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Il racconto della domenica - Parlami d'amore, Mariù

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di Maria Borelli

Lola se ne sta seduta al solito posto in mezzo alla sabbia, mentre le altre femminucce strillano e saltano all’ombra di un albero, poco più in là. Vede la Betta che le si avvicina, e le pianta in faccia i suoi occhi scuri scuri, acquosi, pieni di ansia. La Betta si accuccia sui talloni, prende un legnetto e disegna delle onde sulla sabbia, che strisciano, strisciano e si arrampicano sulle gambe nude della bambina. La Betta ride, agitando il bastoncino. Lola si ritrae, offesa. Che ho fatto, pensa la Betta, mortificata. Si ricorda del portacipria e glielo apre davanti. La bambina affaccia nello specchietto prima il ciuffetto sparuto di capelli che ha in testa, poi la fronte, poi gli occhioni. Finalmente sorride.
- E’ tuo. - Lola la guarda incredula. La Betta le prende la mano, ci infila dentro lo specchietto e gliela avvicina al petto, alla maglietta consunta.
- Tuo - ripete.Tutti i giorni, da quel giorno, la bambina aspetta immobile in mezzo alla sabbia, rivolta nella medesima direzione, col naso all’aria e il visino concentrato. E la Betta arriva, sempre.
Giocano a darsi il belletto con un pezzetto di cotone, a farsi belle con collane di ghiande, a rincorrere le nuvole con lo specchietto.
Lola sgrana gli occhi, qualunque cosa lei proponga: se racconta dei mari, dei fiumi inquinati, del sole che un giorno esploderà quando si sarà stancato degli uomini o se le mostra i santini di San Francesco che tiene in borsetta, dove gli uccelli si posano sulle mani del santo e il lupo si stende ai suoi piedi. Ma il gioco preferito di entrambe è scendere in paese insieme, bussare alle porte, raccogliere i giornali vecchi e, se il carretto rimane vuoto, infilarci dentro Lola, assicurandola con una cinghia perché non cada, imbozzolata come un neonato nel suo passeggino. La Betta accelera, prende apposta le buche del terreno, lungo la breve discesa che porta al ponte sul torrente: Lola ride, affacciata al carrettino, e il cielo improvvisamente si fa più vicino, più azzurro, come il soffitto appena dipinto di una cameretta da bambini. Il paese da dietro le persiane le osserva allontanarsi, saltellando, strillando, agitando le braccia come fossero uccelli di passaggio - non la Betta, non un’orfana - pronte a staccarsi dal suolo alla prima occasione, e lo potessero fare davvero, in barba alla gravitazione, alle ali che non hanno, al buon senso. Ma come, con tutti i bambini nostrani, che ci sono da accudire in orfanotrofio? Sarà affidabile, sarà sano lasciare che se ne vada in giro con una bambina così piccola? Siamo sicuri che sia un bene?
E annuiscono tra loro, le comari, strette e curve negli scialli, come stessero facendo un’opera buona.
Don Ermes la prende da parte, un pomeriggio. La prende alla larga. Devi essere contenta. Non è stato facile, ma la Madonna ha fatto il miracolo e pochi giorni fa è capitata una famiglia della parrocchia che si è offerta, una vera famiglia: papà, mamma e due fratellini, una vera famiglia per Lola
.- Ma ce l’ho anch’io, la famiglia! - Strilla la Betta, alzandosi con un balzo dalla sedia. - Una casa, una mamma e un papà. Cos’altro vuole, cos’altro serve?-
- Ma la mamma e il papà sono tuoi, non suoi… Così invece avrebbe una famiglia tutta per sé... -
- Ma io ce li dò, ci dò i miei!- Ripete la Betta come impazzita, sfondando a calci l’antina di un comodino.
- Non si può, Betta. Mi spiace.-
- Faccio io da mamma a lei, io sola, allora! Così non c’è nessun altro e io sono la madre e lei è la figlia! Così va bene, per te?
-Il prete scuote la testa col cuore gonfio.
- Non insistere Betta, pensa al bene della bambina…-
- Perché non lo dici, prete, cos’è che non va! Io non vado! Io non vado!
– Afferra con rabbia una manciata di carte sul tavolo del parroco, le getta all’aria e corre via, con le sottane al vento e le ginocchia in fuori, saltellando come una rana.
Lola è ferma nel cortile, in mezzo alla sabbia, che aspetta.
Non appena la vede uscire, scappare via, si alza e le corre dietro strillando, un urlo strozzato da uccello, un urlo che è più di tutte le parole che non sa dire, un urlo come una corda che si spezza e fende l’aria, stridendo. Una gazza le fa eco da lontano.
La Betta non si volta, non si ferma: corre con le grida della bambina alle spalle che la assediano e si moltiplicano, come uno stormo intero la stesse assalendo, straziando, portandole via il cuore in mille pezzetti.
Quando si ferma, stremata, in mezzo al cortile di casa sua, non sente più nulla, non ha più orecchie.
Guarda le finestre, le imposte chiuse, e ci vede, appesi a un filo da bucato, vestitini, calze, e guanti. Vede animali che corrono per l’aia, cani e gatti, pulcini; vede Lola, felice, bellissima, che corre con loro e canta a squarciagola, con gli occhi di Vanni: Parlami d’amore, Mariù. Tutta la mia vita sei tu…
Si affloscia a terra, ecco cos’era! Gli occhi di Vanni, gli occhi di Vanni, gli occhi di Vanni, si ripete. Era lui, era mia, era nostra! Era la nostra bambina! Era nostra figlia! Me l’ha mandata lui!
E piange, più che mai convinta, rotolando e sfinendosi in mezzo alla ghiaia: le lacrime diventano sabbia umida, le unghie si riempiono di terra, la testa punge da svenire. Mentre la sera pian piano si fa scura e le lucciole occhieggiano a mezz’aria tra i cespugli, la Betta si addormenta in mezzo all’aia. Sogna una bambina, bruna come una caldarrosta, e un fidanzato, il suo dolce Vanni, entrambi smarriti, per sempre, chissà dove.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Anna

    18 Giugno @ 21.14

    Parlare di sentimenti e di emozioni in modo vero e che arriva così direttamente al cuore è una dote grande.Mi permetto di dire che mi ha commosso. Bello e mai scontato.

    Rispondi

  • claudio mazzieri

    17 Giugno @ 21.11

    Ho trovato il racconto "Parlami d'amore, Mariù" estremamente piacevole e coinvolgente, scritto con un linguaggio avvincente e frizzante. Tanti complimenti all'autrice ed un augurio per una lunga e brillante carriera piena di successi. Perchè - chiedo alla Gazzetta di Parma - non pubblicate altri racconti della stessa autrice ? Ne vale certamente la pena !

    Rispondi

  • gio73

    13 Giugno @ 18.54

    Grande Mary , diventerai una famosa scrittrice , sei il nostro orgoglio!

    Rispondi

  • Chiara

    13 Giugno @ 18.23

    grandissima amica e grandissima scrittrice!!! Brava Mary!!!!

    Rispondi

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