-1°

14°

Arte-Cultura

"Il mio è un libro pieno di lividi"

"Il mio è un libro pieno di lividi"
0

di Alessandro Censi

«Perché sono diventato scrittore?». Giancarlo Calligarich, autore del romanzo «Privati abissi» (Fazi) con il quale è finalista al Premio Viareggio-Repaci per la narrativa (premiazione il 26 agosto), si ripete la domanda quasi incredulo.
«A un certo punto le sceneggiature mi avevano stancato – dice quasi irritato -. La televisione era cambiata e non era più possibile né divertente fare qualcosa che valesse la pena di scrivere. Così ho preso tutti i soldi che avevo fatto con le sceneggiature e li ho usati per fondare e dirigere per dieci anni un teatro. I soldi li ho persi tutti. Ma non mi sono mai pentito. Lavorare non da solo ma con gli altri e vedere nascere lo spettacolo giorno per giorno concretamente, invece di vedersela con una immobile pagina vuota in attesa dei tuoi fantasmi, era fantastico». Dopo un’avventurosa giovinezza nella Milano del dopoguerra, Calligarich si trasferì a Roma per lavorare come giornalista. Scrive parecchi racconti, e poi un romanzo «L’ultima estate in città» lodato da Cesare Garboli e Natalia Ginzburg e con il quale vinse il premio Inedito. Dopo un’intensa attività di sceneggiatore  tornò al romanzo e pubblicò altri due libri, «Solo per la tua bocca» e «Posta prioritaria» (Garzanti). «Privati abissi» è il risultato di decenni di lavoro, amori passionali, ferite profonde, cuori infranti o delusi, tormenti e tradimenti. Da Roma a Capri, a Barcellona e a Lugano, un’aureola di cieli azzurri sembra rafforzare il mistero dell’amore sempre più caotico e dissoluto.

Quanti anni della sua vita ha dedicato alla stesura di «Privati abissi»?
 «Ha avuto una gestione di una trentina d'anni. Dopo l'''Estate in città'' avevo deciso che quello e solo quello doveva essere il mio secondo romanzo. Si trattava di pagare un debito con i due scrittori che da ragazzo mi avevano spinto a voler fare lo scrittore, Hemingway e Fitzgerald. Ma senza imitarli, il romanzo doveva avere uno stile e un linguaggio miei. E non riuscivo a trovarlo. Scrivevo e riscrivevo sempre le stesse pagine, cercandolo. Senza riuscire ad andare avanti. Trent'anni in cui fortunatamente ho fatto anche altro. Ma soprattutto ho vissuto la mia vita qualunque cosa mi portasse, andando sempre dove c'era da andare e vedendo quello che c'era da vedere. Poi di tanto in tanto tornavo a dargli l'assalto nella caratteristica del mio segno astrale, il toro, che è l'ostinazione. Era una lotta, un muro che non andava giù. O giù io o giù lui, era la mia ossessiva parola d'ordine.  Poi alla fine è andato giù lui. Il mio debito era pagato. Ma ero pieno di lividi e di ferite».
I «Privati abissi» sono gli abissi del cuore, assoluto protagonista della vicenda. Che oscurità si celano dentro di noi?
«Quello che so è che alcuni segnali in proposito possano venire relativamente in superficie durante quello scombussolamento della nostra vita di cui, più o meno ricorrentemente, rimaniamo vittime quando ci innamoriamo di qualcuno. Dietro ogni amore c'è sempre questo. Qualcosa che fino a quel momento restava chiuso, represso e angustiato dentro di noi e che, liberato, può farci fare a volte quello che vuole».
Lei è uno scrittore atipico del panorama letterario italiano. Autore di pochi romanzi quasi fosse frenato da qualcosa che lo indirizza verso altre emozioni. Perché questa discontinuità?
«Vivo la mia vita per conto mio e fuori dagli ambienti codificati. Il mestiere dello scrittore è il più solitario del mondo. Non c'è niente e nessuno che ti aiuti e puoi contare solo su te stesso. Come i navigatori solitari. Scrivere è cercare di fermare la vita. E' impossibile ma senti che devi farlo lo stesso.  In ogni caso credo che si debba scrivere solo se hai dentro qualcosa da dire e che se non lo dici vanifica tutta la tua vita. Si, penso che si debba scrivere solo se non puoi farne a meno, se metti in gioco la tua vita, se cerchi di farlo onestamente, con sincerità e al centodieci per cento delle tue possibilità. E questo vuol dire metterci un sacco di tempo. Altrimenti meglio lasciar perdere. E ci sono in giro già troppi romanzi di scrittori che scrivono e che invece avrebbero dovuto lasciar perdere.
Oggi, a cosa si dedica? Sta lavorando a un nuovo romanzo?
Sì, e con la speranza di non metterci altri trent'anni. Buttato giù il muro di Privati Abissi, ho altre storie da raccontare. Ne so ancora di buone e ho voglia di raccontarle tutte. Anche se, ovviamente, tutto è in braccio al Gran Padre.
Privati abissi - Fazi, pag. 237,  18,00


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

La La Land annunciato per errore miglior film, ma vince Moonlight

Hollywood

Gaffe agli Oscar: aperta un'inchiesta Tutti i premiati Foto

Addio al gigante di «Trono di Spade»

MORTO FINGLETON

Addio al gigante di «Trono di Spade»

Amici, la Celentano dà della grassa alla ballerina che si mette a piangere

Video

"Sei grassa" e la ballerina piange: polemica ad Amici

2commenti

Notiziepiùlette

Ultime notizie

"Top500": la classifica

IMPRESE

Top500 Parma, ecco la classifica completa

Lealtrenotizie

Scippo in via Farini

in mattinata

Scippa in bici l'iphone ad una ragazza in via Farini: caccia al ladro

ieri sera

Pauroso incidente in Tangenziale Ovest, auto si ribalta: una donna ferita Foto

1commento

questa mattina

Tamponamento in via Mantova: furgone nel fosso

gdf

Raccolta truffa per bimbi abbandonati: 60enne arrestato davanti al Maggiore

Degrado

«Strada del Traglione? Uno schifo»

3commenti

AUTOSTRADA

A1: chiuso il casello di Parma per cinque notti consecutive

SANITA'

Scabbia, l'esperto: «In aumento altre malattie infettive»

2commenti

VERDI MARATHON

Maratona: ancora (tanti) scatti dalla Bassa Gallery 1 - 2

CALCIO

Il Parma non si spreca

Borgotaro

No alla chiusura del Punto nascite

CARNEVALE

I costumi di Favalesi illuminano Venezia

PONTETARO

Nuovo blitz alla Valtaro Formaggi, ma il colpo fallisce

1commento

Protesta

Strade pericolose e degrado: Gaione alza la voce

3commenti

CHIRURGO

Lasagni, in oltre 20 anni mai un'assenza dal lavoro

evento

Volti, colori e...oggetti da Mercanteinfiera Gallery

pallavolo

Finisce l'era Magri: Cattaneo nuovo presidente Fipav

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Quei politici allergici alla libertà di stampa

di Filiberto Molossi

IL DIRETTORE RISPONDE

Le multe facili e quelle difficili

11commenti

ITALIA/MONDO

FISCO

Nel 2016 oltre 450mila liti pendenti per 32 miliardi

AREZZO

18enne uccide il padre: "Era quello che dovevo fare"

SOCIETA'

IL CASO

Cappato (che rischia 12 anni di carcere): "Dj Fabo è morto"

4commenti

Cinema

E' morto l'attore Bill Paxton

SPORT

Ciclismo

Grave caduta per la giovane promessa Marco Landi

rugby

L'amarezza di Villagra: "Potevamo vincere" Video

MOTORI

ALFA ROMEO

Stelvio, la nostra pagella

NOVITA'

Bmw, la nuova Serie 5 ragiona da ammiraglia