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Cinebox, antenato del videoclip

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di Luca Pollini
No Il video musicale che imperversa in tutto il mondo, 24 ore su 24  in centinaia di canali televisivi, non è nato né a New York, né a Hollywood, ma in Italia, e già esattamente mezzo secolo fa. A dimostrarlo è la mostra «Canzoni da guardare», curata da Gpa di Milano, organizzata dall'Ufficio turismo e cultura del Comune di Bellaria Igea Marina e allestita nel Palazzo del Turismo di Bellaria.
L'esposizione realizza un percorso che intreccia cinema e musica, e che dimostra la paternità tutta italiana nell’invenzione e nella diffusione del videoclip.
Diffusione garantita dal Cinebox. «La bomba cinemusicale del secolo», così la definì il suo inventore Pietro Granelli in occasione della presentazione nel 1958, è una sorta di jukebox che rappresentò il primo strumento di riproduzione di pellicole a colori per promuovere una canzone: l’apparecchio consentiva con 100 lire di vedere il filmato del disco preferito. Le prime pellicole erano interpretate da Domenico Modugno, Don Marino Barreto Jr, Peppino Di Capri, Mina, Joe Sentieri, Nilla Pizzi, passando in seguito per Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Adriano Celentano, Paul Anka, Neil Sedaka, Enzo Jannacci, Gigliola Cinquetti.
Un lavoro meticoloso e paziente ha consentito a un’equipe italo-statunitense di ricercatori, diretta dal giornalista e autore televisivo Michele Bovi, di fare luce su una produzione finita nel dimenticatoio, di recuperare preziosi frammenti e di ricostruire nel dettaglio questa storia, realizzando un viaggio nel tempo tra filmati, fotografie di scena e locandine.
Alla sua comparsa sul mercato internazionale, il Cinebox scatenò una guerra commerciale tra Italia, Francia (che un anno dopo iniziò a produrre un analogo apparecchio, chiamato Scopitone) e Stati Uniti, avviando una vera e propria sfida artistica tra registi, all’epoca esordienti, come Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Robert Altman, e i nostri Vito Molinari, Enzo Trapani, Beppe Recchia, chiamati a dirigere i primi videoclip della storia. Nelle sale della mostra sono esposti due apparecchi Cinebox e due Scopitone, entrambi funzionanti, e centinaia di manifesti promozionali d’epoca (che ritraggono in veste di testimonial accanto all’apparecchio cantanti dell'epoca come Giorgio Gaber, Fred Bongusto, Gianni Morandi ma anche registi come Vittorio De Sica) e foto di scena dei set. Inoltre, sono proiettati, in loop, più di 400 filmati originali tra cui alcune rarità che rappresentano le prime esperienze post-Cinebox italiane che comunque anticiparono  la produzione  specifica  internazionale, come i lungometraggi  «Gira che ti rigira amore bello» (1973) con Claudio Baglioni e  «Scappo per Cantare» (1971) con Gianni Morandi. Alla mostra è dedicato il libro-catalogo Canzoni da Guardare (in vendita a 30 euro) che illustra le vicende italiane e internazionali di quegli antenati del videoclip e raccoglie tutti i documenti fotografici in esposizione.
 La mostra, in programma fino al 31 agosto, è aperta tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 20,30 alle 23,30, l'ingresso è gratuito.

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