che vi vide una sorta di fratello ideale di James Dean, un anticipatore delle insofferenze del '68. Così si è conquistato un posto nell’immaginario di tanti giovani, diventando emblematico. Salinger racconta della ribellione e dell’impossibilità a essere adulti, come ha fatto tanta letteratura americana da «Tom Sawyer» di Mark Twain a «Mr. Vertigo» di Paul Auster, quasi fosse il paese a non poter diventare adulto, orfano e lacerato tra la libertà personale e la necessità di una comunità di appartenenza. In Italia, dove uscì una prima volta nel 1952 col titolo «Vita da uomo», in realtà la sua fortuna è legata all’edizione Einaudi del 1961 e, soprattutto, alla felicissima traduzione di Adriana Motti, che seppe rendere il «college slang» originale con assoluta colloquiale vivacità e immediatezza di modi di dire, trovando tante diverse espressioni per il continuo intercalare «and all» del protagonista, da «e compagnia bella» a «e quel che segue» o «e tutto quanto».
 
Una rabbia forse oggi datata, ma che è quella di Salinger stesso, che rifiuta contatti e non pubblica più nulla, vivendo asserragliato nella piccola cittadina di Cornish nel New Hampshire, dove comunque gli arrivano gli echi di critiche e attacchi, come le recenti, acide memorie di sua figlia o quelle di una ex amante, cui fa rispondere al suo avvocato. Jerome David Salinger era nato a New York, a Manhattan, da un commerciante di carni ebreo di origini polacche. Finito il College in America, abbandonò tutto imbarcandosi su una nave da crociera e solo più vanti accettò di entrare nell’impresa del padre, che lo mandò alla filiale di Vienna della società, da dove fuggì giusto un mese prima dell’anschluss nazista. Tornato in patria frequentò il corso di scrittura della Columbia, dove il suo insegnante gli pubblicò il primo racconto nel 1940. Era il periodo in cui si dimostrava entusiasta del buddismo Zen e aveva una relazione con Oona O'Neill, figlia del celebre drammaturgo, che lo lasciò quando si innamorò di Charlie Chaplin. Dal 1942 prese parte alla guerra in Europa, presente allo sbarco in Normandia e alla battaglia delle Ardenne, quindi assegnato al controspionaggio, col quale fu tra i primi a entrare nei lager tedeschi. «E' impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva», la figlia ricorda di avergli sentito dire. Anche in guerra non smise mai di scrivere e, al ritorno, quando mandò al New Yorker «Una perfetta giornata per i pescibanana», ebbe un contratto di prelazione per tutti i suoi futuri lavori. Prima di partire soldato aveva scritto un racconto con protagonista Holden Caulfield e diceva che era una figura che avrebbe meritato un romanzo, come poi accadde.
 
«Il giovane Holden» a suo tempo fece persino scandalo, per il punto di vista contestatario, per il linguaggio disinibito, per come affrontava temi quali la religione e il rapporto con i genitori. Furono comunque quelle anche le ragioni del suo successo, dopo il quale e la pubblicazione di «Nove racconti» nel 1953, lo scrittore cominciò a ritirarsi dalla vita pubblica e a difendere la propria privacy, sino a raggiungere una sorta di isolamento totale. Si sa che si sposò nel 1955 con una studentessa, Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e dalla quale fu lasciato nel 1966. Pubblicò ancora nel 1961 «Franny e Zoooey» e nel '63 «Alzate l'architrave, carpentieri». All’inizio degli anni Settanta ebbe un’amante, che, finita la relazione, disse che Salinger scriveva regolarmente e aveva completato almeno altri due romanzi. Pare mettesse un segno rosso sui manoscritti che si potranno pubblicare così come sono e uno blu su quelli da revisionare. C'e chi proclamò di avergli sentito dire di avere completato «un romanzo romantico, ambientato negli anni della guerra». Nel 1997 fu annunciata l’uscita di un suo vecchio, breve racconto mai edito in volume, «Hapworth 16, 1924», più volte rimandata e poi sospesa. Insomma, le notizie sono tutte frammentarie. Ora non resta che aspettare che il suo archivio venga aperto.

 

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