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Picasso scultore, grande mostra a Parigi

Picasso scultore, grande mostra a Parigi
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La più grande mostra dedicata alla scultura di Pablo Picasso realizzata negli ultimi 50 anni arriva a Parigi dopo il grande successo ottenuto per la prima edizione al Moma di New York. Dall’8 marzo al 28 agosto, negli spazi del Musèe National Picasso, gli oltre 160 capolavori allestiti raccontano la passione del genio catalano per l’arte plastica, indagata e sviscerata in una indefessa sperimentazione mai venuta meno in 60 anni di attività. Intitolata «Picasso Sculpture», l’importante rassegna è il frutto dello sforzo congiunto dei due prestigiosi musei internazionali, che ha permesso l’inedito scambio delle opere custodite in ciascuno di essi, consentendo così al vasto pubblico di poter approfondire anche questo aspetto fondamentale della produzione picassiana. La mostra parigina ha però voluto incentrare lo sguardo sulla modalità creativa dell’artista che, partendo da un originale scolpito, ideava molteplici varianti e serie, usando materiali, dimensioni o supporti sempre diversi tra loro.

La mostra, grazie a più di 70 prestiti che si affiancano alle sculture custodite nelle collezioni permanenti del Museo Picasso, riunisce quindi nuclei eccezionale di capolavori, come la serie di sei Bicchieri di assenzio del 1914, in origine modellati in cera e realizzati in bronzo, altissima espressione del linguaggio cubista. Ogni esemplare è dipinto in modo da evidenziare sia la scomposizione dell’oggetto sia il movimento del liquido in esso contenuto. Figurano anche le due versioni della «Femme au jardin», ideate con il supporto tecnico di Julio Gonzalez tra il 1929 e il 1930, che si riuniscono per la prima volta dalla loro realizzazione, o la grande serie di fogli dipinti (1954-1962), che evidenziano il processo creativo seguito da Picasso dai bozzetti preparatori all’elaborazione dei materiali.

Di particolare interesse il dialogo con le opere del maestro conservate al Moma, a partire dalla «Testa di donna (Fernande)» del 1909, in gesso e in bronzo, il «Crane de chevre, bouteille et bougie» nelle due varianti in bronzo dipinto del 1951 e ‘53, «La Guenon et son petit» del 1951. Ma, in occasione di questa rassegna internazionale, anche la raccolta scultorea del Museo Picasso è stata valorizzata e presentata sotto una nuova luce, con ogni opera accostata alle varianti o ai loro doppi, come nel caso delle edizioni Vollard («Fou et Tete de Femme (Fernande)» del 1906 e 1909), le opere ideate a partire dalle sculture di Boisgeloup (una «Tete de Marie-Therese» realizzata in cemento) nonchè le varie proposte disegnate da Picasso per il Monumento a Guillaume Apollinaire. Il percorso espositivo, arricchito da disegni e dipinti di Picasso, rispetta un ordine cronologico e tematico al tempo stesso, approfondendo (anche attraverso conferenze) alcuni aspetti cruciali della sua riproduzione plastica. Per quanto riguarda il tema del multiplo, la mostra vuole soffermarsi sul gesto dello scultore, sulla collaborazione con altri artisti e con i tecnici della fusione del bronzo, sulla scelta dei materiali, sul gioco delle serie e delle varianti, sulla ideazione delle opere monumentali. Un altro ampio nucleo di riflessione è quello che esplora le fonti e le influenze, in modo da contestualizzare la produzione di Picasso, i rapporti con l’arte arcaica o arte primitiva, l’influenza sui suoi contemporanei e sulle generazioni successive.

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