-4°

Arte-Cultura

Quei lunghi inverni di una volta

Quei lunghi inverni di una volta
Ricevi gratis le news
0

di Lorenzo Sartorio

Inverni di ieri e «amarcord» di oggi. «Amarcord» non tanto lontani, ma sufficienti  per comprendere come siano cambiate le cose in una cinquantina  d’anni. L'inverno, specie per la gente dei campi,  iniziava  a novembre con le prime nebbie.  Infatti in novembre la campagna iniziava il suo lungo letargo per risvegliarsi  in primavera con il disgelo e quei ciuffi di tenere asprelle che sbucavano tra le chiazze di neve e le violette che occhieggiavano  nei fossati.  Dopo le varie «migrazioni» da un podere all’altro,  per San Martino ( 11 novembre),  le «officine» in cui la gente dei campi lavorava in inverno erano la stalla e il «pòrtogh» che, essendo riparato dalla pioggia e dalla neve, offriva la possibilità, quando il freddo non faceva  sul serio, di fare qualche lavoretto. 

Anche l'orto, ormai, era spoglio e non offriva più quelle belle verdure per fare il minestrone. Solo  le verze attendevano il gelo per diventare candide come la neve e quindi particolarmente  tenere e gustose. Le foglie esterne più dure venivano utilizzate per fare quelle zuppe lente che, unitamente a patate, porri e zucche borbottavano sul camino. Ed a proposito di zuppe e minestrone,  una tradizione «da freddo» molto in uso tra i nostri vecchi era il «bèvor 'in vén» ossia aggiungere  gagliardo vino rosso alla seconda razione del minestrone oppure alla rituale tazza di «brodo di terza» che il «rezdor» sorbiva alla domenica come aperitivo in modo da «aprire» lo stomaco alla grande abbuffata della festa.   
La stalla, in inverno, rappresentava  un bel ricovero per la gente dei campi in quanto era il suo tepore che consentiva  quelle veglie serali in compagnia dei vicini dove si straparlava di tutto e di niente mentre le donne cucivano e i vecchi facevano previsioni  atmosferiche  ipotizzando copiose nevicate perché le lune o i santi «mercanti  da neve» suggerivano così da secoli. Era una simpatica tradizione, da parte dei vicini, dimostrare di avere apprezzato l'accoglienza ricevuta nella stalla.  Ed allora i più giovani della famiglia ospitata  al «filòs» si preparavano, in estate, alla «resa del caldo» che corrispondeva ad un paio di giorni di lavoro gratuiti all’anno  che rendevano al padrone di casa. 
 Il lavoro nella stalla, anche in inverno, procedeva ugualmente come pure le levatacce quando nel cielo brillava ancora la «stella del bovaro» per pulire, voltare il fieno, dare da mangiare alle bestie e mungere quel latte che il cascinaio, puntualmente, sarebbe venuto a ritirare di prima mattina. Ma la giornata era lunga e quindi bisognava ammazzare il tempo con qualche lavoretto che si svolgeva  al tepore della stalla specie alla sera in veglia. 
I lavori invernali erano appannaggio soprattutto degli anziani, ma anche i giovani, essendo forzatamente inoperosi,  collaboravano con i vecchi. Si impagliavano, allora,  i fiaschi e le damigiane,   si facevano scope di saggina. Con la saggina finissima tagliata corta si facevano anche i «mansarèn», scopini utilizzati dalle «rezdore» per pulire il «tavlér» dalla farina  quando facevano la «fojäda». Con la «pavéra» si impagliavano seggiole e si facevano anche le sporte per la spesa, si riparava  il manico di legno degli attrezzi agricoli, si approfittava  per sistemare  eventuali  guasti domestici come l’anta di un armadio, una porta o  una finestra che non chiudevano bene oppure un «scur» che aveva bisogno di una piallata.
 Un altro lavoro importante era riparare la rete metallica della  «còrga» dove venivano tenute le chiocce «scapadóre» e della  «moschéra» che in inverno cessava il proprio servizio per riprenderlo in estate difendendo i cibi dalle insidie delle molestissime mosche. Per i ragazzi, quando la neve copriva con la sua coltre campi e case, il divertimento più diffuso era la «blizgaróla» che prevedeva discese anche troppo «libere» con ruzzoloni al seguito. Sotto le neve pane, sotto le coperte il prete o le braci e  accanto ai vetri delle finestre i «fiór äd giàs » che il freddo ricamava durante la notte. Ma quando nevicava davvero erano guai seri in quanto la  «rotta»  (lo sgombero della neve) non erano certo i mezzi meccanici che la facevano, come oggi   ma spartineve molto autarchici, ossia un grossa slitta formata da due spesse assi disposte a cuneo, trainata da buoi. Per tenere il ligneo mezzo  il più aderente possibile alla strada in modo che facesse presa,  si usava appesantirlo con tronchi e farvi salire uomini e ragazzi. Finchè la neve era fresca l’operazione di sgombero era dura, ma possibile. Però, quando «la néva la ciapäva al machét» allora erano  guai seri poichè,  essendo pesante, comportava uno sforzo titanico specie per quelle povere bestie dalle cui narici uscivano nuvole di vapore che le rendevano simili a draghi preistorici.
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Ignazio Moser

Ignazio Moser

DADAUMPA

Moser, dal GF a Parma: «Qui sto bene, ho tanti amici»

Tom Petty

Tom Petty

MUSICA

Tom Petty è morto per overdose accidentale

Biondo e Filippo riammessi nella scuola di Amici

televisione

Biondo e Filippo riammessi nella scuola di Amici, espulso Nicolas

Notiziepiùlette

Ultime notizie

“Pat Garrett & Billy the Kid”, il mito secondo Dylan

IL DISCO

“Pat Garrett & Billy the Kid”, il mito western secondo Dylan

di Michele Ceparano

Lealtrenotizie

Cremonese-Parma 1-0: crociati sconfitti a pochi minuti dalla fine sotto gli occhi di Lizhang

DIRETTA

Cremonese-Parma 1-0: crociati sconfitti a pochi minuti dalla fine sotto gli occhi di Lizhang Foto Video

Nel primo tempo squadre equilibrate, poi i crociati calano. La Cremonese aumenta il pressing e fa gol con Cavion

1commento

DIARIO DELLA TRASFERTA

"Tutti a Cremona!": quasi 2mila tifosi da Parma Foto Video

Uno dei pullman ha qualche problema al motore in autostrada ma riesce a raggiungere lo stadio di Cremona. Molti tifosi in auto

APPENNINO

Escursionisti in difficoltà per il ghiaccio: due interventi del Soccorso Alpino sul Marmagna

In salvo due 29enni toscane e due uomini del Parmense. Appello del Saer: "Usate l'attrezzatura adatta"

FURTI

Ladro in fuga si lancia da una finestra al quarto piano: ferito e... arrestato Foto

Di chi sono tutti questi oggetti rubati?

WEEKEND

Teatro, escursioni e lo spettacolo dei fuoristrada: l'agenda 

Testimonianza

«Un truffatore mi ha rubato l'identità: insultato e minacciato da mezza Italia»

incidente

Frontale nella notte al Botteghino: due feriti

via d'azeglio

Prima minaccia i clienti, poi lancia bottiglie contro le vetrine: inseguito e bloccato

5commenti

mobilità

Maxi zone a velocità limitata nel Cittadella e nel Montanara Video

2commenti

droga

Arrestato mentre spaccia in viale dei Mille. Con 17 dosi pronte nelle siepi

Turandot a Torino

La danzatrice Cabassi: «Strage sfiorata, io c'ero»

politica

Pizzarotti: "Nel M5s restano solo gli yes man. Con me usata la linea sovietica"

7commenti

CARIGNANO

Raccolte 500 firme per non chiudere l'asilo

1commento

Poste Italiane

Quella raccomandata in viaggio da oltre 40 giorni e mai recapitata

Chiesa

Enrico, il chimico che ha scelto la tonaca

GAZZAREPORTER

"Il Cortile del Guazzatoio è ancora un parcheggio"

1commento

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

La strana democrazia delle parlamentarie

di Francesco Bandini

CHICHIBIO

«Timocenko», soprattutto pizza per tutti i gusti

di Chichibio

1commento

ITALIA/MONDO

SESTRIERE

Va a sbattere contro la barriera della pista: muore sciatore

BERGAMO

Lei vuole troncare la relazione, lui le spara nella stanza di un albergo

SPORT

RUGBY

Le Zebre battono Agen 38-30

tennis

Griglia di partenza rovente: al via i regionali a squadre indoor

SOCIETA'

società

Droga, prostituzione, sigarette: gli italiani spendono 19 miliardi annui in attività illegali

musica

Ed Sheeran annuncia il fidanzamento con Cherry Seaborn

MOTORI

LA NOVITA'

Nuova Dacia Duster: il low cost diventa un eroe borghese

NOVITA'

Gamma Fiat 500 Mirror, infotainment "allo specchio"