13°

Arte-Cultura

"Capannoni", il ghetto dedlà da l'acqua

"Capannoni", il ghetto dedlà da l'acqua
Ricevi gratis le news
2

Damiano Ferretti
Sono sempre più numerosi gli studenti universitari delle facoltà umanistiche che presentano come tesi di laurea ricerche su tradizioni, personaggi e avvenimenti storici locali. E' questo anche il caso di Damiano Ferretti, uno studente parmigiano da poco laureatosi alla facoltà di Lettere con una interessante tesi sul risanamento dell'Oltretorrente e sulla costruzione dei famosi «capannoni», una pagina dolorosa che molti concittadini hanno ancora ben impressa nella memoria. Nell'articolo che segue ecco come Ferretti ha riassunto il frutto della sua tesi discussa col prof. Daniele Marchesini, docente di Storia contemporanea.

L' Oltretorrente, in un certo senso è l’anticittà, è il lato oscuro di Parma, l’alterità irriconducibile ad armonia ed ordine, un territorio infido, tra città e montagna, tra socialità urbana e rozza e aggressiva ruralità affamata e ignorante, separato dal torrente, ma non isolato, delimitato, ma non escluso. Questo «Capo di Ponte», manico di un ventaglio di strade che lentamente si sono venute affollando, addensando costruzioni popolari, modeste nelle dimensioni e nella fattura, interrotte da pochi edifici di rilievo quale l’Ospedale Vecchio e le chiese farnesiane. E’ il territorio «Dedlà da l’acqua», ghetto difficile da raggiungere; è anche la «Parma Vecia», definizione che ha un curioso valore speculare, poiché la parte più antica della città, quella che insiste sul castro romano, è quella posta verso oriente che si dice «Parma Nova».
 L’immagine di questi borghi si è delineata tra le due guerre mondiali quando l’intervento del fascismo a Parma si esprime soprattutto nell’opera di risanamento e sventramento dell’Oltretorrente. I borghi dell’Oltretorrente andavano risanati, ma il trasferimento forzato degli abitanti di quelle antiche vie nei «capannoni» progettati e costruiti dal regime fascista fu avvertito dalla popolazione come una ghettizzazione, come una ritardata rabbiosa punizione per quella ribellione corale durante le barricate del 1922. Nella loro posizione, così ai margini della città (ovvero all’estrema periferia di allora) e nella loro provvisorietà così duratura, i «capannoni» diventarono più che altro una sorta di discarica umana, regolata da una disciplina ferrea, in cui venne relegata, quasi per proteggerne il centro cittadino, la parte più povera della popolazione.
Con il risanamento dell’Oltretorrente la miseria, la delinquenza, le pessime condizioni igieniche non vengono eliminate, ma più semplicemente spostate. Coloro che andranno a finire nei «capannoni», non riusciranno poi ad acquisire la stabilità economica, tale da poter occupare le abitazioni lasciate libere nel centro cittadino dalle famiglie borghesi trasferitesi nell’Oltretorrente risanato, nonostante questo fosse il piano caldeggiato, almeno a parole dall’Amministrazione. Tuttavia, per quanti sforzi d’immaginazione si facesse, restavano sempre alcune centinaia di famiglie da sistemare.
Fu per ovviare a questa situazione che l’ingegnere capo del Comune, Giovanni Uccelli, studiò la possibilità di nuove costruzioni ad hoc che verranno definite in seguito «alloggi popolari» o anche «asili comunali», programmando nel contempo, un’ambiziosa scaletta di lavori così concepita: progettazione di edifici economici, previsti in quattro distinte tipologie, delle quali tre, con qualche variante a seconda della località, dovevano essere destinate ad abitazioni provvisorie, ed una, con maggiori comodità, era in grado di fornire alloggi stabili.
La prima tipologia. Tali costruzioni risultavano formate da lunghi e bassi fabbricati ad un solo piano, che distanziavano l’uno dall’altro circa 20 metri, situati con il loro asse principale in posizione nord-sud al fine di rendere soleggiati tutti gli ambienti. Gli alloggi avevano il minimo delle comodità. Ogni fabbricato si componeva originariamente di 24 vani distribuiti in due serie di 12 ambienti per lato. L’area di ogni locale era di circa 20 metri quadrati. Di fabbricati di questo tipo ne sono stati costruiti 9 e cioè: 4 in via Navetta, 1 in Via Verona e 4 al Cornocchio, e un decimo fu costruito all’estremo di Via Verona.
La seconda tipologia. Anche questo tipo di abitazioni furono state concepite in modo del tutto analogo al primo, con la differenza che la costruzione si sviluppava su due piani; per il resto erano gli stessi caseggiati orientati al sole, con un piazzale centrale e le zone laterali da utilizzare a viali oppure a orticelli. Questo tipo di costruzione popolare aveva due piani comprendenti alloggi di una e due camere oltre i vani ricavati sotto e superiormente alle scale. In questa seconda tipologia di costruzione popolare, si è notato qualche lieve maggior comodità che nei precedenti, come per esempio la presenza in tutti gli alloggi del camino con i fornelli. Di fabbricati di questo tipo ne sono stati costruiti 5 e cioè: due in Via Paullo e tre al Castelletto.
La terza tipologia. Il terzo tipo di «alloggio economico» per gli sfrattati, era anche il più decoroso, poiché si trattava di un vero e proprio edificio civile e corrisponde al cosiddetto «palazzone», posto allo sbocco di Via Baganza. L’edificio, a forma di “C”, venne concepito in modo da essere utilizzato in massimo grado. Ogni alloggio era dotato di camino, fornelli e lavandino. Secondo questa tipologia, è stato costruito il fabbricato di Via Varese, alla sinistra del torrente Baganza e a 600 metri a monte delle vecchie mura delle città.
 La quarta tipologia. Il quarto tipo di alloggio «ultrapopolare», era una vera e propria casa di civile abitazione per famiglie modeste, nel quale ogni alloggio era dotato di tutti i servizi, oltre che della cantina.  Esso sorgeva in angolo fra Via Francesco Rismondo e Via Tommaso Gulli negli orti di San Domenico, con ingresso dalla prima delle suddette vie. Questo «capannone», aveva la forma di “C”, con la fronte esposta a sud, e racchiudeva fra le sue braccia un largo cortile interno aperto da un lato; sui lati ovest e nord aveva due larghe zone di terreno destinate a viali, orticelli, aiuole, ecc. Il Comune di Parma, quindi, durante gli anni Trenta del ‘900, ha costruito 16 fabbricati per le famiglie più povere comprendenti complessivamente 597 vani abitabili, oltre i servizi distribuiti in 447 alloggi di una e di due camere, ed ha sostenuto per tali costruzioni la spesa totale di 2.596.000.
 Sul finire degli anni Trenta, la popolazione dei «capannoni» si era ormai stabilizzata in una comunità tristemente omogenea composta dai ceti più marginali dell’ex Oltretorrente. Successivamente, e per un lungo periodo di tempo a cavallo dell’ultima guerra, tutti i vari Asili sorti in via Venezia, via Paullo, Via Verona, Via Toscana, quartieri Navetta, Cornocchio e Castelletto, rimasero ininterrottamente occupati dalla popolazione più bisognosa per effetto degli sfratti prima, e per la grave penuria di alloggi seguita ai bombardamenti anglo-americani poi. I fabbricati costruiti – vale la pena ricordarlo – risultarono sempre insufficienti di fronte ad un numero di sfrattati sempre crescente, e più che un’immagine di «rifugio» dove abitavano provvisoriamente (in realtà diventarono le loro nuove abitazioni) le famiglie, in seguito alle evacuazioni dalle loro case, si aveva quella di un campo di concentramento.
 I cosiddetti «capannoni» sono rimasti in piedi fino ai primi anni Sessanta. Da ricordare che «ai capannoni», si sentiva parlare esclusivamente in dialetto parmigiano, un dialetto strettissimo, ben diverso dall’attuale e da quello della «Parma nuova» (pare addirittura che anche la conformazione della bocca e delle labbra risentisse di questo modo di parlare).  La parola «capannone», fu in prima istanza un accrescitivo di grossa casa popolare, mentre in seguito passò a designare gli abitanti e divenne sinonimo di gente rozza, ignorante, aggressiva e violenta, ma fu assunta come un blasone da parte di coloro che si mantennero fedeli alle radici culturali, sociali e politiche dell’Oltretorrente.  

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • Pasquale

    07 Febbraio @ 20.20

    Molto interessante, varrebbe la pena farci uno speciale della Gazzetta (come parte d una serie storica).Sarebbe un successo. Balestrazzi pensaci.

    Rispondi

  • marco

    19 Ottobre @ 10.36

    Credo che a questo punto l'oltretorrente avrebbe bisogno d'una seconda "bonifica" ridotto com'e',violentato da emarginati dalla minzione facile e alla mercee d'un amministrazione che getta soltanto parole al vento e cemento....

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Gf vip, eliminata Cecilia, la piccola Belen. Grave lutto per Ignazio Moser

televisione

Gf vip, eliminata Cecilia, la piccola Belen. Grave lutto per Ignazio Moser

Tutta mia la città! Tieni sempre aggiornata la tua parmigianità

GAZZAFUN

Tutta mia la città! Tieni sempre aggiornata la tua parmigianità

Musica e balli anni '50 a Sorbolo Levante: ecco chi c'era Foto

FESTE

Musica e balli anni '50 a Sorbolo Levante: ecco chi c'era Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

La casa in classe energetica A o B? Va acquistata subito

L'ESPERTO

La casa in classe energetica A o B? Meglio acquistarla subito

di Arturo Dalla Tana*

1commento

Lealtrenotizie

I ladri entrano dal balcone, raffica di furti in città: otto in tre ore. Ecco l'elenco

polizia

I ladri entrano dal balcone, raffica di furti in città: otto in tre ore. Ecco l'elenco

3commenti

Polfer

Ruba il cellulare ad una giovane in stazione (non è il primo reato): arrestato, è libero

mafia

La salma di Riina ha lasciato Parma: destinazione Sicilia. E c'è chi gli rende omaggio

La storia

Ragazza mette in fuga a schiaffi i suoi aggressori

19commenti

soccorso alpino

Scivola sul ghiaccio e l'amico resta intrappolato: soccorsi sul Monte Bragalata

protesta

Oggi anche a Parma sciopero dei taxisti (dalle 8 alle 22)

FIDENZA

Non ha il biglietto del treno: aggredisce il controllore

5commenti

Adolescenti

Il bullo? Si combatte con l'ironia

1commento

gazzareporter

I parcheggi? In via Mascagni-via Catalani sono sulle strisce

2commenti

A Lesignano

Nuovi lavori al centro dato alle fiamme

1commento

SERIE B

Il Cittadella stende il Palermo (3-0): il Parma conserva il primato

1commento

SISSA TRECASALI

Muore sulla pista da ballo

Cinema

Archibugi: «Ma i ragazzi non sono tutti sdraiati»

FORNOVO

Stazione in mano agli sbandati

ladri in azione

Furto alla mensa del Campus: niente pasti per studenti e dipendenti Video

2commenti

dopo terremoto

Due torrini del Battistero danneggiati: area transennata Video

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

La sublime prova d'amore della mamma di Mattia

di Vittorio Testa

1commento

TRAFFICO

La mappa degli autovelox dal 20 al 24 novembre

ITALIA/MONDO

Tensione

Stato di allerta in Libano: esercito al confine con Israele

bologna

Giallo: donna morta accoltellata in casa nella zona di Igor. S'indaga a 360°

SPORT

CALCIO

Tavecchio si è dimesso con rabbia e con un "giallo": "Con un gol sarei stato un eroe". Lippi: "Scelse lui Ventura"

3commenti

Atlanta

Georgia Dome raso al suolo, in fumo 214 milioni di dollari Video

SOCIETA'

maleducazione

Lezione del conducente dello scuolabus al bullo

3commenti

cecina

Giocatore lancia bottiglia d'acqua per stizza e colpisce una bimba. Tafferugli tra tifoserie

MOTORI

IL NOSTRO TEST

Meglio ibrida o plug-in? La risposta è Hyundai Ioniq

MOTO

Energica Eva EsseEsse9, la special elettrica