-1°

12°

Arte-Cultura

Aretino, la forza della parola

Aretino, la forza della parola
0

Libertino, sfacciato, mezzano»: così Francesco de Sanctis qualifica Pietro Aretino, vedendovi l’emblema, «nella sua forma più cinica e più depravata», del tramonto del mondo teologico-etico del medio Evo. E certo di senso etico quel tipaccio dell’Aretino - così si fece chiamare dalla città in cui nacque nel 1492 - non ne ebbe né punto né poco. Lunghissima la sfilza delle sue colpe: fu venale, maligno, arrampicatore sociale, opportunista, ricattatore (famose le sue lettere infarcite di adulazioni o minacce a signori e a sovrani come Carlo V che per tenerne a bada la velenosa lingua gli versavano laute pensioni), incline alle oscenità nei suoi scritti ma poi pronto a unirsi al coro dei benpensanti indignati con Michelangelo per le nudità del «Giudizio Universale». E tuttavia...   «Tuttavia - dice Giulio Ferroni, professore di Letteratura italiana all’Università La Sapienza di Roma - era anche generoso e capace di robusti affetti, come testimoniano le sue lettere a Tiziano, che egli amava moltissimo. Aveva poi una formidabile cultura pittorica ed era spiritoso e brillante, qualità a cui dovette la sua fortuna, perché i signori lo prendevano sul serio anche quando era un giovane cortigiano subalterno: si vantava di stare alla pari con i principi, lui che era di natali quanto meno oscuri. Ma soprattutto, per la sua grandissima forza linguistica, stilistica e inventiva, per la sua potenza espressiva, l’Aretino è uno dei maestri della prosa italiana. Per molto tempo è stato messo da parte come un autore scandaloso e osceno. C'è anche questo, ma non c'è solo questo: la sua grandezza sta nella capacità di dominare il linguaggio, di manipolarlo con sentimento di naturalità. Voleva che la parola fosse veloce come è veloce la vita della natura, perciò cattura tutte le forme linguistiche che sente nell’aria, dà alla sua prosa la propria vitalità, la forza del suo fiato». Proprio per riscoprire uno scrittore condannato a una «damnatio memoriae», è in corso l’Edizione Nazionale delle Opere dell’Aretino in 23 tomi, promossa dalla Salerno Editrice e da un Comitato presieduto dal professor Enrico Malato di cui fa parte anche il professor Ferroni, autore della bella introduzione del primo dei tre tomi previsti sul teatro, che ripropone la commedia «Cortigiana» nelle sue due versioni (a cura di Paolo Trovato e Federico Della Corte, 412 pagine, euro 41).    «L'Edizione Nazionale - aggiunge il professor Ferroni - che grazie all’editore Salerno sta procedendo con una rapidità rara per simili iniziative, dà l’opportunità di stampare alcuni testi in veste più affidabile e di ripescare opere poco note. Per esempio gli scritti religiosi, dei quali sarò io stesso il prefatore, che sono veramente eccezionali. Fra l’altro è stato mostrato da molti studiosi quali stretti rapporti ci siano fra il modo in cui l’Aretino racconta la storia sacra e il modo in cui la rappresenta in alcuni quadri il suo amico Tiziano. Anche la prima versione di questa ''Cortigiana'', ossia “commedia della corte” dei papi Medici, dove Pietro fu colmato di onori, è rimasta sconosciuta per secoli».
Scritta nel 1525 a Roma, e riscritta ex novo e pubblicata in questa versione nel 1534 a Venezia, essa è una parodia del «Cortegiano» di Baldassarre Castiglione. In che senso lei parla di «carica anarchica e aggressiva dell’intuizione teatrale» dell’Aretino?  
L'Aretino diede un volto nuovo al modello di commedia inaugurato dall’Ariosto, che si rifaceva al teatro latino con i suoi meccanismi e forme fisse. Con furia sperimentale egli rompe le regole, moltiplica e deforma le trame. Per esempio con la ''Cortigiana'' trasforma la vicenda comica in una immersione nella città di Roma concepita come un luogo caos dove tutto è possibile, la Roma della corte papale che è un vortice di follie e beffe. Con lui il teatro d’inizio Cinquecento acquista una forma libera, aperta ai più diversi spunti comici.
Dopo i soggiorni alle corti di Roma e poi di Mantova, dove divenne molto amico del condottiero Giovanni dalle Bande Nere, anche lui un Medici, si stabilì a Venezia fino alla morte avvenuta nel 1556. Nella Serenissima scoprì un’altra passione: l’editoria. Un’attività a lui oltre modo congeniale?  
Già. Fu uno dei primi a creare una vera e propria officina editoriale. Fu molto accorto nello sfruttare le possibilità di diffusione offerte dalla stampa: scriveva, e il giorno dopo stampava quello che aveva scritto, una novità per quel tempo. Anche per questo lo si considera il precursore del moderno giornalismo.
Quale giudizio dare dell’uomo?  
Non era uno stinco di santo, ma non era peggiore di tanti altri suoi contemporanei; anzi qualcuno ha sostenuto che lui ha rivendicato la forza della parola contro la violenza delle armi: riusciva a farsi strada in un mondo violento con la sua inventiva letteraria.   
Non pensa che impersonasse il costume italiano nei suoi aspetti più negativi?  
De Sanctis riferisce la leggenda secondo cui l’Aretino sarebbe morto «dal troppo ridere»: proprio «come morì Margutte, il famoso furbo furfante del Pulci, è  come moriva l’Italia». Forse De Sanctis esagera, ma certo il suo cinismo, la mancanza di spessore morale, la concentrazione sul proprio «particolare», erano tipici degli italiani di quel secolo e anche dopo. E purtroppo a me sembrano riaffacciarsi anche oggi.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Guns N' Roses all'autodromo di Imola

Il 10 giugno

Guns N' Roses all'autodromo di Imola

Presentata la stagione 2016-2017 di Europa Teatri

presentazione

Europa Teatri, domani al via la stagione

Rosy Maggiulli torna... in pista

Monza

Rosy Maggiulli torna... in pista

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Innovazione ict

INNOVAZIONE ICT 

L'Italia scommette sulle imprese 4.0

di Patrizia Ginepri

Lealtrenotizie

Incidente

incidente

Auto si ribalta a Fidenza: un ferito grave

calcio

Parma, Ds e allenatore: fumata bianca in vista  Video

Dieci giorni di trepidante attesa per i tifosi (Guarda)

1commento

parma senza amore

Dieci frigoriferi (con materasso e rifiuti) sul marciapiede di via Boraschi

4commenti

cantieri e eventi

Come cambia la viabilità a Parma in settimana 

vandali in azione

Manomettono il defibrillatore in piazza: presi (grazie a un cittadino)

gazzareporter

Scia e aerei: mistero sui cieli di Parma Video

prato

Sparita l'ultima lettera di Verdi: è giallo

1commento

Aemilia

I pm fanno appello contro il proscioglimento di Bernini

Il reato dell'ex assessore parmigiano era stato giudicato prescritto. Appello anche per il consigliere comunale di Reggio Emilia Pagliani.

amministrative

Dall'Olio si candida alle primarie del Pd

"Ma prima c'è il referendum e l'attività di Consigliere comunale"

polizia

Lite al parco Falcone e Borsellino: recuperate tre bici rubate

4commenti

tribunale

Botte e insulti alla moglie: due anni ad un 47enne romeno

Mezzani

300 grammi di cocaina scoperti dai carabinieri

Arrestato 32enne albanese

parma

Morrone ai tifosi: "Un coro in più in questo momento fa la differenza"

tragedia

Lunedì l'autopsia sul corpo di Elio Spinabelli morto asfissiato Video

Via Amendola

Aggredisce carabinieri: arrestato

Ventenne nigeriano finisce in cella

2commenti

Mezzani

Viola i sigilli della sua carrozzeria e brucia rifiuti speciali

Nuovi guai per un 56enne

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

LETTERE AL DIRETTORE

Una piccola storia nobile

2commenti

EDITORIALE

Dal sexting al ricatto: pericoli on line

di Filiberto Molossi

1commento

ITALIA/MONDO

IL CASO

Ritrovato in Norvegia il cancello di Dachau

stati uniti

Obama accende il suo ultimo albero di Natale alla Casa Bianca Video

SOCIETA'

VELLUTO ROSSO

Elisabetta Pozzi, Paolo Rossi... tutti a teatro

sos animali

Ritrovato gatto in Via Solari

SPORT

Calcio

La telenovela del diesse

Rugby

Cambia il Sei Nazioni: arrivano i punti bonus

MOTORI

NOVITA'

Q2, l'Audi che farà strage di cuori (femminili)

bologna

Motor Show, ci siamo. Ecco tuti i numeri e le novità