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Vita da amare, sempre

Vita da amare, sempre
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Isabella Spagnoli

La copertina del libro mostra, in primo piano, un signore ben vestito, dallo sguardo sereno e dal sorriso franco. Dietro di lui appaiono, sfuocati, alcuni ragazzini impegnati in una competizione sportiva. Hanno l’aria grintosa di chi vuol farcela a tutti i costi. Hanno impressa nei  volti la fiducia di chi sa che potrà diventare un campione. Tutti loro sono seduti su carrozzine, mezzi che non attenuano il loro valore, «macchine» che non interferiscono sulla loro unicità, bensì assolvono la funzione di supporto, sostituendosi agli arti che non ne vogliono proprio sapere di reggersi  con forze che la natura non ha dato. Non sono eroi, gli uomini che appaiono sulla copertina del libro scritto a quattro mani da Walter Antonini e Mariagrazia Villa, intitolato «La rivoluzione seduti» (Casa editrice Azzali.  15,00, pag. 119). Sono persone nate con disabilità che, la vita, hanno imparato a masticarla, tutti i giorni, con il coraggio di chi non vuole arrendersi e di chi crede nel cambiamento. «Nell’immaginario collettivo il rivoluzionario ha la barba, il sigaro e il mitra a tracolla, mentre il disabile è quello meno fortunato e sofferente. Proprio per questo, il libro è un insieme di storie, vissuti e soprattutto avvenimenti che hanno iniziato a cambiare l’immaginario collettivo di molti, ma non di tutti. Una chiave di lettura che non vuole dare verità o concetti assoluti ma percorsi di vita che aiutino il lettore a capire da dove si è partiti e dove siamo oggi nelle relazioni con la disabilità», scrive nella premessa del volume, Walter Antonini, che, alle spalle, ha una lunga storia. Romano di nascita, parmigiano d’adozione, trascorre l’infanzia in collegio, prima a Roma e poi a Venezia. Approdato all’Istituto Don Gnocchi della nostra città, il giovane Walter incomincia a guardare la vita dall’«alto» della sua carrozzina capendo di voler investire risorse nel mondo del volontariato sociale. Diventato responsabile provinciale del primo coordinamento delle associazioni di volontariato ducali, Antonini, comincia a coltivare diversi interessi: la comunicazione (ha fondato insieme ad altri amici il mensile eco solidale AltraCittà, in edicola fino al '96) e lo sport. Negli anni Novanta incomincia a praticare il basket in carrozzina e grazie alla sua felice esperienza di giocatore decide di dar vita, nella Magik Basket, alla terza squadra italiana di minibasket in carrozzina, diventandone l’allenatore (oggi è dirigente). Durante questo cammino sperimenta idee e progetti innovativi a favore dei disabili, organizza manifestazioni, tiene convegni, riceve diversi premi e onorificenze e, infine, produce una ricerca unica in Italia, sullo sviluppo delle forze residue nei giovanissimi atleti disabili. Tutta questa energia ed esperienza dovevano essere messe a disposizioni della «collettività», non potevano rimanere imprigionate nella cerchia di chi, in questi anni, ha avuto la fortuna di attingere dalla sua esperienza e personalità. L’incontro fortunato con la giornalista culturale Mariagrazia Villa ha dato il via, dunque, ad un progetto di grande valenza sociale, sfociato nella pubblicazione di questo libro, nel quale la Villa  pone domande di diverso tipo all’«intervistato», maestro nel rispondere in maniera semplice ed esaustiva. «Il titolo stesso, ''La rivoluzione seduti'', potrebbe sembrare un controsenso, proprio per chi vive di pregiudizi e preconcetti, ma il cambiamento degli ultimi quindici, vent'anni in rapporto alla storia non può che essere assimilato a una rivoluzione. Fatta dai disabili, sì, ma anche da quanti hanno voluto conoscere un mondo fino ad allora chiuso e timoroso. Una rivoluzione tutt'altro che cruenta, ma non meno sofferta, tra due mondi che, grazie anche all’amica e giornalista Mariagrazia Villa, abbiamo provato a far scoprire e interpretare a tutti», sottolinea l’autore. Il volume, corredato dalla prefazione di Gian Paolo Montali (uno dei coach di pallavolo più vincenti di sempre, il cui metodo è ormai da anni riconosciuto e apprezzato da manager di tutti i campi) tocca tutti i passaggi della vita dei disabili partendo dalla nascita, per poi toccare la famiglia, la scuola, l’adolescenza, i sentimenti e la sessualità, lo sport e il tempo libero, il lavoro, la società e la cultura e infine la vecchiaia, la morte e la spiritualità. «Quando Walter mi ha chiesto di scrivere insieme a lui una testimonianza in forma di intervista, ho accettato con piacere - scrive Mariagrazia Villa nell’introduzione -. Era l’occasione per dimostrare sia ai disabili che alla gente cosiddetta ''normodotata'' che era possibile far saltare l’impianto tolemaico della nostra cultura: il sole siamo noi, la nostra interiorità, il nostro cuore e la nostra mente; gli attributi del corpo sono solo i pianeti che ci girano attorno. Occorre una vera e propria rivoluzione copernicana, da parte di tutti, per rimettere il versante fisico della nostra vita al suo posto. Non al centro, dunque». Al centro di questo libro c'è, invece, la grande dignità di Walter Antonini e di tutte quelle persone che, come lui, della diversità hanno fatto il punto di forza, andando ogni giorno oltre i propri limiti. Vittorie, speranze, progetti e tanti sogni ancora da avverare sono elencati in questo bellissimo volume che sarà presentato dagli autori venerdì  alle  18, alla libreria Mondadori dell’Euro Torri. Modererà l’incontro il giornalista sportivo della Gazzetta di Parma, Sandro Piovani.

La rivoluzione seduti
Azzali, pag. 119, 15,00 €

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