Arte-Cultura

Julia e le tracce del passato

Julia e le tracce del passato
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di Anna Folli

«La metà di niente», «La moglie che dorme», «Una vita diversa»,  «L’amore o quasi», «Se stasera siamo qui», «Donna alla finestra»… Negli ultimi quattordici anni, Catherine Dunne si è dimostrata una  scrittrice estremamente prolifica, molto amata soprattutto dalle  lettrici che nelle sue storie trovano rispecchiati le loro emozioni e  le loro paure. Nei suoi romanzi, l’autrice irlandese parla d’amore,  di amicizia, di figli, di tradimenti e separazioni e nel parlare dei problemi di tutte le donne riesce a farle sentire tutte un po’ meno  sole. Ed è proprio in questa sua capacità di raccontare la  quotidianità e i lati più intimi dell’esistenza che sta forse il  segreto del suo successo. Nelle pagine della Dunne la vita «normale»  di persone «normali» diventa in qualche modo eccezionale e aiuta il  lettore a capire meglio sé stesso. Ma negli anni (il suo primo  romanzo che le è ha dato il successo internazionale è «La metà di  niente» del 1997) sono via via cambiati non solo i personaggi e le  situazioni, ma anche i temi affrontati. Il nuovo libro di    Catherine Dunne, «Tutto per amore»  (Guanda),  sarà presentato domani,  alle 17,30, nel  Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi: l'autrice  dialogherà con la scrittrice e giornalista Iaia Caputo per il primo  appuntamento della quinta edizione di «Incontri d’autore», la rassegna promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Parma e organizzata da Ugo Guanda editore.
In questo nuovo romanzo la scrittrice irlandese affronta argomenti  difficili come la malattia, la morte, l’eutanasia, senza mai perdere  il suo tocco magico nel raccontare le sfumature più nascoste della  psicologia dei suoi personaggi e riuscendo a mantenere la sua  proverbiale leggerezza, che non è mai mancanza di profondità. E da  più punti di vista «Tutto per amore» è paradigmatico della capacità  della Dunne di essere sempre al passo dei tempi. La sua protagonista,  Julia, non è più, come Rose, una donna che ha dedicato la sua vita al  marito e ai figli senza trovare sbocchi nel lavoro, ma è un medico  affermato che viaggia da sola per il mondo e può contare su una  stretta rete di amiche che l’hanno supportata quando il suo adorato  marito è morto a soli cinquant’anni. Con il tempo, e dopo qualche  anno di solitudine sentimentale, Julia ha incontrato William,  scrittore di thriller di un certo successo, che ha alle spalle un  matrimonio finito male. E anche nel loro rapporto paritario, che  mescola in modo inscindibile amore e rispetto, si è molto lontani  dall’iniziale rapporto di sudditanza psicologica che, nel romanzo che  l’ha portata al successo, legava Rose al marito Ben. Allora c’era il  diario drammatico di una donna che, improvvisamente abbandonata dal  marito, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. 
In «Tutto per amore», invece, anche gli uomini sono cambiati e hanno  imparato la lezione del femminismo: sanno essere compagni di vita,  oltre che amanti, e hanno mutuato dalle donne una diversa  consapevolezza di sé. Forse grazie e questo la Dunne ha deciso di  elevare i personaggi maschili dal ruolo di comprimari a quello di co-protagonisti. Pur essendo scritto in terza persona, «Tutto per amore»  alterna capitoli in cui la storia è narrata dal punto di vista di  Julia a quelli in cui, invece, la prospettiva è quella di William. E  rovesciando la situazione che avevamo conosciuto in «La metà di  niente» è l’uomo, questa volta, ad essere abbandonato dalla compagna. 
Proprio quando William stava per chiedere a Julia di sposarlo, e dopo  tre anni di amore senza ombre, lei scompare senza una parola né un  biglietto di spiegazione. La sua fuga senza testimoni lascia sia  William che la figlia di Julia, Melissa, completamente smarriti. Ma  mentre Melissa si abbandona al risentimento, William si aggrappa a  labili tracce che Julia ha volutamente lasciato dietro di sé come  messaggi nella bottiglia perché lui la ritrovi. E Wiliam parte senza  esitazione per trovare la donna che ama e riportarla a casa, o almeno  cercare di capire.
La verità, pagina dopo pagina, arriverà attraverso una serie di  flashback della vita passata, che Julia sfoglia come un album di fotografie. Questa verità è legata a un segreto sconvolgente che  Julia ha sempre nascosto e che ha a che fare con problemi molto  attuali come il suicidio assistito, l’eutanasia, la qualità della  vita anche durante la malattia. Senza voler dare insegnamenti, ma  grazie alla consueta autenticità di linguaggio e a una resa quasi  fotografica degli stati d'animo dei suoi personaggi, con «Tutto per  amore» Catherine Dunne dimostra ancora una volta di saper parlare  delle donne e alle donne come pochi scrittori contemporanei.
La  novità, questa volta, è che il suo messaggio è diretto con  altrettanta efficacia anche all’universo maschile.
Tutto per amore -  Guanda, pag. 358, 18,00

 

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