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"Una storia da riscrivere"

"Una storia da riscrivere"
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Dal 25 luglio all’8 settembre 1943. Dalla caduta di Mussolini alla firma dell’armistizio: i 45 giorni. Giorni d’attesa: nei quali s’aspetta la direzione che l’Italia prenderà. S’intitola proprio «La “fiduciosa attesa''» (titolo tratto da un articolo della «Gazzetta di Parma» del 1° agosto 1943) il volume che Fiorenzo Sicuri dedica ai 45 giorni a Parma: un saggio («I quarantacinque giorni a Parma: 25 luglio-8 settembre 1943»,  il sottotitolo) che incrociando un buon numero di fonti (innanzitutto d’epoca) prova a «delineare il più minuziosamente possibile il periodo considerato» colmando di fatto una lacuna su un passaggio poco «coperto» dalla storiografia locale. Quattro capitoli («Luglio», «Le forze politiche», «Agosto», «Settembre») e un mare di note dettagliate, alcune delle quali davvero molto interessanti, per un volumetto agile (un’ottantina di pagine escluse le note) che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe fare quasi da «apripista». 
Il libro (pubblicato da Uni.Nova) sarà presentato oggi, alle 17,30 alla Biblioteca internazionale (vicolo delle Asse, Sala ragazzi). Con l’autore interverranno il direttore dell’Istituzione Biblioteche del Comune Giovanni Galli, Margherita Becchetti del Centro studi per la stagione dei movimenti e Giuseppe Massari dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea.
«Questa è la prima ricostruzione dei 45 giorni che viene fatta a Parma. L’ho fatta – spiega Sicuri - seguendo in tutto un metodo analitico: la mia visione della storia di Parma cerca di essere il più possibile oggettiva, senza menzogne e senza omissioni. Su scala nazionale da questo punto di vista sono già stati compiuti passi significativi, mentre a livello locale c’è un’impostazione che risale agli anni Settanta e che, credo, dev’essere superata: io penso che la storia, locale come nazionale, debba essere trattata seriamente, e che non si possano tacere o sottacere alcuni fatti, come ho già mostrato nel libro che ho dedicato a Guido Picelli».
Dopo Picelli, dunque, ecco ora i 45 giorni. «Cosa mi ha colpito? Il carattere liberatorio del 25 luglio: liberatorio per molti – dice l’autore -. Le reazioni dei giovani e delle donne, che connotarono la maggior parte delle manifestazioni di giubilo. I gesti di chi, magari avendo la tessera in tasca, partecipò alla distruzione dei simboli del fascismo: qualcuno passò dall’altra parte per opportunismo, certo, ma molti davvero non ne potevano più, e anche per loro la caduta del regime fu una liberazione. Poi mi ha colpito l’atteggiamento dei fascisti: fermi, quasi attoniti di fronte a quanto stava accadendo. E ancora: il fatto che in quel periodo gli antifascisti fossero deboli, ancora “in formazione”. Gli unici con un minimo di struttura erano i comunisti, i soli che si muovevano sulla via della lotta armata».
Il rapporto tra Parma e altre realtà ci vede più cauti: «In molte province del nord – continua Sicuri - scattarono le manifestazioni operaie, qui invece il fronte sindacale era molto più tranquillo. Si distrussero sì i simboli del regime nell’immediato, ma dopo, concretamente, non ci fu un grande movimento di massa. Ed è curioso notare che mentre la partecipazione della popolazione fu appunto abbastanza limitata, cioè molti “stavano a vedere”, qui i comunisti pensarono subito alle armi. Qui si andò subito verso la lotta armata».
Il volume sui 45 giorni vuole essere un primo passo: quasi un apripista, si diceva, per qualcosa di più ampio. «È un primo mattoncino. La premessa a ragionare su ciò che succede dopo: credo infatti che si debba arrivare a una ricostruzione del periodo 1943-45 che sia analitica e ricca di fonti, e che cerchi di superare le querelle su cui per tanto tempo ci si è incagliati. Non bisogna fermarsi lì, si deve avere una visione più larga. Ad oggi – conclude Fiorenzo Sicuri - non esiste una storia generale del periodo 1943-1945 della provincia di Parma; ci sono storie della resistenza armata, saggi più circoscritti, ma una storia generale non c’è. Bisognerebbe arrivarci». 
La «fiduciosa attesa» -  Uni.Nova, pag. 128, 10,00
 

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