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ARTE

Madoi, l'affresco da salvare

La crocefissione occupa tutta la parete destra della chiesa di Sesta di Corniglio. Eliminato il rischio crollo, per completare il recupero vanno reintegrate le campiture

Madoi, l'affresco da salvare
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La grandiosa struggente Crocefissione, dipinta nel 1963 da Walter Madoi (1925 - 1976) su tutta la parete destra della chiesa di Sesta di Corniglio, è salva ma è ancora gravemente «malata» e deve essere recuperata completamente. Questa opera d’arte, che costituisce il punto qualificante della decorazione muraria che ricopre tutto l’interno dell’antica chiesetta montana di San Rocco, stava per sgretolarsi in quanto si erano verificati preoccupanti distacchi dell’intonaco, con la caduta di alcune piccole parti, che hanno coinvolto soprattutto la figura del ladrone posto sulla destra, verso la porta d’ingresso. Occorreva intervenire in fretta e il grido d’allarme veniva lanciato da Nando Donnini, che da tanti anni si adopera instancabilmente per tenere vive la storia, la cultura, le tradizioni, le memorie dell’Alta Val Parma. L’ha raccolto con prontezza e grande sensibilità il presidente del Consorzio di Miglioramento Alta Val Parma Virginio Ghirardini che ha trovato degli attenti interlocutori nel Comune di Corniglio, nei Parchi del Ducato, nella Diocesi e nella Soprintendenza. Così il problema è stato affrontato in tutta la sua complessità riguardante sia la parte esterna, per bloccare le fonti di umidità, che quella interna, per il recupero degli affreschi e della loro primitiva leggibilità. I Parchi del Ducato hanno messo a disposizione gratuitamente l’architetto Paola Urangi, responsabile del servizio tecnico, per le pratiche burocratiche e lo scorso febbraio il soprintendente Giancarlo Borellini concedeva l’autorizzazione all’intervento di restauro conservativo. Una parte dei lavori esterni veniva sostenuta direttamente dalla parrocchia e affidata alla ditta Egisto Rossi. Per gli affreschi interni è stata contattata la ditta Esedra Restauri di Parma che era già intervenuta con ottimi risultati nel restauro degli affreschi, eseguiti sempre da Walter Madoi, nella vasta calotta absidale della chiesa cittadina del Corpus Domini e che quindi conosceva bene il modo d’operare dell’artista. Madoi – che si è formato all’Istituto d’arte di Parma e nelle Accademie di Belle Arti di Bologna e di Brera - all’inizio degli anni Sessanta ha «scoperto» l’Alta Va Parma e si è innamorato di Sesta Inferiore, luogo d’origine della moglie, che in pochi anni ha trasformato in un «Museo all’aperto», dandogli un’impronta unica e sorprendente con le piccole vie irregolari e punteggiate da occhieggianti finestrelle, popolate di personaggi celebri quali Sophia Loren, Vittorio Gassman, Totò, Gina Lollobrigida che osservano ancora oggi, un po’ stupiti, i turisti che si fermano a guardarli con curiosità. Temperamento vivace, aperto, estroso ha voluto coinvolgere in questa avventura pittorica anche la gente del posto collocandola nel luogo più caro e più sacro, la chiesa parrocchiale, e facendola partecipare al sommo dramma della morte di Cristo, che si sviluppa con tragica intensità sulle pareti e nell’abside. Trecentosessanta metri quadrati dipinti con una intensa, espressionistica carica emotiva che fissa nella storia questo dramma corale «al quale partecipano nel rigore della stagione invernale e nel raggelato stupore individuale, uomini intabarrati, donne avvolte negli scialli neri che con espressioni dolenti guardano verso l’arido Calvario flagellato dal vento, dove tra pietre ostili e alberi rinsecchiti si eleva la croce cui è appeso Cristo con ai lati i due ladroni pendenti dagli alberi. Ai piedi del Cristo, col viso segnato dalla sofferenza, è seduta su un sasso la Madonna, vestita come un’anziana di Sesta, col volto pietrificato dal dolore. Nella parete dietro l’altare – luogo in cui si rinnova il sacrificio salvifico di Cristo – il vescovo mons. Evasio Colli indica la luminosa via della salvezza. E’ lui che nel luglio del 1963 ha inaugurato gli affreschi che il giovane parroco di allora effigiato nel piazzale della chiesa, don Rosolo Tarasconi, ha faticosamente «mediato» col generoso quanto impetuoso artista. Da allora è passato più di mezzo secolo e il tempo e l’umidità hanno deteriorato l’imponente opera per cui è stato predisposto un articolato piano di intervento di cui è stata realizzata la prima parte grazie al contributo finanziario di diverse persone e in particolare di don Rosolo Tarasconi, oggi rettore della Basilica della Steccata, e del noto imprenditore edile Luigi Notari, nonché del Consorzio dell’Alta Val Parma. La ditta Esedra Restauri ha così provveduto a mettere in sicurezza tutta la parete della Crocefissione e in particolare la figura di un ladrone, ristabilendo la coesione della pellicola pittorica mediante l’applicazione di prodotti consolidanti. Il pericolo di crollo è stato eliminato ma resta ancora da fare l’importantissimo lavoro di reintegrazione delle campiture e della revisione dei vecchi interventi per recuperare l’originaria leggibilità dell’affresco: operazione che richiede adeguati finanziamenti. Nando Donnini in proposito ha le idee chiare e spera nel coinvolgimento della Fondazione Isabella e Walter Madoi, di altre importanti Fondazioni, degli enti pubblici nonché dei singoli cittadini privati, che possono aderire alla sottoscrizione lanciata dal Consorzio Miglioramento Alta Val Parma (casuale «Sesta Madoi: un affresco da salvare», Iban IT25W0623065710000095000378). Inoltre vengono organizzate varie manifestazioni: la sera del 16 agosto a Sesta Inferiore si esibiranno i noti musicisti Luigi Abbati e Corrado Medioli alla fisarmonica e Luigi Nicolini al sassofono. Sempre da martedì 16 e fino a domenica 28 vi saranno iniziative artistiche e socioculturali per grandi e piccini. Tutto il ricavato sarà utilizzato per ripristinare e valorizzare il prezioso patrimonio che caratterizza l’antico paesino in pietra incastonato tra i castagni e coronato dalla suggestiva cornice delle vette e dei sottili crinali verdeggianti.

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