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Officina parmigiana terzo millennio - Il paesaggio è stato d'animo: Valerio Varesi

Officina parmigiana terzo millennio - Il paesaggio è stato d'animo: Valerio Varesi
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Officina Parmigiana è il termine che indica il gruppo di intellettuali di Parma negli anni '50-'60, così felicemente battezzato da Pasolini, che riconobbe in loro uno dei più vivaci movimenti poetici del secolo scorso. E da oggi gazzettadiparma.it inizia il suo viaggio nella "Officina parmigiana" del terzo millennio, ovvero nella produzione letteraria contemporanea che nasce a Parma. Un altro tassello, insieme alle recensioni che potete mandare a Yes we book  e ad altre iniziative che seguiranno, per costruire un nostro virtuale "Scaffale Parma", perchè il web - il nostro web - non vuole essere solo qualcosa di rapido e superficiale, ma ha l'ambizione di essere anche un mezzo per promuovere la cultura, e a maggior ragione quella che si lega alle nostre radici.

VALERIO VARESI

Il paesaggio è stato d’animo - di Cristina Pedretti


La nebbia fumigava irrequieta accarezzando con le sue ali grigie il parabrezza.

«Dentro la fiumana nera sembra di essere soli al mondo» rifletté Angela. «Credi che sia questo a fare paura?»

«Siamo sempre soli al mondo, ma senza esserne consapevoli. La nebbia ce lo fa solo ricordare», replicò il commissario fissando di fronte a sé.

È una filosofia amara quella del commissario Soneri, il personaggio nato dalla penna di Valerio Varesi e diventato nome noto nella narrativa gialla italiana contemporanea. Con il volto dell’attore Luca Barbareschi è stato anche presentato al pubblico televisivo nelle tre stagioni della serie “Nebbie e delitti” (in onda su Raidue dal 2005 al 2009). Eppure, come si può cogliere dalle battute qui riportate (tratte dall’ultimo romanzo di Varesi, “È solo l’inizio, commissario Soneri”, edizioni Frassinelli 2010) c’è molto più di un’indagine da risolvere e di un mistero da chiarire, nelle vicende dell’ispettore parmigiano.

Valerio Varesi (classe 1959) è nato a Torino da genitori parmensi e dall’età di tre anni è vissuto nella nostra città; si è laureato in filosofia a Bologna e ha iniziato a Parma la carriera giornalistica che lo ha portato nel 1990 a lavorare nella redazione bolognese di Repubblica. Nel ’98 esce il suo primo romanzo “Ultime notizie di una fuga” (edizioni Mobydick), ispirato alla vicenda della famiglia Carretta, in cui compare per la prima volta il personaggio di Soneri: il genere poliziesco/noir affascina Valerio, soprattutto per la valenza sociale che può assumere. Analizzando le cause di un crimine infatti, possono emergere, oltre alle problematiche dei singoli implicati, le condizioni sociali del contesto in cui tale crimine è stato compiuto, condizioni che, in una certa misura, ne hanno permesso l’attuazione. Si delinea così, attraverso le inchieste di Soneri (ambientate a Parma e zone limitrofe), il profilo di un autore profondamente innamorato della propria terra e proprio per questo deciso a criticare tutto ciò che la intacca, la cambia, la rovina.

Questa chiacchierata con Valerio Varesi si svolge ai piedi del Battistero, nel cuore di Parma, in un freddo pomeriggio di gennaio, tra biciclette che sobbalzano sull’acciottolato, voci di passanti e musiche di un nostrano artista di strada: è solo l’inizio, commissario Soneri! (vedi: video prima parte)

La nebbia è elemento costante e caratterizzante delle storie di Soneri. Questo accade perché Varesi, oltre a descrivere con cura i paesaggi nei suoi racconti, li sente come correlativo oggettivo delle emozioni dei personaggi: la nebbia è incertezza, mistero, disperazione, incapacità, paura. Nella nebbia l’uomo si confonde, perde il contatto con la realtà, è costretto ad abbandonare l’uso dei sensi (fallaci, in quanto annebbiati) e ad acuire l’intelletto, a guardare dentro di sé perché è di sé l’unica coscienza possibile. Metafora di quell’intrigo difficile da dipanare che può essere un’indagine di polizia, ma che è anche la nostra condizione umana, la nebbia che avvolge Soneri è la compagna silenziosa che insegna a diffidare delle apparenze e ad assaporare i momenti di schiarite: il buon cibo, ad esempio, nutrimento del corpo che sa rinfrancare l’anima; l’affetto di una persona cara, “anestesia dai cattivi pensieri”; ed anche la bellezza della propria città, o forse proprio lo spirito della città a cui ci si sente d’appartenere, e che resta immutato nonostante le delusioni affiorate col tempo. (vedi: video seconda parte)

Varesi sente con forza l’attaccamento a Parma, di cui ama le memorie storiche, il patrimonio culturale, le tradizioni: da giornalista (ha iniziato alla redazione della Gazzetta di Parma) ha potuto conoscere grandi personalità nostrane, a partire dal poeta Attilio Bertolucci, che ha avuto tante volte il piacere di intervistare. Il fermento culturale è ancora vivo nella nostra città, ed è importante conservare quei valori che hanno reso Parma grande nella storia; anche per questo il prossimo libro di Varesi sarà dedicato a un episodio realmente accaduto nel nostro territorio ai tempi delle lotte partigiane. Per un po’, dunque, Soneri starà a riposo; ma i paesaggi dipinti dal suo creatore si delineeranno ancora, velati di nebbia emiliana. (vedi: video terza parte)

OFFICINA PARMIGIANA TERZO MILLENNIO - Puntate precedenti:

1) PIER LUIGI BACCHINI


 

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