Arte-Cultura

La storia romana? Le nostre radici - Domani nuovo incontro

La storia romana? Le nostre radici - Domani nuovo incontro
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Giorgia C. Facchinetti
  
La città sotto la città. Un interessante viaggio «Alla scoperta di Parma romana» quello proposto dalla direttrice e coordinatrice della Sopraintendenza per i beni archelogici dell’Emilia Romagna Manuela Catarsi nel corso del primo dei quattro incontri organizzato da Monte Università Parma editore, in collaborazione con Fondazione Monte Parma e Università degli studi di Parma.

 Manuela Catarsi ha affascinato il pubblico con una ricostruzione puntale e precisa, fondata e avallata da numerosi ritrovamenti archeologici, di quella che era la Parma colonia romana, ripercorrendone la storia dalla fondazione, avvenuta nel 183 a.C., in funzione antiligure,  fino alla discesa dei Longobardi nella penisola e la fine dell’Impero romano. «Parma è una città costruita su se stessa – ha esordito la Catarsi – basta scavare a soli tre o cinque metri di profondità per ritrovare rilevanti testimonianze del passato. Importantissimi, nella ricostruzione della Parma romana, sono stati gli scavi della “galleria delle Fontane”, cioè l’acquedotto voluto da Maria Luigia per portare l’acqua in città. Quegli scavi consentirono il ritrovamento di alcuni arredi da teatro che hanno permesso di individuare nella zona di via Farini, nel pressi della chiesa di Sant’Uldarico, proprio la collocazione del vecchio teatro romano. Mentre un altro edificio pubblico, l’anfiteatro, in grado di contenere dai 16mila ai 22mila spettatori, sorgeva nella zona del collegio Maria Luigia, come testimoniano alcuni resti quali statue celebrative ed epigrafi».

Particolarmente interessanti le ricostruzioni planimetriche della Parma romana che ricompongono la viabilità cittadina dell’epoca e indicano i più importanti ritrovamenti archeologici. Al centro dell’incontro la descrizione e la localizzazione dei principali edifici pubblici, tra i quali, oltre al teatro e all’anfiteatro, figurano il Foro, situato, secondo Corrado Cervi, nel settore ovest dell’attuale piazza Garibaldi, le Terme, localizzate nella zona in cui sorgeva il Palazzo degli studi (oggi sede del Tribunale) e la strada funeraria che era posta lungo l’attuale via D’Azeglio, dove è stato ritrovato un monumento funebre ornato da possenti leoni marmorei. «E ancora l’attuale Palazzo del Governatore - rivela la Catarsi - è stato un tempo sede della basilica, mentre al posto della Chiesa di san Pietro sorgeva il tempio più importante del Forum: il Capitolium, dedicato alle divinità romane di Giove, Minerva e Giunone. Considerevole contributo quello fornito dal ricercatore Ivan Fioramonti, che ha realizzato, basandosi su dati scientifici e su precedenti ritrovamenti, disegni ricostruttivi dei principali luoghi pubblici. I prossimi incontri si terranno, sempre alle ore 17 e a Palazzo Sanvitale, e saranno tenuti domani da Maria Giovanni Arrigoni Bertini, decente di Epigrafia Latina nel nostro Ateneo e mercoledì prossimo, 31 marzo, da Domenico Vera, da Maria Bernabò Brea, direttrice del Museo Archeologica Nazionale di Parma (7 aprile). L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. 

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