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Una donna sulle tracce del padre

Una donna sulle tracce del padre
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 Edda Lavezzini Stagno

E' una storia vera, un’autobiografia che Vania Colasanti ci racconta nelle cento pagine di «Ciao, sono tua figlia». Pagine scritte con molta dolcezza e comprensione nei confronti del padre che abbandona la figlia di otto mesi e la mamma per un’altra donna. La Colasanti non si esprime mai con toni melodrammatici, piuttosto trova spesso una sorta di ironia nei confronti di certe debolezze e difetti, tutti italiani, del padre, instancabile tombeur de femmes, simpatico, elegante, che aveva già messo su famiglia prima di conoscere Chiara, per la quale abbandona la moglie e la figlia Flavia e sparisce definitivamente. Vania Colasanti, giornalista e narratrice, ha collaborato per anni al «Venerdì di Repubblica», «L'Espresso», il «Corriere della Sera». Dal '97 lavora per Rai Internazionale. 
Dopo due libri di poesie affronta per la prima volta un tipo di scrittura diverso, un romanzo, un romanzo verità, il racconto della sua vita, che comincia proprio dall’abbandono del padre, convinto che non vedendo più né Vania, né sua mamma Chiara, la sofferenza sarebbe stata minore. Nella prima parte del libro la giovane autrice descrive il suo stato d’animo. Fin da piccola lavora di fantasia per dare una spiegazione all’assenza del padre. Vuole credere che sia morto in un terribile incidente stradale, e ogni sera prega per lui; quando arriverà la scuola e lei si presenterà del cognome materno, racconterà alle compagne che papà e mamma si chiamavano nello stesso modo. 
Indubbiamente nel '64, quando l’autrice nasce, non è semplice essere figlia di «una ragazza madre». Nel libro sono ben descritti i problemi che la madre incontra sul lavoro, le complicazioni burocratiche, i problemi economici affrontati con tanta dignità. Passano gli anni, ma la Colasanti non si rassegna all’idea di non conoscere suo padre. E’ stanca di cercarlo in tutti gli uomini di mezza età che incontra. Lo conoscerà a sedici anni. Una delusione. 
L’incontro vero avverrà dopo qualche anno ancora. Un incontro che permetterà all’autrice di trovare anche i suoi fratelli. Quatto figli, dunque, con madri diverse. Un fratello e una sorella con i quali nasce subito un ottimo rapporto. Dalle confidenze che si scambiano, Vania ha la conferma di quello che ha sempre pensato di suo padre: un uomo con grossi limiti affettivi. Ma lei decide di volergli bene e di accettarlo com'è. L’ultima parte del libro è forse la più commovente perché c'è una ricerca insistente e affettuosa della sorella maggiore, Flavia, con lettere che rimangono sempre senza risposta. Il lettore è coinvolto, e segue fino alla fine questa vicenda dolorosa con la curiosità di sapere se le due sorelle si sono poi incontrate. Vania con questo libro racconta quanto sia importante conoscere un genitore che ha abbandonato un figlio, superando i rancori, e vuole lanciare un messaggio a tutti quelli che come lei non hanno avuto un padre: «se avete qualche chance di trovarlo, cercatelo».
Ciao, sono tua figlia
Marsilio, pag.  11016,00
 

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