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E-book, autori ottimisti

E-book, autori ottimisti
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di Massimo Giovannoni

L'avvento degli ebook non lo vedo come un fatto preoccupante per quanto riguarda la confezione libro. Almeno per ora. Il libro resiste eroicamente dai tempi di Gutenberg, anzi continua ad aumentare le sue tirature, un editore come Feltrinelli continua ad aprire delle librerie, quindi l’affare in qualche modo ci deve essere e così il tornaconto. Il libro, nonostante tutto quello che si dice, vende ancora bene, e continua a rimanere un oggetto di affezione». Lo scrittore Erri De Luca, chiaro e  come in tutti i suoi scritti, non vede alcun pericolo nell’espandersi della moda dei libri elettronici, gli ebook, una delle sezioni più visitate e scrutate della Fiera del libro di Francoforte. La novità che pare stia togliendo il sonno agli editori e ha messo in fibrillazione agenti e scrittori sembra arrivata ad un bivio, e le prospettive non sono rosee per la carta stampata. Telecom Italia ha dato il via a  Biblestore, una libreria digitale che intende lanciare  1800 titoli entro Natale (1200 titoli Mondadori). Per la fine dell'anno le previsioni parlano di 4500 titoli in italiano (Sepulveda, Terzani, Patterson tra i molti autori). Ma c'è davvero da aver paura del libro elettronico che potrebbe destabilizzare il mondo editoriale ponendolo di fronte ad innovazioni urgenti prima che Internet monopolizzi un mercato che potrebbe rivelarsi decisivo per l’avvenire del libro, oltre che molto redditizio?  «Secondo me il libro elettronico - spiega De Luca - è un vantaggio anche per l’editore. Può vendere una parte di questa produzione senza doverla stoccare con pesanti costi di magazzino, e senza gli altrettanto gravosi costi di distribuzione. Quindi sono anche simpaticamente favorevole all’iniziativa dell’agente americano Andrew Wylie il quale pretende un po' più di quattrini per i diritti d’autore, visto che le spese dell’editore sono meno. Perciò dico che tutto il gran parlare che si fa attorno allo ebook, è un po' americano. La discussione, infatti, negli Stati Uniti è più forte perché c'è un mercato più consistente e più abituato alle novità. Noi siamo Europa, siamo lenti a rinunciare a questo parallelepipedo, al libro che si può sfogliare con le dita».
 

Resta da chiedersi se i lettori sono già pronti a questo cambiamento?
I già lettori no - precisa De Luca -: le abitudini sono molti difficili da estirpare e la diffidenza verso le novità è sempre parecchia in ognuno di noi. I nuovi lettori invece, quelli che iniziano ora il loro rapporto con i libri e a leggerli sul formato elettronico, si potranno abituare presto. E', secondo me, una fetta di mercato che si aprirà del tutto fra una decina d’anni. Non prima. Un libro nuovo, libero da diritti con gli editori, lo pubblicherei più che volentieri. Ottimista è anche il giornalista e scrittore Gianni Riotta, attuale direttore de Il Sole 24 ore.
 

Il libro elettronico potrebbe, come si dice, soppiantare il libro cartaceo?
Pensare che il libro elettronico possa sostituire quello cartaceo mi sembra un modo sbagliato di affrontare il problema - risponde deciso Riotta -. Non è supponendo se lo soppianterà o meno che si potrà arrivare a delineare prospettive reali in merito a questo nuovo mezzo tecnologico che potrebbe occupare un segmento di mercato interessante. Il problema si ripropone. Il cinema doveva soppiantare il teatro, e vanno bene tutti e due; la televisione doveva soppiantare il cinema e vanno bene tutti e due; la fotografia doveva soppiantare il ritratto invece vanno bene entrambi. Vediamo i nuovi mezzi e le potenzialità che hanno, non in base a quello che riguarda i vecchi mezzi. La realtà è un’altra e mi sembra piuttosto considerevole. L’ebook ha rimesso i libri in mano a una generazione che non leggeva libri, quindi è possibile che dall’ebook poi scoprano anche il fascino del libro di carta. Per me, quindi, ebook e libro cartaceo non sono nemici ma alleati. Consultiamo ora lo storico egiziano Donald Sassoon, ordinario di storia europea comparata presso il Queen Mary College di Londra, dopo studi effettuati a Parigi, Milano, e negli Stati Uniti.
 

In merito al libro digitale che cosa prevede?
«Ci sono   tecnologie che si auto-eliminano. Prima del libro c'era il rotolo di pergamena e leggere un rotolo di pergamena non era una cosa molto pratica. In campo musicale prima c'erano le cassette che erano piccole e si potevano portare in giro. Il Cd ancora più leggero e più perfetto nel suono ha completamente distrutto le cassette, così come i DVD hanno annullato i VHS. Questa è l’affermazione di un prodotto migliore dal punto di vista tecnologico che non distrugge i contenuti, ma li migliora. Se l’ebook distruggerà completamente il libro cartaceo è prematuro dirlo, ma in ultima analisi non me ne preoccuperei moltissimo. Io vorrei che tutti leggessero i libri, e se li vogliono leggere con il sistema ebook, benissimo, non è una cosa drammatica. Casa mia è piena di libri, e l’idea di poter liberare qualche parete, non è una cosa che mi riempie di desolazione. Quindi ben venga il progresso anche nel campo dei libri». Sentiamo ora il parere dello  scrittore fiorentino Francesco Cataluccio  autore del romanzo «Vado a vedere se di là è meglio» (Sellerio) e del breve saggio «Che fine faranno i libri» (Nottetempo).
 

Che cosa prevede per l'ebook?
Il mezzo non elimina i contenuti. Prevedo una lunga fase di interregno, una zona grigia, e prima o poi il libro cartaceo morirà, però con dei grandissimi vantaggi. Anzitutto non esisteranno più i libri esauriti: i libri ci saranno sempre perché oggi le ristampe si fanno meno, e in futuro i libri saranno tutti più accessibili. Di qualunque secolo si tratti, avremo la possibilità di avere sottomano, in poco spazio e in brevissimo tempo il testo che ci interessa. Si tratterà di una sorta di biblioteca universale in tasca. E secondo me, avere tutto sottomano, aumenta la cultura di massa che è alle porte. Questo faciliterà gli studi, creerà la possibilità di approfondire le cose. L’unica differenza sarà che uno potrà avere tutti i libri del mondo in un supporto che può portare con sé. Oggi chiunque può scaricarsi la Divina Commedia gratuitamente. Io l’ho fatto e posso assicurarvi che è una cosa molto bella. In qualunque momento di relax, anche breve, posso accedere ad un verso imparato a scuola e ritrovarmi in esso. Sono certo che il libro digitale compenserà ampiamente quelli che ora sono considerati degli svantaggi. L’importante è che sopravvivano i contenuti dei libri perché non si esaurisca la memoria del mondo».
 

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