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Luigi Battei: da garibaldino a editore famoso

Luigi Battei: da garibaldino a editore famoso
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 In occasione dei 150 anni della spedizione dei Mille, partita da Quarto la sera del 5 maggio del 1860, è interessante ricordare la figura d’un illustre parmigiano che, in giovane età, prese parte a quella storica e leggendaria avventura: Luigi Battei (Parma, 21 giugno 1847 – 29 novembre 1917). 

Fervente patriota, animato da una sincera fede nei valori socialisti e riformisti, Luigi Battei diviene poi librario, tipografo ed editore sagace e ingegnoso, al servizio della cultura, del sapere e del progresso civile. Un uomo che ha il merito d’aver garantito, tra i primi in Italia, un netto miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei suoi dipendenti. 
Primogenito di cinque figli, Luigi nasce a Parma, nel 1847, nel popolare Oltretorrente, al civico n. 6 di borgo Taschieri (l’attuale borgo Cocconi n. 4). Fin da piccolo, dalla famiglia, eredita la passione per la carta stampata: il nonno Giovanni esercita la professione di rilegatore e bibliotecario presso la Corte della Duchessa Maria Luigia, confezionando eleganti rilegature (ancor oggi conservate alla Palatina) e fornendo, per la biblioteca privata della nobile regnante, preziose edizioni bodoniane; mentre il padre Antonio svolge la professione di stampatore. 
Dopo aver frequentato le scuole elementari e tecniche, s’iscrive alla Reale Accademia di Belle Arti, e viene poi assunto presso la libreria del professor Giovanni Adorni. Accanto alla passione per il libro, coltiva anche un fervente amor patrio. Così nel 1866, a soli 19 anni, Luigi Battei si unisce al 9° Reggimento Volontari Italiani di Garibaldi, comandato dal figlio dello stesso Garibaldi, Menotti Garibaldi, primogenito di Giuseppe e Anita. A fianco, dunque, di Garibaldi e Menotti, Luigi Battei partecipa alla sanguinosa battaglia di Bezzecca, meritandosi una medaglia d’argento al Valor Militare: la battaglia, combattuta il 21 luglio 1866, è vinta dal Corpo Volontari Italiani di Garibaldi che fermano il tentativo del comandante austriaco, generale von Kuhn, di ricacciarli verso il Lago d’Idro. Al ritorno dall’avventura garibaldina, Luigi ritorna a lavorare presso la libreria Adorni e nel 1868 assume nelle sue mani l’intera gestione dell’attività. Il 12 settembre 1872 apre una nuova libreria in strada Santa Lucia, ora strada Cavour: l’attuale libreria Battei che tutti conosciamo. Ben presto affianca, all’attività della libreria, un grande stabilimento tipo-litografico ed editoriale, mentre la bottega diviene, anno dopo anno, un frequentato salotto letterario, luogo d’incontro dell’élite intellettuale della Parma di quel tempo. Si narra che Battei dedicasse alla sua attività fino a 17 ore al giorno, raggiungendo una crescita sbalorditiva: dapprima, apre una tipografia in borgo Serena; nel 1882, rileva una litografia, con annesso gabinetto fotografico (sarà il primo a fotografare, al Teatro Regio, il sipario del Borghesi con lampi di luce dando fuoco alle polveri di magnesio) e, nel 1889, sposta il laboratorio litografico nei locali della litografia Dall’Olio. Infine, nel 1897, l’intero stabilimento tipografico, litografico e fotografico trova la sua definitiva sede in strada Melloni, ovvero nel grande fabbricato addossato all’antico Monastero di San Paolo.
Successivamente amplia ancora l’attività, moltiplicando la sua presenza in borgo Schizzati, in via Saffi e in borgo del Correggio, dove trova sede la legatoria, mentre la libreria di strada Cavour acquista sempre maggior prestigio. Nel 1908 si conta un numero sbalorditivo di macchine tipografiche, più di ottanta, mentre i dipendenti, tra operai, apprendisti, tecnici, impiegati e addetti alla libreria, sono ben 135. Dotato d’una particolare sensibilità verso le problematiche sociali, Luigi è tra i primi imprenditori italiani ad introdurre una serie di significativi benefici nella vita lavorativa dei suoi dipendenti, assicurandoli a proprie spese contro gli infortuni e la malattia, riducendo l’orario di lavoro e istituendo un servizio di mensa gratuito: mensa aperta anche ai giovani ospiti dell’Orfanotrofio della città. 
È poi uno dei primi soci che aderiscono alla benemerita Assistenza Pubblica di Parma. I suoi meriti nel campo editoriale sono noti: specializzato in editoria scientifica e universitaria, esporta i suoi libri in tutto il Regno con l’approvazione dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione. La sua fede nel valore dell’istruzione e del sapere come strumenti per il progresso umano e civile è ricordata da Angelo Ciavarella (direttore della Biblioteca Palatina e fondatore del Museo Bodoniano di Parma) nella biografia su Luigi Battei pubblicata nel 1975 dal pronipote Antonio, l’attuale editore. Oltre al prestigioso “Manuale tipografico di Luigi Battei” del 1888, secondo solo a quello del Bodoni, lo stampatore fonda il settimanale “Le campane d’Italia” e, per oltre cinque anni, pubblica il quotidiano “Il Corriere di Parma”, d’ispirazione liberal-progressista,  che stampa dal 1898 al 1901. 
Il 12 agosto 1896, Luigi è insignito, dal Governo italiano, del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia per il suo alto impegno professionale e per il forte sviluppo impresso all’arte tipografica, con iniziative editoriali che caratterizzano tutto il fine secolo letterario italiano e che gli valsero  riconoscimenti nelle più importanti esposizioni d’arte della stampa in Italia e all’estero: Parigi, Londra, Bruxelles. Muore la mattina del 29 novembre 1917, a settant’anni, mentre si reca al suo stabilimento. Alla sua memoria, la Giunta comunale di Parma gli intitola la strada che da via Torelli conduce a strada Zarotto. 
LAURA CASTELLI
 
 
 
 
 

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