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L'Unità d'Italia vista dagli artisti parmensi: apre una mostra a Palazzo Bossi Bocchi

L'Unità d'Italia vista dagli artisti parmensi: apre una mostra a Palazzo Bossi Bocchi
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Comunicato stampa

Nell’anno che vede il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Fondazione Cariparma, in stretta collaborazione con la Biblioteca Palatina di Parma, contribuisce a tale importante appuntamento con la realizzazione di tre distinti appuntamenti cadenzati nell’arco del 2011: si tratta della mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia (dedicata allo studio dell’arte parmense nel periodo tra la dominazione degli ultimi Borbone e i primi anni successivi all’unificazione del Paese (1870), l’esposizione La cultura nel Ducato di Parma alla vigilia dell’Unità d’Italia: le letture della Corte (progetto che vuole rappresentare l’eccellente patrimonio culturale del Ducato di Parma portato in dote allo Stato nazionale sotto forma di manoscritti, incunaboli e libri a stampa posseduti dalle dinastie regnanti) ed infine la mostra Pittori topografi. L’immagine di Parma tra Ducato e Unità d’Italia (un progetto dedicato al confronto tra riprese fotografiche odierne e le vedute di esterni/interni dipinte dagli artisti parmensi intorno al periodo dell’unità nazionale).

La mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia è aperta a Palazzo Bossi Bocchi dal 15 gennaio al 27 marzo. Inaugurazione sabato 15 gennaio alle 17. L'esposizione, attraverso un ricco panorama di opere, talvolta inedite, di pittura, incisione, scultura, architettura, fotografia, filatelia, numismatica e arti decorative - in collaborazione con Biblioteca Palatina di Parma, Collezioni d’arte del Palazzo del Quirinale, Comune di Parma, Provincia di Parma, Fondazione Museo “Glauco Lombardi” di Parma, Soprintendenza al Patrimonio Artistico, Storico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza, Ipsia “Primo Levi” e Liceo d’arte “Paolo Toschi” - si fregia del logo ufficiale delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e vuole raccontare a un vasto pubblico l’impatto che i rivolgimenti storici ebbero sulle strategie professionali e sulla produzione artistica locale: nel breve tempo che ruota intorno al processo storico dell’unità nazionale, gli artisti degli Stati parmensi ebbero infatti un ruolo assai più significativo di quanto finora considerato.

Il percorso della mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia - ideata e curata da Gianfranco Fiaccadori e Alessandro Malinverni (Università di Milano) e Carlo Mambriani (Università di Parma) - si articola in due sezioni: la prima dedicata alla formazione nell’Accademia di belle arti (i concorsi interni, i soggiorni di perfezionamento all’estero, le esposizioni nazionali e internazionali) e alle prime commissioni disponibili ai giovani artisti (la Società d’Incoraggiamento, la committenza pubblica e privata); la seconda al rapporto con le due dinastie delle quali gli artisti furono sudditi: i Borbone-Parma e i Savoia. I sovrani ebbero un ruolo centrale, con il loro mecenatismo, nel procurare occasioni di sussistenza ai giovani allievi dell’Accademia che si avviavano alla professione e, talvolta, nell’offrire loro diretta protezione anche per la successiva fase di perfezionamento.

Due scuole superiori di Parma hanno collaborato all’iniziativa con il lavoro di studenti e docenti: l’Ipsia “Primo Levi” ha confezionato i costumi dell’ultima duchessa, Luisa Maria, e del primo re, Vittorio Emanuele II, ispirati ai ritratti esposti in mostra; il Liceo d’Arte “Paolo Toschi” ha curato il restauro dei gessi della sua Gipsoteca.

Sul piano della conservazione e della valorizzazione, è da ricordare che – in occasione di tale esposizione - diverse opere sono state appositamente restaurate, recuperate dai depositi o ricongiunte dopo decenni, permettendo nuove scoperte critiche: la Contadinella di Cecrope Barilli del Quirinale, il Vecchio soccorso da un fanciullo di Ignazio Affanni della Provincia di Parma, l’antico e prezioso pugnale (Musei Civici di Piacenza) con la sua teca, donati dalla duchessa reggente al piacentino Istituto Gazzola, la cornice neobarocca con una Madonna del Bissoli, uno scranno neogotico e il ritratto di Luisa Maria con il figlio Roberto I di Giulio Carlini, di proprietà della Galleria Nazionale.

Evento collaterale alla mostra sarà anche un ciclo di conferenze settimanali coincidenti con la durata della mostra (a Palazzo Bossi Bocchi e il cui calendario sarà reso noto nei prossimi giorni) dedicate ad approfondire, con la presenza di autorevoli relatori, il periodo artistico che insiste attorno al processo storico dell’unità nazionale; a ciascun incontro seguirà una visita guidata alla mostra.
 

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