16°

Arte-Cultura

Un uomo contro il Führer

Un uomo contro il Führer
0

di Francesco Mannoni

"A me piacciono i dettagli, non le grandi visioni". Potrebbe essere in questa affermazione la ragione che ha appassionato il poeta, filosofo, saggista, giornalista, matematico e narratore tedesco Hans Magnus Enzensberger, alla vicenda storica e umana del generale Kurt von Hammerstein - Equord. Il discusso personaggio al quale l’eclettico scrittore ha dedicato il suo ultimo libro a metà strada tra il romanzo e il saggio, «Hammerstein o dell'ostinazione» (Einaudi, pagine 279, euro 20,00), aveva fatto una brillante carriera nella Repubblica di Weimar fino a diventare nel 1930 capo di Stato Maggiore dell’esercito tedesco. In un incontro con Hitler intuì le mire folli del Führer, e un anno dopo si dimise diventando in gran segreto il punto di riferimento della resistenza anti-hitleriana. «Ho studiato Hammerstein solo dopo la caduta dell’Unione Sovietica - spiega Enzensberger, considerato in patria una sorta di coscienza della nuova Germania - quando hanno aperto gli archivi staliniani. Lui era un carattere atipico rispetto all’ambiente in cui era vissuto, e dal punto di vista intellettuale fu un analitico, non un sentimentale, non un uomo di grandi passioni: era una persona fredda. Già nel '33 vide che Hitler avrebbe portato la Germania alla rovina, e dieci anni prima dei suoi compatrioti immaginò quale tragedia sarebbe stata una guerra contro la Russia. Si tirò indietro perché capì che la situazione generale era pericolosa».

Un uomo intelligente o solo prudente? «Era un mito della Repubblica di Weimar che si basava sulla cultura, sui grandi talenti e su una vita estremamente dinamica. Ma nonostante gli anni d’oro che ne caratterizzarono l’ascesa, la Repubblica era nata male sin dall’inizio, e fu sempre instabile, minacciata da una precarietà che la maggior parte della popolazione recepiva come una menzogna. Personalmente sono contento di non aver vissuto nella Repubblica di Weimar».
Perché? «Soprattutto per i problemi economici, per le umiliazioni subite, per i leader della classe politica che volevano si continuasse con il vecchio schema autocratico. Militari e politici non erano d’accordo con la rivoluzione del '18 e del '19, e non hanno accettato mai certi cambiamenti, tanto che la Giustizia operò sempre con una mentalità di destra. E il signor Hitler si è potuto impadronire facilmente di un Paese psicologicamente minato dai rancori».
Perché, secondo lei, Hammerstein non ha cercato subito di rovesciare Hitler? «A posteriori si potrebbe criticare Hammerstein per non aver cercato subito di eliminare Hitler, ma credo che lui avesse la chiara e giusta percezione di una questione importantissima: nel 1933, un’azione di forza avrebbe significato mettere una parte dell’esercito tedesco contro l’altra, scatenando una guerra civile. Un rischio enorme che una persona come lui non poteva sopportare».
Anche conoscendo bene le intenzioni di Hitler? «Tutti in Germania conoscevano le intenzioni di Hitler. In “Mein Kampf” aveva scritto nero su bianco quello che voleva fare. Ma non lo presero sul serio. Anche più avanti i tedeschi, preferivano non sapere».
La moglie e i figli di Hammerstein che ruolo ebbero nella sua vicenda? «In questa vicenda le donne, specialmente la moglie del generale e due figlie, sono figure fuori dal comune. Le due ragazze avevano dei fidanzati non solo ebrei ma anche comunisti, agenti del Komintern, i servizi segreti sovietici, e hanno passato molto materiale segreto tedesco a Mosca».
Il padre sapeva dell’attività delle figlie e dei loro fidanzati? «Non si può provare, ma si presume di sì. Semmai bisogna chiedersi per quale motivo ha permesso che le figlie fossero in combutta con due ebrei comunisti affiliati ai servizi segreti di Mosca».
Lui, persona intelligente, perché dimenticava sulla scrivania documenti importanti che le figlie potevano visionare, ricopiare o fotografare per passarli al nemico? «La mia è un’ipotesi, ma credo fosse consapevole di quello che facevano le figlie, belle e avventuriere come novelle Mata Hari»
 Quali sono i grandi cambiamenti cui ha assistito in Germania e qual è quello che invece si augura? «Sono scettico per quel che riguarda le facili teorizzazioni senza basi solide di conoscenza scientifica. Il passato è fatto di cose che non si dimenticano e io che ho vissuto la dittatura e la guerra, so che in una situazione di emergenza tutto è cambiamento. Anche su questo improbabile periodo di pace e di benessere ci sarebbe molto da dire, ma non è colpa di nessuno se le nuove generazioni non si interessano a nulla. La spiegazione è che non avendo vissuto grandi crisi sono come assenti, appartengono a un’altra formazione mentale».
Il clima di un altro suo libro, «Il perdente radicale», ovvero la frustrazione dopo Versailles che condusse a Hitler, e il rancore che genera la sconfitta, ha qualche analogia con i nostri giorni? «Ci sono analogie anche oggi, e dappertutto. Bisogna comunque analizzare sempre caso per caso. Fin quando c'è un benessere generalizzato, l’informe classe media si adagia e muore nelle sue stesse stratificazioni. In caso di una caduta economica forte e di lungo termine le cose cambiano, ma non si parla più della lotta di classe, o se ne parla di meno perché il comunismo ha esaurito la sua funzione. Marx non fu mai politicamente corretto. Parlava male dei lavoratori, degli ebrei, dei propri compagni, di tutti. Una volta ho fatto un elenco delle invettive di Marx tratte dalla sua corrispondenza: un genio della maledizione. Inventava e diceva delle bestemmie incredibili».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Domenica di carnevale a Calestano con la sfilata

calestano

Domenica di carnevale a Calestano con la sfilata

Addio al gigante di «Trono di Spade»

MORTO FINGLETON

Addio al gigante di «Trono di Spade»

Amici, la Celentano dà della grassa alla ballerina che si mette a piangere

Video

"Sei grassa" e la ballerina piange: polemica ad Amici

4commenti

Notiziepiùlette

Ultime notizie

"Top500": la classifica

IMPRESE

Top500 Parma, ecco la classifica completa

Lealtrenotizie

Parma, Frattali out: arriva Davide Bassi in porta

LEGA PRO

Parma, Frattali out: in porta arriva Davide Bassi. Il Pordenone travolge il Bassano

L'estremo difensore era svincolato dall'Atalanta, nel suo passato anche Empoli e Torino

svariati casi a Parma

Ed ecco servita la truffa degli estintori (per i negozi)

1commento

il fatto del giorno

Droga, i numeri dell'emergenza Video

L'anteprima sulla Gazzetta di domani

1commento

in mattinata

Scippa in bici l'iphone ad una ragazza in via Farini: caccia al ladro

6commenti

Parma

Altri due incidenti questa mattina: quattro schianti in poche ore

1commento

INCHIESTA

Strada del Traglione: un viaggio nel degrado

8commenti

ieri sera

Pauroso incidente in Tangenziale Ovest, auto si ribalta: una donna ferita Foto

3commenti

crisi

Copador, settimana decisiva

1commento

questa mattina

Tamponamento in via Mantova: furgone nel fosso

comune

Dopo gli allagamenti: Duc, servizi ripristinati

gdf

Raccolta truffa per bimbi abbandonati: 60enne arrestato davanti al Maggiore

1commento

fotografia

Il "Mercante" secondo il fotografo Fabrizio Ferrari Gallery

comune

Casa: "Positivo il 2016, ma ci mancano 40 agenti" Tutti i numeri

L'assessore ha presentato, con i vertici dei vigili urbani i numeri e il bilancio degli interventi dello scorso anno

1commento

GAZZAREPORTER

Ancora rifiuti selvaggi a San Leonardo Fotogallery

AUTOSTRADA

A1: chiuso il casello di Parma per cinque notti consecutive

SANITA'

Scabbia, l'esperto: «In aumento altre malattie infettive»

3commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Le multe facili e quelle difficili

13commenti

EDITORIALE

Quei politici allergici alla libertà di stampa

di Filiberto Molossi

ITALIA/MONDO

MILANO

L'Italia della moda si ferma per Franca Sozzani Video

AREZZO

18enne uccide il padre: "Era quello che dovevo fare"

SOCIETA'

IL CASO

Cappato (che rischia 12 anni di carcere): "Dj Fabo è morto"

6commenti

Cinema

E' morto l'attore Bill Paxton

SPORT

Ciclismo

Grave caduta per la giovane promessa Marco Landi

rugby

L'amarezza di Villagra: "Potevamo vincere" Video

MOTORI

ALFA ROMEO

Stelvio, la nostra pagella

NOVITA'

Bmw, la nuova Serie 5 ragiona da ammiraglia