10°

22°

Arte-Cultura

Il fresco "fai da te" dei nostri antenati

Il fresco "fai da te" dei nostri antenati
Ricevi gratis le news
0

Lorenzo Sartorio
 Ma ci pensate,  solo per un momento,  i nostri nonni  armeggiare con un impianto di aria condizionata ? Sarebbero impazziti. L'essere costretti a chiudere le finestre in piena estate con quell'aria gelida che sibila da «boffoni» sistemati  nelle parti più impensate delle stanze e tali da scatenare certi dolori artritici da urlo..... no, decisamente, non era certo roba per loro. E non è che le estati, un tempo, fossero meno calde. Anzi !  Le estati moderne, in fatto di caldo non scherzano, ma sono altalenanti, capricciose, matte. Un po' come la gente.   
Ed allora, come facevano i nostri nonni a difendere le loro case dall’offensiva  del caldo ? A questo punto entrava di scena la «rezdora»,  non solo vestale del camino e dei fornelli, ma angelo della casa a tempo pieno, la quale,  coniugando antichi muliebri saperi tramandati  dalle sue vecchie, sapeva miscelare l’aria con un gioco di correnti facendo rimanere sempre le stanze fresche. Innanzitutto, parliamo di case vere con muri robusti e non di alveari come le moderne abitazioni che, saranno anche antisismiche e razionali, ma sono dotate di muri che, senza essere invadenti o curiosi, ci consentono di conoscere tutte le mosse discrete e indiscrete  del vicino. Figuriamoci se non fanno passare il caldo!
 Appena alzata, la «rezdora»  (la sveglia era  solitamente alle cinque),  apriva tutte le finestre per fare entrare la brezza sottile del mattino e poi, quando il sole cominciava a spuntare, aveva cura di socchiudere o addirittura chiudere quegli scuri martoriati dai raggi solari,  magari tirando anche le tende in modo che  diventasse una camera oscura e tenesse ben immagazzinato il fresco incamerato nel primo mattino. Le altre finestre all’ombra venivano spalancate  fino ad una certa ora e,  alla fine della mattina,  venivano socchiuse in modo tale che il cado non entrasse,  ma regnasse sempre  quella penombra in grado, anche nel pomeriggio, di portare un po' di refrigerio.
 Ad esempio, le vecchie canoniche vegliate dalle premurose «perpetue»,  nei mesi estivi,  non erano mai calde.  E, siccome il prevosto, solitamente  non magro, soffriva tanto l'afa,  la stanza da pranzo e la camera da letto erano sapientemente  refrigerate dalla «perpetua» attraverso questi equilibrismi  di luce e di aria per mantenere sempre una temperatura  accettabile. Alla sera,  quando il sole stava calando e cominciava  ad alzarsi quella rinfrescante brezza vespertina, specie in campagna, la «rezdora» apriva tutte le finestre per arieggiare e per fare entrare un po' di ristoro  anche se le insidie non mancavano  causa  lo sgradito ingresso, nelle varie stanze, di zanzare o, peggio ancora, di pipistrelli.
Anche il pollaio, patrimonio delle «rezdore», nei mesi caldi doveva  essere arieggiato,  altrimenti quelle povere bestie, specie di notte, avrebbero patito le pene dell’inferno. A parte il fatto che ogni pollaio che si rispettava era riparato da una pianta di  fico, da un gelso e da un noce che con loro foglie lo proteggevano  dai raggi solari, la «rezdora»,  proprio quando il cado faceva sul serio, apriva quelle finestrelle sgangherate di legno facendo ben attenzione che la rete protettiva tenesse, in quanto  quel minuscolo  pertugio poteva rappresentare  un comodo ingresso per la faina e anche per qualche piccola volpe.
Anche i cibi, un tempo, dovevano fare i conti col caldo e, se in città i primi frigidaire avevano sostituito,  negli anni Sessanta, le colonne di ghiaccio, in campagna,  tutto ciò che era deperibile finiva  nella «giasära»,  una sorta di bunker scavato sotto terra, completamente avvolto da gaggie o altre piante,  che in inverno veniva stipato di neve la quale,  in quell'antro buio, durava tutto l’anno. In campagna l’acqua del «sambot» era sempre fresca perché arrivava dal pozzo e, quindi,  non c'era bisogno di alcun stratagemma per rinfrescarla. In città, invece, quella dell’acquedotto, fresca non era,  ed allora la si faceva filare in modo tale che si mantenesse accettabile . E, dentro quella bacinella posta sotto il rubinetto, galleggiavano  una mezza anguria,  un pacchettino con il burro e l'immancabile bottiglia di  bianco o rosso.                                     


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Crozza torna in Rai. Per Fazio

Fazio e Crozza sul palco di Sanremo 2013

televisione

Crozza torna in Rai. Per Fazio

1commento

Rolling Stones: gli highlander del rock

Il concerto

Stones: immortali! (Jagger canta in italiano)(Le polemiche)

Platinette, rovinosa caduta giù dalle scale

tv

Platinette, rovinosa caduta dalle scale al "Tale quale Show" Video

Notiziepiùlette

Ultime notizie

La parola all'esperto

ECONOMIA

Torna "La parola all'esperto". Inviate i vostri quesiti

Lealtrenotizie

San Michele Tiorre, accoti i primi 8 migranti. Arrivano da Parma

tg parma

San Michele Tiorre, trasferiti da Parma i primi 8 migranti Video

1commento

L'INTERVISTA

Casa: «Ecco la mia ricetta per la sicurezza»

19commenti

PARMA

Tajani al Collegio Europeo: "Il voto tedesco impone Italia protagonista per la stabilità" Video

Il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha aperto l'anno accademico con una lectio magistralis

parma

In bici ubriaco: denunciato e due ruote sequestrata

7commenti

Tordenaso

Addio a Bortolameotti, uomo dal cuore grande

2commenti

PARMA

Nuovo rettore: mercoledì il primo turno delle elezioni, 6 candidati in lizza

Se nessuno otterrà la maggioranza assoluta, si tornerà a votare la prossima settimana

COLLECCHIO

Una discarica nel guado del Baganza, scatta la protesta

2commenti

Tuttaparma

Portinerie e portinai di un tempo

1commento

MOTOCROSS

Kiara Fontanesi si mette «in piega»

Scuole

Studenti a rischio a Corcagnano

2commenti

"Robe da Circo"

Bimbi e fotografi ne combinano di "tutti i colori" Video

gazzareporter

In piazza Garibaldi è arrivato Capitan Acciaio Gallery

SALSO

Ladri cercano di entrare in una villetta

L'INTERVISTA

Pizzarotti: «Parma insicura? Non è colpa degli immigrati ma dei criminali»

«L'emergenza sicurezza è frutto della mancata certezza delle pene e delle espulsioni difficili» dice Pizzarotti a pochi giorni dall'udienza con papa Francesco.

53commenti

Attacco dell'opposizione

«La sindaca di Felino si dimetta»

3commenti

CERIMONIA

Due nuovi diaconi, vite nel nome del Signore

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

La piccola vittoria di una grande Merkel

di Paolo Ferrandi

CONTROLLI

Autovelox, autodetector, speedcheck: la mappa della settimana

ITALIA/MONDO

fisco

Caos Spesometro, "congelato" il sito di invio fatture

FIRENZE

Concorsi truccati, arrestati 7 docenti universitari

SPORT

RUGBY

Zebre nella storia: prima squadra italiana a vincere in Sudafrica Le foto

BASKET

Fulgor, si presenta l'orgoglio di Fidenza

SOCIETA'

liceo Marconi

I «ragazzi della 5ª C» (parmigiani) si ritrovano 30 anni dopo Gallery

1commento

siracusa

Tenuta come schiava in casa, arrestato marito marocchino

MOTORI

LA NOVITA'

Al volante della nuova Volvo XC60. Ecco come va

auto&moda

Jaguar E-Pace, Debutto con Palm Angels Fotogallery