Arte-Cultura

Francigena, Antelami e altri miti

Francigena, Antelami e altri miti
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 di Giuseppe Marchetti
Giovedì  alle 17 al Ridotto del Teatro Regio verrà presentato il volume «Parma medievale. Poteri è istituzioni», primo tomo dei due che la «Storia di Parma» edita da Mup riserva ai tempi di quel lungo periodo che va dalla caduta dell'Impero romano alla fine del XV secolo. Dopo i saluti di rito del sindaco Pietro Vignali, del presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e di Andrea Zanlari presidente della Camera di Commercio, interverranno il Rettore dell'Università Gino Ferretti, il presidente della Fondazione Monte di Parma Gilberto Greci, Carlo Salvatori presidente di Banca Monte e Maurizio Dodi presidente di Monte Università Parma editore dell'opera. Della quale parleranno poi il curatore della «Storia» Domenico Vera e il curatore del volume Roberto Greci.

 

Con l'uscita di questo ricco testo, la «Storia di Parma» entra nel vivo di un'amplissima fase che riporta la città e il suo territorio al centro di  secoli tutt'altro che bui o, peggio ancora, secondari. Scrive giustamente Roberto Greci nella prefazione che «la specificità di Parma medievale (della città e del territorio che la circonda) consiste essenzialmente nel suo essere collocata in una zona particolarmente utile per le comunicazioni. Immersa nella fitta maglia urbana della Pianura Padana, infatti, è anche chiave d'accesso, tramite agevoli passi montani, all'Italia centrale. Come tale fu costantemente guardata dai poteri che, nel corso del tempo, ambirono a coordinare, se non a dare unità, al quadro frammentato italiano». Non solo città, dunque, ma entità politica sociale e religiosa, e un nucleo cospicuo di presenze importanti, vescovi, principi e addirittura un antipapa, Cadalo. Otto vasti capitoli, arricchiti da due magnifici inserti fotografici, dalla Bibliografia e dagli Indici dei nomi e dei luoghi, formano il volume. Parma Longobarda è narrata da Claudio Azzara, Chiese e dinastie nel mondo carolingio sono esaminate da Luigi Provero, Giuseppe Albertini analizza i rapporti del potere del vescovo in età ottoniana, mentre Roberto Greci dedica ampio spazio alle origini agli  sviluppi e alle crisi delle istituzioni comunali. Di Andrea Gamberini è il capitolo sul contado di fronte alla città, e di Marco Gentile l'esame della periferia di uno stato nel Quattrocento.

Due molto articolati studi completano l'opera: il primo è dovuto a Maria Pia Albertoni sulla chiesa cittadina, i monasteri e gli ordini mendicanti, il secondo a Gianluca Battioni sulle istituzioni ecclesiastiche e la vita religiosa nel secolo XIV e XV. Le belle foto degli inserti dovute a Giovanni Amoretti con il commento di Marta Santacatterina accompagnano il lettore nel viaggio attorno a Benedetto Antelami e alla Via Francigena. Il viaggio quindi nel suo complesso di storia, cultura, credenze, lotte, paci, dominazioni, rivolte, progressi, interessi, tradimenti, distruzioni e ricostruzioni, ha qualcosa di semplicemente affascinante che modula i contributi di queste dinamiche delle istituzioni e dei poteri tra prevedibilità e imprevedibilità delle occasioni e dei personaggi. La storia si muove così e si sviluppa per cerchi concentrici e i discorsi esulano dalla fredda e impersonale calibratura manualistica per diventare veri e propri racconti. D'altra parte, come già  era stato abbondantemente esibito nei volumi precedenti, e come sarà dimostrano nel secondo tomo previsto per il prossimo anno, la città, la Parma cioè quale comunità e centro in lunga e faticosa evoluzione, è il motore di questa narrazione che esplora e illumina tutti i rapporti politici, sociali ed economici dell'Italia Settentrionale durante il Medioevo ma anche sui confini dell'Umanesimo e del Rinascimento, dagli Ottoni e dai vescovi conti ai Visconti, ai  da Correggio, ai Pallavicino, agli Sforza, dalla contessa Matilde a Bernardo degli Uberti, da Sinibaldo Fieschi cardinale e nel 1243 eletto papa col nome di Innocenzo IV, uno dei giuristi più  illustri di tutto il Medioevo, ai Sanvitale, ai Rossi, ai Torelli. E l'elenco potrebbe continuare sino alle vicende e ai protagonisti della fine del Quattrocento dopo la morte di Filippo Maria Visconti e i progetti politici che coinvolgono gli Sforza a Milano e in sede parmigiana il Carissimi, i Galimberti  e gli Este che avevano avanzato mire e opzioni militari su Parma e il suo territorio. La lunga e complessa vicenda del Medioevo parmigiano e parmense si offre ora alla lettura come un intreccio di dati, fatti, occasioni e destini che dicono cose nuove anche a chi ha già confidenza con la vasta e non sempre ben conosciuta materia così sprofondata nei secoli e tuttavia ancora sorprendentemente viva perché è storia di uomini e gli uomini con le loro passioni, vizi e virtù non cambiano mai. 

Parma medievale

Mup, pag. 373, 120,00

 

 

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