-7°

Arte-Cultura

Giorgione, enigmi e seduzioni

Giorgione, enigmi e seduzioni
0

Riesce difficile staccare lo sguardo dalla «Tempesta» di Giorgione, un capolavoro che calamita da secoli per il fascino magico che emana con la sua atmosfera naturalistica semplice e nel contempo straniante con quei due personaggi (la donna che allatta e il giovane col lungo bastone) forse protagonisti, forse comparse. Il quadro, infatti, sovverte la concezione che in quel periodo si aveva dello spazio pittorico dove i personaggi erano sempre posti in primo piano mentre il paesaggio era usato come sfondo. Qui, invece, la gerarchia tra le figure viene eliminata ed è il paesaggio a dominare la scena, ma non quello limpido, tranquillo nella perennità delle sue certezze (come in Bellini e in Cima), bensì un paesaggio colto in movimento, nell’attimo in cui un lampo lo scuote minaccioso folgorandolo di un accecante bagliore. La scena resta come sospesa in questo attimo, irripetibile e sconcertante, destinato a cambiare e nel quale le figure umane appaiono elementi casuali rispetto al fenomeno celeste. «El paesetto in tela con la tempesta con la cingana e soldato, fu de man de Zorzi di Castelfranco» annotava nel 1530 Marcantonio Michiel; la cingana (zingara) restava tale nell’inventario del 1565 mentre il soldato diventava «un pastor». Nell’Ottocento i tre personaggi venivano identificati in Giorgione, sua moglie e suo figlio e prendeva come titolo «La famiglia di Giorgione»; a fine secolo diventava definitivamente «La tempesta» in quanto si scopriva che Giorgione non era sposato e soprattutto si iniziava ad indagare a fondo il significato dell’opera; nessun altro dipinto nella storia dell’arte ha avuto tante e così disparate interpretazioni nessuna delle quali pienamente convincente. Alcuni filoni interpretativi lo indicano come l’illustrazione di un mito o di una leggenda o di un episodio biblico, altri come raffigurazione allegorica storico-poitica, altri ancora come espressione delle teorie fisico-filosofiche veneziane e padovane o di fonti letterarie, altri infine ritengono il soggetto destinato ad essere compreso solo da pochi iniziati. Anche il luogo è stato oggetto di svariate ipotesi veneto-lombarde tra cui Padova per la presenza sulla torre, porta d’accesso al ponte, del carro dei Carrara, composto da quattro ruote ordinate intorno a un asse centrale, stemma dei Carraresi, signori della città. Questo particolare ha alimentato nuovi studi sul capolavoro giorgionesco, che si richiamano ad una serie di opere che vengono presentate nella mostra allestita a Padova ai Musei Civici degli Eremitani (fino al 16 gennaio) intitolata «Giorgione a Padova. L’enigma del carro» a cura di Davide Banzato, Franca Pellegrini, Ugo Soragni (catalogo Skira). La tesi che si vuol dimostrare è che Giorgione nel paesaggio abbia voluto rappresentare la città di Padova ma soprattutto il suo stretto rapporto con la città riscontrabile nel fatto che - come scrive Ugo Soragni - «in alcuni capolavori giovanili e della maturità sono ritratti svariati protagonisti della cultura letteraria, scientifica, artistica padovana, gli emblemi della dinastia Carrarese  e, filtrati attraverso la consueta capacità di sintesi del dato architettonico e paesaggistico, alcuni tra i monumenti cittadini più importanti». Altra circostanza la collaborazione del giovane ed erudito Giulio Campagnola (1480-1515) con Giorgione (1477 - 1510) almeno fino al 1505. E Giulio apre il percorso con una serie di incisioni che nell’uso del chiaroscuro riprendono modi giorgioneschi ma che denunciano anche echi mantegneschi e nordici. Desta curiosità la tavola di Jacopo Parisati (1443 - 1499) con la Madonna della Misericordia che ha davanti un bimbo in piedi nudo con una sottile fascia al collo: è Simone, ucciso a due anni e mezzo, martire. L’influenza di Giorgione è documentata nel museo padovano da vari dipinti preceduti da due tavolette - «Leda e il cigno» e «Idillio campestre» - che la critica assegna al maestro e con le quali si confrontano due tavolette di Tiziano dal più accentuato dinamismo. Nicolò dè Barbari nella «Cattura di Cristo» ammorbidisce le immagini con toni sfumati che richiamano le novità giorgionesche così come il paesaggio della bella «Madonna col Bambino e donatore» di Andrea Previtali. Anche Boccaccio Boccino, giunto a Venezia all’inizio del '500, non resta indifferente alle nuove idee che circolano (vedi la «Madonna col Bambino e le sante Lucia e Caterina»). E l’onda lunga arriva fino a Pietro della Vecchia (1603 - 1678) che ha rivisitato l’arte giorgionesca «sulla base del nuovo canone figurativo barocco». Chiudono la mostra due sommi capolavori del Giorgione, eseguiti tra il 1504 e il 1506, «Mosè alla prova del fuoco» e la «Tempesta» che, secondo Soragni, «vanno considerati complementari sia dal punto di vista formale che contenutistico». Il «Mosè» rappresenterebbe lo scontro tra Padova e Venezia con la perdita della libertà per Padova, nella «Tempesta» sarebbero rappresentati i monumenti più significativi di Padova e vi sarebbero pure svariate allusioni alla sua storia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

concerti

musica

Caos biglietti U2: ira dei fan, seconda data e esposto Codacons

Belen, un altro bacio (con Iannone) nella bufera

gossip

Belen, un altro bacio (con Iannone) nella bufera

Eva Herzigova

Eva Herzigova

L'INDISCRETO

Bellezze mozzafiato e vallette a Sanremo

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Conchiglioni crescenza e mostarda

GUSTO

La ricetta della Peppa: Conchiglioni crescenza e mostarda

Lealtrenotizie

Incidente sulla via Emilia: traffico bloccato a Parola

Parola

Scontro auto-camion sulla via Emilia: muore un 60enne

Parma

Due milioni di euro per ristrutturare il ponte sul Taro

2commenti

CLASSIFICA 

I sindaci più amati in Italia: Pizzarotti al terzo posto, consenso in aumento

Forte discesa del gradimento fra i cittadini per Virginia Raggi a Roma

29commenti

Parma

Trovati in un giorno 3 veicoli rubati: uno scooter, una Clio e una Fiat Ritmo

Parma

Ancora una settimana di gelo, possibili nuove nevicate in Appennino Video

LA STORIA

«Grazie a mio marito ho una nuova vita»

Berceto

Dopo 67 anni la cicogna torna a Pelerzo

Senzatetto

Tante iniziative per i senzatetto. E' polemica fra il Comune e la Diocesi

3commenti

Parma

Terremoto: scossa di magnitudo 2.2 in Appennino

il caso

Minacce e insulti: Bello FiGo, a rischio concerti di Foligno e Torino

Al rapper parmigiano-ghanese sono state cancellate tre date in meno di un mese

18commenti

Calcio

Il Parma acquista Munari: oggi la presentazione con Edera Video

Il centrocampista ha già giocato con la maglia crociata in serie A e in Coppa Italia

musica

Giulia, una stella del jazz pronta a brillare

La felinese è in finale al Concorso Bettinardi

Gazzareporter

Il Mondo di Flo

Gazzareporter

Pulire la Parma con temperature sotto zero...

polemica

"Marchio Parma in Giappone", affondo della Lega, Casa risponde

La storia

In via Po circondati dal degrado

1commento

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Politicamente corretto: l'ipocrisia al potere

di Michele Brambilla

6commenti

EDITORIALE

L'orrore in diretta? E' la tv del Medioevo

di Francesco Monaco

ITALIA/MONDO

ECONOMIA

L'Fmi taglia il pil dell'Italia: +0,7% nel 2017, +0,8% nel 2018

Motori

La Germania chiede il richiamo di Fiat 500, Doblò e Jeep-Renegade

SOCIETA'

Tendenza

Anche a Parma è vinilmania

ISTAT

Grandi città fuori dalla deflazione. Sopra i 150mila abitanti Parma tra le più care

SPORT

auto

L'auto protagonista alla Dakar? La Panda 4x4

ARBITRI

Fischietto, che passione. Un'epopea lunga un secolo

ANIMALI

sant'antonio

Benedizione degli animali a Bannone  Gallery Video

animali

Il cervo curioso entra in chiesa Video