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Quattro amici al bar, l'ironia corre tra i sogni

Storie di vita vissuta illustrate dai disegni di Leo Ortolani

Quattro amici al bar, l'ironia corre tra i sogni
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Non ci vuole un trattato di sociologia per descrivere umori, sogni e debolezze di un adolescente che cresce in provincia. Basta leggere «I miei ragguardevoli sabati sera» (Panini Books, 312 pagine, 19 euro), libro di racconti (dei sabati sera, appunto) scritti a quattro mani dai nocetani Michele Ampollini e Marcello Cavalli. Redatto in forma di diario, narra le avventure, divise in quarantacinque brevi e gustosissimi capitoli, di quattro affiatati amici diciassettenni di Noceto; non esistono nomi e cognomi, ma solo i soprannomi dei protagonisti, proprio come succede in tutte le compagnie di ragazzi. A chi scrive in prima persona, si aggiungono gli amici di sempre: il Quaddu, il Bertoz e il Mei, nella loro vita di paese, in competizione con le altre compagnie, sfuggendo alla noia, in sella al Fifty, alla caccia, irrimediabilmente vana, di ragazze (che nel libro sono le «polle»). Ampollini e Cavalli, nocetani doc, teen a cavallo degli anni Novanta, raccontano di una giovinezza immutata, e forse immutabile, ieri come oggi, attraverso tutti i cliché dell’età: gli approcci con le fanciulle, le serate in compagnia, le sbronze incontrollate a forza di alzare boccali di birra, le «arlìe» con i paesi vicini. Personaggi forse da non imitare, ma sicuramente ai quali affezionarsi. Il lettore ride, e tanto; e chi ha avuto quell’adolescenza non può far altro che riconoscersi nei protagonisti e rivivere i ricordi della gioventù, vicina o lontana che sia, perché ne «I miei ragguardevoli sabati sera» il tempo si mescola, con riferimenti all’attualità accostati ad elementi di quasi trent’anni fa. Le interminabili partite ai coin-op, con Street Fighter su tutti, convivono con le dinamiche sociali dettate da Facebook; il Fifty che va a miscela è di un’altra epoca rispetto al calciatore Giorgio Chiellini. Guai, però, a considerare questa lettura frivola e superficiale, anche a fronte di una scrittura sgangherata, sgrammaticata e con una sintassi che va per i fatti suoi. Tutto è voluto, per riprodurre, in maniera intenzionalmente macchiettistica ed esagerata, il modo di esprimersi e lo slang dei giovani, di oggi come di trent’anni fa. C’è la critica, sicuramente, ad una ricerca del divertimento a tutti i costi, ma anche il riconoscimento di una ingenuità dettata dall’età e dal contesto, chiuso, a cui talvolta può condannare il vivere in provincia. C’è un pensiero di uno dei ragazzi protagonisti dei racconti che riassume il loro essere. Si parla di stranieri a Noceto e uno di loro dice: «A me uno mi ha rubato un lavoro sicuro in fonderia solo perché io non lo volevo fare!”. Ecco, è tutto filtrato da ironia e intelligenza, che ad Ampollini e Cavalli certamente non mancano. Quelle maturate in una carriera fondata sul genio creativo di entrambi. Al di là dei successi ottenuti individualmente, insieme gli autori si sono cimentati soprattutto sul fronte televisivo: prima il cartoon «Rat-Man» per Rai 2, poi le serie «Camera Cafè» per Mediaset e «Piloti» per Rai, per la quale firmano anche il cartone animato «Ronaldinho Gaucho’s Team». Ma gli autori, amici e cugini, danno vita, dopo i primi fumetti e scritti satirici elaborati nel garage della casa dei nonni, a «I miei ragguardevoli sabati sera», pubblicati sul giornalino della Pro Loco. A notarli è Paolo Nori: penna parmigiana, che della destrutturazione della sintassi ha fatto uno stile personale, riconoscibile, interessantissimo. Li segnala a Leo Ortolani, fumettista, parmigiano adottivo, creatore di Rat-Man, che dal 2002 ospita «I miei ragguardevoli sabati sera» su Rat-Man Collection. Così, ora che ne è stato ricavato un libro (con cinque inediti), sono Ampollini e Cavalli ad ospitare Rat-Man: ogni racconto, infatti, è corredato da una divertente illustrazione con protagonista il topo di Ortolani. Alla fine di ogni racconto, la trovata geniale, il Bertozzi-Mei: un vocabolario, il cui nome parafrasa quello del più autorevole Devoto-Oli, che contiene la spiegazione di parole tipiche del gergo giovanile in generale e nocetano in particolare. Alcuni esempi. «Gosini»: «I gosini è il nome scientifico nocetano dei maiali. Il gosino è molto simile al maiale normale ma ha la caratteristica genetica che puzza di più. Del gosino non si butta via niente e si mangia tutto o stagionato, o macinato, o macinato e poi stagionato. Non il contrario». Oppure «Pes»: «Quando dici una cosa e poi ‘pes’ vuol dire che la cosa che hai detto prima non è mica vera. Ad esempio, “il Bertoz è magro, pes!”. O ancora, «Frank Focaccia»: «Attenzione, questa è pubblicità. Esso è un locale che fa le focacce e dove ci vive la spietata regola di Frank Focaccia: un panino è poco, e due sono troppi. Tre sei il Bertoz».

I miei ragguardevoli sabati sera di Michele Ampollini e Marcello Cavalli - Panini Books, pag. 312, euro 19,00

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