18°

32°

Arte-Cultura

L'anima di Leonora, la voce di Maria Callas

L'anima di Leonora, la voce di Maria Callas
Ricevi gratis le news
0

di Gian Paolo Minardi

Per quanto si sia arricchita in tempi recenti la discografia della «Forza del destino» appare senza dubbio meno estesa rispetto a quella di altri titoli popolari, quali «Traviata» e «Aida», constatazione questa che, al di là dell’alone misterioso, un po' jettatorio che la circonda per gli addetti ai lavori i quali aggirano l’ostacolo titolandola, ammiccando, «Il Potere del Fato», si può riportare alle «difficoltà» che quest’opera ha incontrato in sede critica, rimanendo peraltro sempre viva la rispondenza con il grande pubblico. Indubbiamente disorientante, rispetto alle precedenti opere, risultava quello che rappresenta la vera novità, vale a dire l'apparente articolazione dello svolgimento, non più lineare ma scandito attraverso una varietà di digressioni, che lo stesso Verdi andò accrescendo rispetto al già movimentato dramma di Angel de Saavedra, duca di Rivas «Don Alvaro o La fuerza del sino»; lavoro questo di grande complessità, dalla trama assai intricata, che a quel tempo godeva di un particolare favore da parte del pubblico. Verdi lo giudicava «potente, singolare e vastissimo» e «fuori del comune».
Pur avendo fornito al librettista, il fedele Piave, indicazioni per uno sfrondamento che rendesse il percorso drammaturgicamente funzionale, andò arricchendolo di altre situazioni, come quella tratta dal «Wallensteins Lager» di Schiller. 
Un segnale di come andasse modificandosi la concezione verdiana del dramma musicale, secondo una prospettiva più ampia, in senso circolare, cosa appunto che non trovò subito la comprensione di certa critica, se si pensa solo al drastico giudizio di un prestigioso studioso che parlava del «ciarpame della ''Forza del destino''»; se si aggiunge poi come dopo l’esordio, nel novembre del 1862, al Teatro imperiale di San Pietroburgo, che aveva commissionato il lavoro, Verdi sottopose la partitura ad una profonda revisione che oltre al mutamento del finale - non più il suicidio di Don Alvaro ma uno «scioglimento» catartico - comporta varie modifiche nell’organizzazione interna dell’opera nonché la sostituzione del Preludio con l’ampia Sinfonia, una delle pagine sinfoniche più avvincenti che si è poi radicata anche nei programmi concertistici. Solo col tempo l’attenzione della critica andrà individuando la profonda coerenza che guida la narrazione dietro l’apparenza più disorganica. 
Riflesso di tale complessità è la difficoltà di una realizzazione che illumini sapientemente le diverse angolature che compongono il tutto, nell’intersecarsi di piani diversi, difficoltà affrontate con consapevolezza dalla EMI nel 1954 quando si apprestò a realizzare in studio l’opera - l'edizione «storica» che la Gazzetta di Parma offre ora ai lettori in occasione dell’inaugurazione della stagione lirica del Regio - affidandone la guida ad una bacchetta di indiscussa autorevolezza quale quella di Tullio Serafin, un direttore la cui esperienza era nutrita da una acutissima sensibilità nel rivivere le ragioni intrinseche del nostro melodramma; e che nel caso diventa fondamentale nell’imprimere un passo scorrevole, senza troppi indugi riflessivi, ad un arco narrativo così complesso, per l’intreccio delle situazioni che vedono in gioco sei interpreti vocali in ruoli oltremodo incrociati. 
Anche questo un dato imprescindibile posto da quest’opera, che trova nella rinnovata proposta una conferma sicura. La presenza della Callas innanzitutto, testimonianza di indiscutibile fascino e originalità per il modo di appropriarsi del personaggio. 
Una Callas che aveva già affrontato il ruolo nel 1948 a Trieste e che ora, verso la piena maturità, si muoveva con straordinaria duttilità, sorretta da una tecnica tanto ardimentosa quanto straordinaria, tra repertori assai differenziati, pensando solo alla sua presenza alla Scala tra il '54 e il '55 con «La vestale», «Andrea Chénier», «La Sonnambula», «Il turco in Italia» e « La Traviata». 
Duttilità che ritroviamo in questa sua Leonora, con tutta la forza di penetrazione e di immedesimazione che la cantante le imprime al personaggio rivivendone l’intima drammaticità attraverso l’incisività e la mobilità degli accenti, a rischio persino di qualche crudezza timbrica. 
Un ritratto a tutto tondo nel gioco di contrasti attivato da un temperamento drammatico che imprime una continuità rivelatrice tra l’ampiezza sinuosa del canto e la pregnanza dei recitativi. 
Al suo fianco abbiamo un Tucker in gran spolvero per la naturalezza del fraseggio e lo squillo degli acuti mentre ancora sopravvive nonostante il segno dell’età che avanza l’impronta di nobiltà impressa da Carlo Tagliabue al personaggio di Carlo. 
Autorevole il Padre Guardiano di Nicola Rossi Lemeni, brillante la Preziosilla di Elena Nicolai, estroso il Melitone di Renato Capecchi, senza dimenticare l’ottimo Calatrava di Plinio Clabassi.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Rinoceronte ancora in finale al Talent Show "Eccezionale veramente"

tg parma

Rino Ceronte ancora in finale al talent show "Eccezionale veramente" Video

"Dai un bacio a Chiara"  Fedez e Chiara Ferragni approdano a Capri

gossip

Fedez e Chiara Ferragni (e Rovazzi) a Capri: folla in delirio Video

La D’Urso in barca con Gerard Butler: è amore?

gossip

La D’Urso in barca con Gerard Butler: è amore?

Notiziepiùlette

Samuele Turco suicida in carcere
delitto san prospero

Samuele Turco suicida in carcere

Ultime notizie

Le parole del giovane parmigiano

SONDAGGIO

Da bagolón a bagolone: come cambia il dialetto dei giovani

di Mara Varoli

1commento

Lealtrenotizie

Per la perizia Turco non si voleva suicidare

La relazione

Per la perizia Turco non si voleva suicidare

Lutto

La morte di Igino Lemoigne, una vita nelle assicurazioni

Il caso Turco

«Il suicidio? Impossibile prevederlo»

L'intervista

Insinna: «Vi racconto la verità sui fuori-onda»

IL PERSONAGGIO

Torrechiara, Alberto Angela «gira» nel castello

BORGOTARO

La medicina del Santa Maria, untutti i dati del 2016

IL CASO

Colorno, «portoghesi» del bagno in piscina. Ora le denunce

Fidenza

Roslyn, campionessa di nuoto a 74 anni

delitto s.prospero

Omicidio all' "Angelica club": Samuele Turco suicida in carcere Video

1commento

seconda amichevole

Calaiò inarrestabile, 5 gol; tripletta Iacoponi: Parma-Settaurense 12-0

via Anselmi

Fiamme in una palazzina: grave una 60enne - Video: dentro l'appartamento distrutto

gazzareporter

Parma, 2017: dormire sotto il ponte

4commenti

via capelluti

Teneva la pianta di marijuana sul balcone. Ma sono passati i vigili....

1commento

droga

Arrestata l'insospettabile studentessa-pusher

22commenti

economia

Pomodoro, oltre 1000 assunti per la campagna Mutti

Nei 3 stabilimenti di Parma, Collecchio e Salerno, oltre ai fissi

incidente

Cade dalla bici in via Repubblica: grave 74enne

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL CASO

Samuele Turco, la tragedia e la pietà Video-editoriale

di Michele Brambilla

1commento

EDITORIALE

Pusher e prostituzione: qualcuno intervenga

di Francesco Bandini

22commenti

ITALIA/MONDO

operazione

Milano, stazione Centrale invasa dai migranti: nuovo blitz della polizia

Francia

Incendi in Costa Azzurra, evacuate 10.000 persone Foto

SPORT

mondiali nuoto

Pazzesca Pellegrini, impresa in rimonta: è oro. "Vorrei fare la velocista" Foto

nuoto

Italia show ai mondiali: Detti oro e Paltrinieri bronzo negli 800 sl

SOCIETA'

TECNOLOGIA

Bosch e Daimler, il parcheggio è autonomo Gallery

gazzareporter

Quando l'imbianchino non c'è... il gatto balla Video

MOTORI

il video

Tutto in 44 secondi: un’intervista a 300 km/h sulla nuova Jaguar XJR575 Video

anniversario

Pajero One/Hundred, Mitsubishi festeggia il secolo di vita